Bologna Classica

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Cherubino92
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Bologna Classica

Messaggio da Cherubino92 » 16 mag 2021 23:54

Si è inaugurato stasera con Isabelle Faust il 40º Bologna Festival all’Auditorium Manzoni, a distanza di quasi due anni dall’ultimo concerto.

In programma l’integrale delle Sonate e partite per violino di Bach, eseguite con magistrale eleganza e delicatezza sopraffina.
Suono pulito e splendente, con il suo Stradivari “Bella Addormentata” (ritrovato e riportato alla vita dopo 150 anni trascorsi in una soffitta tedesca) con cui ha saputo esaltare gli acuti della partitura. Magnifica la fuga della Partita 3 e magnetica tutta la Seconda Partita, compresa ovviamente la Ciaccona finale con cui ha concluso il concerto.

Pubblico purtroppo scarso, a occhio direi che la sala era piena meno della metà della capienza possibile, ma che ha accolto con entusiastico calore l’arte e l’umanità di Isabelle Faust.


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Cherubino92
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Re: Bologna Classica

Messaggio da Cherubino92 » 28 mag 2021 10:48

Secondo appuntamento del Bologna Festival è stato lo Stabat Mater di Pergolesi alla Basilica di Santa Maria dei Servi. Rinaldo Alessandrini all’organo dirigeva il Concerto Italiano e le due cantanti, Sonia Prina e Silvia Frigato. Il programma comprendeva anche le due Sinfonie al Santo Sepolcro di Vivaldi e due Salve Regina di Pergolesi.

Per quanto suggestiva l’esecuzione in chiesa, l’acustica verticale produceva un’eco che dai posti in fondo in cui mi trovavo, rendeva l’ascolto praticamente impossibile. Soprattutto la sovrapposizione di orchestra e voce produceva un riverbero quasi fastidioso.
Di questo me ne dispiaccio, anche se probabilmente era prevedibile, per l’occasione persa di godere massimamente di un capolavoro del settecento classico come lo Stabat Mater.
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Daniela Goldoni
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Re: Bologna Classica

Messaggio da Daniela Goldoni » 28 mag 2021 12:47

La Chiesa dei Servi purtroppo è così. E' capitato anche a me di stare in fondo e non sentire nulla. Io ero in seconda fila e ho apprezzato moltissimo. Ma so che oltre la quinta, sesta fila ai Servi non si sente più niente. Di fatto era da molto che non si andava più in quella basilica che è anche suggestiva, ma tremenda per l'acustica.

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Re: Bologna Classica

Messaggio da Cherubino92 » 28 mag 2021 20:45

Daniela Goldoni ha scritto:
28 mag 2021 12:47
La Chiesa dei Servi purtroppo è così. E' capitato anche a me di stare in fondo e non sentire nulla. Io ero in seconda fila e ho apprezzato moltissimo. Ma so che oltre la quinta, sesta fila ai Servi non si sente più niente. Di fatto era da molto che non si andava più in quella basilica che è anche suggestiva, ma tremenda per l'acustica.
Ho molto apprezzato (e un po’ invidiato) le sue righe nella recensione in HP, che in un certo senso hanno compensato quello che non ho potuto del tutto gustare, in particolar modo sul versante vocale.

Tuttavia, se dal fondo della navata non si distinguevano una dall’altra le parole della Sequenza, mi auguro che altrettanto non giungesse all’altare maggiore il vocìo continuo che ha accompagnato l’esecuzione. Purtroppo i giovanissimi che riempivano le ultime file, probabilmente con convenzioni con scuole e conservatori, non hanno tenuto un comportamento impeccabile, né il servizio d’ordine del Festival ha saputo porvi rimedio, rendendo ancora più difficile una già sfortunata serata musicale.

Link alla recensione: https://www.operaclick.com/recensioni/ ... i-silvia-f
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Daniela Goldoni
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Re: Bologna Classica

Messaggio da Daniela Goldoni » 29 mag 2021 15:55

Non ho sentito nulla, evidentemente l'acustica è pessima in tutte le direzioni

mi dispiace per i ragazzi che chiacchieravano, però è frustrante sentire poco e male

questo non giustifica la maleducazione

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Orchestra Mozart - 13 settembre

