Ion Marin e St Peterburger a Lugano

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violamargherita
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Ion Marin e St Peterburger a Lugano

Messaggio da violamargherita » 17 set 2019 20:26

Del primo tempo - Quarto di Beethoven con Nelson Freire - non ho tempo di parlare, tanto è stato nullo e noioso il contributo del pianista.
Nel secondo tempo la più struggente e lancinante Prima di Mahler che abbia ascoltato nell'ultimo decennio. Ion Marin e i pietroburghesi risultano ancora più convincenti che nel Dvorak veronese di qualche giorno prima. Ascolto incantevole, intesa al millimetro tra direttore e strumentisti. Ovazioni interminabili dopo che il pubblico ha vissuto con palpabile tensione l'esecuzione.

Lo Ion Marin che ho rivisto, dopo lustri che l'avevo perso di vista, in questi due concerti italo-svizzeri si pone certamente tra i più interessanti e autorevoli concertatori viventi. Imperdibile.



daphnis
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Re: Ion Marin e St Peterburger a Lugano

Messaggio da daphnis » 18 set 2019 01:53

Ero impegnato altrove, ma amici che lo hanno ascoltato a Milano nel Titano, mi hanno parlato di un Mahler ipercarico a "strappatone", "rubatoni" ed "effettoni" anche volgari. Che è il tipico modo di fare dei direttori che pensano a Mahler come ad un ipernevrotico squilibrato, per cui bisogna "far sentire" quanto è strano. I grandi mahleriani non hanno bisogno di calcare la mano.
Improvvisamente, ci viene detto che Ion Marin è un padreterno. E in tutti questi anni, compresa l'orripilante Bolena scaligera (che era veramente al di sotto del minimo sindacale)... cosa accadeva?
Ho già espresso la mia perplessità e la speranza di venir smentito alla prima occasione. Scusami Viola, spesso la pensiamo alla stessa maniera, ma stavolta sono alquanto perplesso. Puoi pure dirmi che non c'ero e che quindi son tenuto a crederci ma le mie esperienze dal vivo del soggetto sono, davvero, di segno completamente opposto. Niente a che fare con i compagni di scuderia Gatti, Mariotti e Trevino. Se mi ricredo, ti offro una cena ovunque ciò avvenga.

marco vizzardelli

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Re: Ion Marin e St Peterburger a Lugano

Messaggio da prunier » 18 set 2019 08:22

daphnis ha scritto:
18 set 2019 01:53
Ero impegnato altrove, ma amici che lo hanno ascoltato a Milano nel Titano, mi hanno parlato di un Mahler ipercarico a "strappatone", "rubatoni" ed "effettoni" anche volgari. Che è il tipico modo di fare dei direttori che pensano a Mahler come ad un ipernevrotico squilibrato, per cui bisogna "far sentire" quanto è strano. I grandi mahleriani non hanno bisogno di calcare la mano.
Te lo confermo al 100%. Qualche momento curioso, anche bello se vuoi, ma in un vuoto assoluto di idee e in una volgarità di fondo ributtanti. Ero a Lugano, ovviamente.
Vita brevis, ars longa, occasio praeceps, experimentum periculosum, iudicium difficile

violamargherita
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Re: Ion Marin e St Peterburger a Lugano

Messaggio da violamargherita » 18 set 2019 09:16

prunier ha scritto:
18 set 2019 08:22
daphnis ha scritto:
18 set 2019 01:53
Ero impegnato altrove, ma amici che lo hanno ascoltato a Milano nel Titano, mi hanno parlato di un Mahler ipercarico a "strappatone", "rubatoni" ed "effettoni" anche volgari. Che è il tipico modo di fare dei direttori che pensano a Mahler come ad un ipernevrotico squilibrato, per cui bisogna "far sentire" quanto è strano. I grandi mahleriani non hanno bisogno di calcare la mano.
Te lo confermo al 100%. Qualche momento curioso, anche bello se vuoi, ma in un vuoto assoluto di idee e in una volgarità di fondo ributtanti. Ero a Lugano, ovviamente.
Vi lascio volentieri alle Prime stereotipate dei Chung, Harding, Jordan, Pappano, Welser-Most e compagnia mainstream. Quelle esecuzioni tutte uguali e tutte interscambiabili e tutte inutili.
Io amo il Mahler volgare, irregolare, rude, irritante, scorretto, retorico.

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Re: Ion Marin e St Peterburger a Lugano

Messaggio da prunier » 18 set 2019 09:21

Io onestamente odio Mahler. Sempre, comunque, con chiunque.
Ma con Marin di più. 8)
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Re: Ion Marin e St Peterburger a Lugano

Messaggio da violamargherita » 18 set 2019 09:24

prunier ha scritto:
18 set 2019 09:21
Io onestamente odio Mahler. Sempre, comunque, con chiunque.
Ma con Marin di più. 8)
Odi anche questa mitica registrazione?
8)

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Re: Ion Marin e St Peterburger a Lugano

