Storia dei Grandi Balletti Narrativi

Si parla di danza classica
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matabr1967
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Messaggio da matabr1967 » 06 giu 2003 13:09

Apro qui una sezione dedicata ai titoli ottocenteschi e novecenteschi che hanno fatto la storia della danza classica.


"Conosco un Tizio con una gamba di legno di nome Smith..."
"Ah sì? E come si chiama l'altra gamba?"

(da Mary Poppins)

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matabr1967
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Messaggio da matabr1967 » 06 giu 2003 13:47

IL LAGO DEI CIGNI
Musica di P.I.Ciaikovski
Libretto di V. P. Begicev e V. F. Gelcer
Coreografia di M. Petipa e L. Ivanov

L'idea venne a Ciaikovski durante una vacanza a Kamenka: qui compose un piccolo balletto omonimo per i suoi nipotini, che venne rappresentato da tutta la famiglia.
Il fratello Modest rimase affascinato dal soggetto e spinse Piotr a creare la musica per un intero balletto.
La prima si ebbe al Bolshoj di Mosca il 20 febbraio 1877 con la coreografia di Julius Wenzel Reizinger e Pelagja Karpakova nel ruolo di Odette/Odile: pare fosse stata preferita alla prima ballerina Anna Sobesanskaja perchè meglio "sponsorizzata".
L'esito fu triste per la coreografia, i costumi e la regia, ma molti elogiarono la partitura ciakovskiana.
Ci riprovarono sempre a Mosca nel 1880 e nel 1882, questa volta con la coreografia del danese Olaf Hansen, ma non riuscì a trovare il favore del pubblico.
Il balletto cadde nel dimenticatoio e solodopo la morte di Ciaikovski, avvenuta nel 1893, fu recuperato dal direttore dei Balletti Imperiali di San Pietroburgo, Principe Vzevoloskij.
Durante una serata commemorativa al Marijnskij il 17 febbraio 1894, venne presentato il II atto, con la coreografia di Lev Ivanov, assistente di Marius Petipa.
L'esito fu trionfale e si decise la produzione dell'intero balletto, in quattro atti.
Petipa firmò la coreografia del I e del III atto, mentre Ivanov il II e il IV (i cosiddetti atti bianchi).
La partitura di Ciaikovski venne modificata (parte della musica fu soppressa e altra fu spostata dal I al III atto - il celeberrimo pas de deux del Cigno Nero) e venne aggiunta dell'altra musica per pianoforte orchestrata da Riccardo Drigo, direttore dell'orchestra del Marijnskij, il quale compose anche alcuni pezzi, come la variazione del Cigno Nero.
Il balletto andò in scena il 27 gennaio 1895 con un successo trionfale: Odette/Odile fu la nostra Pierina Legnani, allora prémière danseuse a San Pietroburgo, il principe Siegried fu Pavel Gerdt.
Da allora tutti i più grandi ballerini si sono cimentati con questo capolavoro assoluto della danza.
Tra le ballerine ricordo fra le altre Anna Pavlova, Tamara Karsavina, Olga Spessivtseva, Galina Ulanova, Maja Plissetskaja, Margot Fonteyn, Natalja Makarova.
I più famosi Siegfried sono stati Nijinskij, Fadejecev, Bruhn, Nurejev, Schaufuss, Barischnykov.
Si annoverano molte versioni coreografiche, fra cui quella di Kostantin Sergeev, ancora usata oggi a San PIetroburgo, Grigorovich al Bolshoj, Rudolf Nurejev, Kenneth Mac Millan.

Matteo
"Conosco un Tizio con una gamba di legno di nome Smith..."
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matabr1967
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Messaggio da matabr1967 » 10 giu 2003 08:07

Raymonda

Balletto in tre atti e sei scene
Musica: Alexander Glazunov
Coreografia: Marius Petipa
Libretto: Lidia Pashkova, Marius Petipa

Prima rappresentazione: 7 / 19 GENNAIO 1898
TEATRO MARINSKY DI SANPIETROBURGO

La storia si svolge in Ungheria in epoca medievale.

