E' morto Antonio Gades...

Si parla di danza classica
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Patrizia
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E' morto Antonio Gades...

Messaggio da Patrizia » 21 lug 2004 11:02

Articolo GAZZETTA DI PARMA

Il grande ballerino e coreografo aveva 67 anni
E' morto Gades
Menegatti lo aveva fatto conoscere in Italia

ROMA - Per tanti appassionati di danza i tutto il mondo Antonio Gades - morto a 67 anni - è stato non solo un grande protagonista, come ballerino, coreografo e regista, ma il sinonimo stesso del flamenco e della tradizione spagnola, via via rinnovata e resa popolare anche dai film di Carlos Saura (Carmen). In Italia era di casa da 40 anni, l'ultima volta venne un anno fa a danzare con la sua compagnia Boda flamenca a Vicenza.
Nato ad Alicante, nel 1936, da una famiglia operaia e antifranchista, si chiamava in realtà Antonio Esteve. A 11 anni abbandona gli studi per dedicarsi a umili mansioni. Da persecuzione politica e miseria nasce quell'impegno sociale destinato a diventare il filo conduttore della sua vita pubblica e privata, insieme alla precoce scoperta della poesia del Romancero gitano di Federico Garc¡a Lorca.

Naturalmente portato alla danza, frequenta l'Accademia della maestra Palitos. Qui viene notato da Pilar Lopez, che lo prende in compagnia e lo ribattezza Gades, da Cadice, la città già lodata da Marziale per la leggiadria delle danzatrici destinate alla Roma dei Cesari. L'insegnamento della Pilar spazia dal folclore regionale a quello andaluso e segnatamente flamenco, fino alla «escuela bolera» che è frutto della contaminazione culturale ispanica e franco-italiana. Nel 1960 Gades arriva a Roma, dove monta con Anton Dolin il Bolero di Ravel e dove, soprattutto, intraprende un rigoroso studio del classico. Conosce Beppe Menegatti, regista e marito di Carla Fracci, e a lui deve l'affermazione nel nostro Paese. Il teatrino di Don Cristobal montato da Menegatti per Fiesole impone il danzatore al Festival di Spoleto (1962). Qui Giancarlo Menotti non esita ad affidargli la regia della Carmen che lancerà Shirley Verrett. Subito dopo Gades è alla Scala come ballerino. Nel 1963 torna in Spagna, dove mette assieme un piccolo gruppo. In un night di Barcellona frequentato da intellettuali colpisce l'attenzione di Miro', che lo segnala alla New York World's Fair del '64. L'affermazione internazionale, il gradino definitivo di una splendida carriera che lui stesso interrompe a tratti per dedicarsi ad altro, magari per seguire la sua passione ideologica e libertaria, o per andare in barca, o per sposare una nuova donna (difficile contare le mogli, le fidanzate e i figli).

Il suo impegno politico lo espone a pericoli nella Spagna ancora franchista. Si rifugia a Cuba dove Alicia Alonso, regina di tutte le rivoluzioni, lo convince che il teatro è il suo 'mezzo'. Ma nel 1978 la Spagna del dopo-Franco gli offre la direzione del Balletto nazionale. Lui tentenna, accetta e dopo poco lascia l'incarico per correre un'avventura artistica più autonoma con la sua compagnia.


"Where is this rash and most unfortunate man? That's he that was Othello; here I am."

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