Messaggio da prunier » 18 set 2019 09:46

violamargherita ha scritto:
18 set 2019 09:24
prunier ha scritto:
18 set 2019 09:21
Io onestamente odio Mahler. Sempre, comunque, con chiunque.
Ma con Marin di più. 8)
Odi anche questa mitica registrazione?
8)
Non è male, ma complessivamente non mi pare soddisfacente. Io ho proprio un problema con Mahler, lo trovo falso, retorico, infinito, sovrabbondante, sempre uguale a se stesso. Tollero la Nona. Ma l'ascolto della Terza, ad esempio, è per me una tortura, con quei dannati bambini e il loro odioso "bim bam", i cori sempre uguali, i finali apocalittico-clamorosi. W Riccardo Strauss e viva Antonio Bruckner! :D
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Re: Ion Marin e St Peterburger a Lugano

Messaggio da daphnis » 18 set 2019 11:29

Io adoro Mahler ma trovo che le volgarità geniali potesse permettersele, nel tema, solo il supergeniale Leonard Bernstein. Un eccezionale mahleriano quale Hermann Scherchen era estrosissimo nell'individuazione dei dettagli "da camera" dell'orchestra di Mahler, nei tempi e nelle dinamiche ma asciuttissimo nei fraseggi. I Flor, i Marin e allegra compagnia sono solo mediocremente volgari (ricordo solo un'eccezione paradossale: una Sesta a La Verdi, eseguita dal folle Eiji Oue in maniera talmente volgare ed estremizzata da risultare divertente come un film horror o pulp! Ma fu appunto una eccezione paradossale).
Detto questo: io per Mahler nutro venerazione (e nutrii venerazione, cara Viola, per il Mahler "pulitissimo" eppure lancinante di Claudio Abbado, lontano mille miglia dalla volgarità!) e lo ritengo il vero compositore "di questo tempo", le sue inquietudini sono ancora le nostre, però... riconosco a Prunier che la sua idiosincrasia, condita di amore per Bruckner, era condivisa, più o meno negli stessi termini, da un padreterno quale il grande Nikolaus Harnoncourt, che prediligeva Bruckner ma addirittura si rifiutava di eseguire Mahler.

marco vizzardelli

p.s. un direttore "di livello" fautore del Mahler estremizzato era Lorin Maazel, le cui esecuioni mahleriane trovavo decisamente repellenti

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Re: Ion Marin e St Peterburger a Lugano

Messaggio da ZetaZeta » 18 set 2019 12:42

Le esecuzioni di Abbado sono coerenti e, a loro modo, un punto di riferimento, tuttavia un Mahler "asciutto" è come un barocco semplificato: una contraddizione in termini.
Per trovare il vero Mahler credo occorra rifarsi a chi lo aveva conosciuto bene, come Klemperer o B. Walter: un Mahler solenne ma non certo volgare, direi un Mahler, se si vuole, più bruckneriano che straussiano.

daphnis
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Re: Ion Marin e St Peterburger a Lugano

Messaggio da daphnis » 18 set 2019 13:32

Non direi che i 10 minuti finali della Nona di Mahler by Abbado, dai quali si usciva sconvolti e con un "necessario silenzio", fossero una contraddizione di termini. Nessuno ha più eseguito quel finale così! Come nessuno ha più eseguito, come lui, la Settima sinfonia, forse il top di Abbado in Mahler.
D'accordo su Walter e soprattutto sul sommo Klemperer, d'altra parte lo stesso Karajan ha lasciato rare ma eccezionali esecuzioni "in purità e bellezza", di Mahler, così pure Giulini cui si dovette un Canto della Terra "decantato in purezza" e per questo commovente e memorabile. A Georg Solti e a Bernard Haitink, ciascuno nel suo stile, si devono formidabili letture mahleriane coerenti e mai volgari. Klaus Tennstedt ce ne ha date di memorabili, emotivamente fortissime ma mai gratuitamente volgari. Il sommissimo mahleriano Mitropoulos era una sciabolata di tensione e luce, mai gratuitamente volgare. Uno che "calcava la mano" era il grande Giuseppe Sinopoli, ma lo faceva con tensione e consapevolezza intellettuali di tale forza da risultare pienamente coerente e culturalmente motivato. Il giovane Simon Rattle, quello degli anni splendidi di Birmingham, ci diede un Mahler memorabile nella sua eleganza, e per nulla contraddittorio.
Bernstein seguì un indirizzo diverso ma era, appunto, Bernstein, un genio assoluto e un mahleriano particolare ma formidabile. Oggi, Ivan Fischer con i suoi di Budapest (in particolare nella Terza e Quarta sinfonia), come ieri Rafael Kubelik nel Titano con varie orchestre, ci dà un Mahler di stupenda dimensione "boema", mitteleuropea, intensissimo e poetico, mai gratuitamente volgare.
Rispetto a tutti i nominati i Claus Peter Flor e gli Ion Marin sono, musicalmente, nanetti volgari, mediocri musicisti che mascherano di scurrilità ad effetto il loro vuoto.

marco vizzardelli

P.s. Non so se Violamargherita ricorda la sconvolgente Quarta di Mahler con la quale Robert Trevino si presentò al pubblico milanese.Nitida come un raggio di luce, scevra di mascherature pseudoestrose, rivelatrice di un talento vero. Non so se Violamargherita ricorda la Sesta di Mahler by Daniele Gatti, suo fiore all'occhiello mahleriano dagli anni giovanili ad oggi: un paradigma di mahlerianità, incandescente, individualmente rivissuta ma non volgarmente "calcata". Ce ne passa, fra tutti questi nominati e i volgarotti, gratuiti e velleitari Ion Marin e Claus Peter Flor !!!!!. Ecco.

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