Riccardo Muti e la Morte (Giunto sul passo estremo)

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marcob35
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Riccardo Muti e la Morte (Giunto sul passo estremo)

Messaggio da marcob35 » 04 ott 2020 17:12

Non esiste in questo "Forum" una sezione in cui si parli di "Musica" nelle sue più ampie articolazioni, senza specifiche settoriali, quindi il post che segue non è collocato propriamente al posto suo, in quanto qui si dice della Musica con la maiuscola.

Il 28 luglio 2021 Riccardo Muti-a Firenze-sua città del lancio mondiale, festeggerà il proprio ottantesimo compleanno con il capolavoro mozartiano cui si inchinavano artisti e filosofi e noi moderni sempre. Un'opera giocosa ma non troppo, dove l'Eternità è toccata dal genio del Salisburghese.
Così adesso, anche il nostro caro Maesschtre, che tante frecciate si è beccato nei decenni dai miseri mortali che si dilettano (dilettavano; oggi Covid) nei loggioni, magari manco sapendo che cosa siano un diesis o un bemolle, anche Lui è giunto alla cifra considerevole della vita umana.

In questa sua attualità ha voluto in qualche modo rapportarsi con la Filosofia e un filosofo di valore, quale Massimo Cacciari (per il Mulino, Le sette parole di Cristo, pagg. 140, euro 12).
In un articolo di ieri, nascostissimo ai più, su "la Repubblica" (Robinson) se ne parla e si dice di molto altro, fuori dai deliri delle sale, senza quella vena istrionica del Nostro anche se qualche cattivone avrà da scovare una nuova posa del Partenopeo.
Ma sono alcuni passi che potrebbero svelarci la vera natura dell'uomo Muti, giunto sul passo estremo...

[...]
Lei sostiene che la perfezione della musica è però quella che resta sul pentagramma.

«Ci sono musiche intoccabili, che sulla carta offrono la possibilità di letture vaste o illimitate. Nel momento in cui si traducono in suono diventano impure. Entrano in contatto con il limite fisico e mentale dell’interprete. Sul pentagramma la Missa solemnis di Beethoven è pura metafisica. Irraggiungibile».

E non le viene la tentazione di affrontarla?

«Per anni ho evitato il confronto. Sentivo di non essere all’altezza di quell’immenso capolavoro. Percepivo il rischio di perdermi nel suo labirinto. Poi mi sono detto che un tentativo andava fatto. Avrei dovuto dirigerla a Chicago, debuttare lì. Ma quello che è accaduto in questi mesi ha sospeso tutto. E forse è stato meglio così. Parlavamo di abisso. Beh, nella Missa solemnis c’è una vera voragine. Un rischio di sprofondare e perdersi in quell’opera senza fondo. Beethoven entra, nell’ultima parte della sua vita, in una zona metafisica che per lungo tempo ho sentito lontana dalle mie possibilità».

Cosa le ha fatto cambiare idea?

«Gli anni che passano e che ti dicono: hai davvero provato a dare il meglio di te? Hai saputo metterti alla prova? Non è un’iniziazione, è un finale di partita nel quale devi scoprire quali sono davvero i tuoi limiti. Io so di essere nulla davanti alla grandezza di quell’opera. Lo so. Ma so anche che come uomo devo scoprire dove posso arrivare per provare quanto meno a svelare una parte di quel mistero».

È un po’ come cercare Dio.

«Nell’ultimo Beethoven c’è un’aria purissima e rarefatta. Una mistica divina. Mozart diceva che tra le note c’è l’infinito silenzio, c’è Dio, ossia l’incommensurabile. Non è il Dio dei cristiani o dei musulmani. È il Dio del mistero che penetra la musica e ci stupisce e ci affascina come se ogni volta fosse la prima volta»

(intervista di Antonio Gnoli)


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LucaB.
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Re: Riccardo Muti e la Morte (Giunto sul passo estremo)

Messaggio da LucaB. » 05 ott 2020 12:01

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cavalieredanese
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Re: Riccardo Muti e la Morte (Giunto sul passo estremo)

Messaggio da cavalieredanese » 05 ott 2020 12:22

«Nell’ultimo Beethoven c’è un’aria purissima e rarefatta. Una mistica divina. Mozart diceva che tra le note c’è l’infinito silenzio, c’è Dio, ossia l’incommensurabile. Non è il Dio dei cristiani o dei musulmani. È il Dio del mistero che penetra la musica e ci stupisce e ci affascina come se ogni volta fosse la prima volta»
Il Dio cristiano è anche questo.

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marcob35
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Re: Riccardo Muti e la Morte (Giunto sul passo estremo)

Messaggio da marcob35 » 25 nov 2020 22:34

Voglio morire pensando a un pubblico che ascolti la musica operistica italiana con lo stesso sacro rispetto con cui ascolta la musica di Wagner, di Strauss, di Mozart. La musica operistica italiana, invece, ha sempre questo sapore di intrattenimento, di sollazzo, di un certo loggionismo che si bea delle note acute, dei do di petto.  

Riccardo Muti, Corriere della Sera, 25 novembre 2020, nell'articolo di Aldo Grasso (pag.46)
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Tebaldiano
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Re: Riccardo Muti e la Morte (Giunto sul passo estremo)

Messaggio da Tebaldiano » 26 nov 2020 01:53

Difficile dargli torto. Peccato per l'assenza dell'audio che impedisce di sentir pronunciare alla maniera mutiana "sollazzo" e "loggionismo".
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daphnis
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Re: Riccardo Muti e la Morte (Giunto sul passo estremo)

Messaggio da daphnis » 27 nov 2020 19:57

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