I Atto. E' il compleanno di Raymonda e il siniscalco sta preparando la celebrazione. Dei cavalieri stanno tirando di scherma; altri suonano viole e liuti. Le damigelle d'onore ballano coi paggi. Entra la zia di Raymonda, la contessa Sibilla. Rimprovera l'allegra compagnia di troppa ilarità, ma non viene ascoltata. Allora la contessa porta la loro attenzione sulla statua della Donna Bianca, un'antenata, giudice che punisce i trasgressori delle tradizioni familiari. Ma i giovani scherzano sulla superstizione della contessa e le ballano attorno. Una tromba suona e il maniscalco annuncia l'arrivo del messaggero di Jean De Brienne, fidanzato di Raymonda, di ritorno dalla guerra. La contessa chiama la nipote che riceve la lettera. Raymonda la legge e annuncia l'arrivo imminente di De Brienne. Il maniscalco rientra e annuncia l'arrivo di Abderakhman, un cavaliere saraceno. Raymonda e la contessa sono stupite dell'inaspettata visita, tuttavia accolgono il saraceno col suo seguito. Abderakhman dichiara a Raymonda il suo amore per lei e l'omaggia con ricchi doni, che ella indignata rifiuta. La contessa di contro invita il saraceno alle celebrazioni che si terranno, ed egli accetta con l'intenzione di far sua Raymonda. La festa si riempie di invitati e balli; alla fine tutti vanno via e Raymonda resta sola con una compagna, e due amiche con due cavalieri. Inizia a suonare un liuto, gli amici danzano, poi ella stessa partecipa. Mentre ormai stanca riposa, e gli altri si addormentano, vede la statua della Donna Bianca animarsi e scendere dal piedistallo. L'antenata conduce la terrorizzata Raymonda in giardino, e tramite una visione le svela l'immagine del suo amato De Brienne. Raymonda si getta nelle sue braccia e la visione muta: ora è nelle braccia di Abderakhman, che rinnova le sue avances. Ella prega la Dama Bianca di accorrere in suo aiuto mentre, in una lotta d'amore, Abderakhman la uccide; poi tutto svanisce. Con l'arrivo dell'alba damigelle e paggi si mettono alla ricerca della padrona, che li riconduca al castello.


II Atto. Trombe annunciano l'arrivo degli invitati, dei quali vengono resi noti i titoli nobiliari. Infine arriva Abderam, che Raymonda riconosce inorridendo. Allora prega il siniscalco di non farlo entrare, ma la contessa l'ammonisce nel rispetto della loro tradizionale ospitalità. Abderakhman allora inizia a corteggiare, a far intrattenere e a raggirare con ogni mezzo Raymonda, fino a quando il Re e De Brienne fanno ritorno. De Brienne sta per risolvere la situazione preparandosi ad un duello col rivale, quando la Dama Bianca interviene, per poi risparire con Abderakhman. Il Re è felice di benedire l'unione tra Raymonda e De Brienne.


III Atto. Festa per il matrimonio di Raymonda e De Brienne. La processione ha inizio dai nobili e relativi seguiti, per finire con i reali e i nuovi sposi. La festa inizia con una danza ungherese che si chiude in un galop, e con l'apoteosi alla quale tutti partecipano.


Molti dicono che con Il Lago dei Cigni si chiuse l'epoca del balletto ottocentesco, ma Petipa fece un ultimo colpo.
Venutogli a mancare il suo compositore più geniale, Ciaikovski, si rivolse a Glazunov.
La storia, tratta da un'idea della giornalista Pashkova, non è delle più brillanti.
Il balletto fu ammirato per la bellissima musica (che consiglio vivamente di acquistare nell'edizione dell'Orchestra Sinfonica di Mosca diretta da Anissimov - NAXOS) e le coreografie di Petipa.
Da sempre in repertorio in Russia, sta rivivendo oggi una certa rénaissance assieme ad altri titoli.
E' una stupenda festa della più pura danza classica.
A parte la grazia e la bravura che si richiede alla protagonista (tecnicamente è uno dei ruoli più difficili), alla presenza scenica da grande eroe richiesta a Jean De Brienne e alla bravura dei solisti, secondo me il ruolo più spettacolare e che fa andare in visibilio le platee è quello del cattivo saraceno Abderakhman: al ballerino si richiede una tecnica spettacolare e le sue variazioni ed interventi del II atto sono, come direbbe il nostro amico, "circensi", su tutti il GRAND PAS ESPAGNOL.
Altri momenti intensi sono nel I atto la Grande Valse e la Scena del Sogno di Raymonda, con il celebre Pas de Deux.
Nel I atto il Pas de Six iniziale e le danze del seguito di Abderakhman e nel III atto il Grand Pas Hongrois e il celeberrimo PAS CLASSIQUE HONGROIS.

Per chi volesse vederlo in video, consiglio il VHS/DVD dal Bolshoj di Mosca con un terzetto esplosivo: Ljudmila Semenyaka (Raymonda), Irek Mukhamedov (De Brienne) e Gediminas Taranda (Abderakhman).

Buon ascolto e buona visione.
Matteo
"Conosco un Tizio con una gamba di legno di nome Smith..."
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(da Mary Poppins)

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