Messaggio da Cherubino92 » 14 set 2021 16:48

È tornata l’Orchestra Mozart, ieri sera all’Auditorium Manzoni di Bologna, e che ritorno! Sotto la bacchetta di Daniele Gatti, nuovo direttore musicale, proporrà il concerto anche a Firenze e Lugano. Il programma ha reso omaggio a Mozart con la Sinfonia Concertante per dare risalto ai solisti dell’orchestra stessa, poi la Jupiter ed il finale della 34 come bis, intermezzando l’austriaco con l’Apollon Musagète di Stravinsky di cui, non servirà ricordarlo qui, ricorre il cinquantesimo anniversario della morte.
Su quest’ultimo, ogni commento sarebbe retorico perché era la prima volta che lo ascoltavo. Ma sul restante programma, non posso che confermare il mio entusiasmo. Il primo pezzo mi ha ricordato quanto la musica sia gioco e divertimento prima ancora che intellettualismo, ancor di più nei paesi del nord Europa. Il violino di spalla, Raphael Christ, ha suonato come solista assieme alla prima viola, Simone Briatore (più materno e composto), catalizzando magneticamente l’attenzione con il suo eclettismo musicale. Gatti, da par suo, ha accompagnato i solisti con eleganza e sobrietà, trovando accenti insoliti nella partitura. Ma l’intesa somma tra orchestra e Maestro è emersa nella Sinfonia 41, nella quale ogni minimo gesto, ogni cenno del capo, ogni occhiata ai musicisti si traduceva perfettamente in suono, seguendo le intenzioni dei Gatti. Questo a prescindere dall’interpretazione e dalle scelte del direttore, che magari talvolta mi sono sembrati perfettibili (come l’equilibrio tra archi e ottoni a inizio sinfonia), ma la sintonia era talmente convincente che mi ha permesso di godere appieno del momento musicale.
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Ruan Ji
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Re: Bologna Classica

Messaggio da Ruan Ji » 15 set 2021 07:44

Che piacevole recensione Cherubino! Deve essere stato un concerto davvero incantevole :P
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Re: Bologna Classica

Messaggio da Cherubino92 » 16 set 2021 17:11

Ruan Ji ha scritto:
15 set 2021 07:44
Che piacevole recensione Cherubino! Deve essere stato un concerto davvero incantevole :P
Grazie delle tue parole Ruan Ji, ma sono immeritate. Le mie sono solo impressioni da semplice ascoltatore; una bella recensione che rende meglio l’idea del mio entusiasmo è quella di Fabio Bardelli in HP.

https://www.operaclick.com/recensioni/t ... ozart-di-0
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Shostakovich a Bologna e Ferrara

Messaggio da Cherubino92 » 23 set 2021 14:22

A due giorni di distanza, ho ascoltato entrambi i concerti per pianoforte di Shostakovich: il Secondo al Teatro Celebrazioni di Bologna (teatro costruito nel complesso di ‘Casa Borelli’, casa di riposo per artisti e musicisti) il 18 settembre con Yuja Wang e la MCO; il Primo concerto con tromba a Ferrara, al Teatro Comunale il 20 settembre, con Martha Argerich e la Manchester Camerata diretta da Gábor Takács-Nagy.

La Wang ha suonato un doppio concerto all’interno della programmazione del Bologna Festival. Il primo comprendeva la Sinfonia 31 di Haydn, poi il Capriccio di Janacek ed infine il Quinto concerto per piano di Bach. Nel secondo concerto, dopo Haydn hanno suonato l’Ottetto di Stravinsky e appunto il Secondo Concerto di Shostakovich. Alla testa della Mahler Chamber Orchestra non c’era alcun direttore, cosa che non ha creato alcun problema nella sinfonia classica di Haydn, ma mi aspettavo generasse disomogeneità quantomeno nel più corposo organico previsto da Shostakovich e invece così non è stato. Persino nella struttura più complessa del Secondo concerto sono riusciti a mantenere un’unità di intenti e portare a casa un meritato successo. Il virtuosismo di Yuja Wang non ha bisogno di presentazioni ed ha passato a pieni voti l’esame di Shostakovich; nutrivo però qualche riserva preventiva su Bach che non ha trovato riscontro effettivo nella realtà.

Certo, l’entusiasmo con cui sono uscito dal concerto della Argerich organizzato da Ferrara Musica è stato ben altra cosa. La maestria con cui suona ancora dopo tanti anni, la capacità di trovare nuance persino nelle ottave ribattute, l’abilità di amalgamarsi nel suono orchestrale e poi di tornare magistralmente protagonista sono le caratteristiche che più ho apprezzato. Dal palco in cui ero, alle spalle della pianista, sono rimasto (di nuovo, e come sempre) completamente incantato dalle sue mani che scorrevano sulla tastiera, dal suono delicato ma sempre appassionato che profondevano, dalla bellezza che emana. Takács-Nagy ha accompagnato perfettamente il pianoforte nel Primo Concerto per tromba, pianoforte e archi di Shostakovich, tornando sul podio della Manchester Camerata, di cui è direttore, dopo due anni di stallo. Ma la vivacità del direttore e l’entusiasmo dell’orchestra si sono concretizzati ancor di più nelle Danze rumene di Bartok che aprivano la serata, nella Serenata di Tchaikovksy che concludeva il programma e nei due bis, il finale della St. Paul Suite di Holst e l’Andante orchestrato dalla Sonata 2 delle Sonate e Partite di Bach (se non vado errando) che il direttore ha voluto dedicare alla memoria di Abbado. Mentre con la Argerich, come bis, hanno ripetuto l’ultimo movimento del Concerto di Shostakovich e poi lei ha concluso col suo sigillo da Schumann, Von fremden Ländern und Menschen. E dopo questo, che altro aggiungere?
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Re: Shostakovich a Bologna

Messaggio da Cherubino92 » 05 ott 2021 11:27

Riporto la recensione di Paolo Locatelli in HP, sulla quale mi trovo piuttosto d’accordo: https://www.operaclick.com/recensioni/ ... hestra-un-
Cherubino92 ha scritto:
23 set 2021 14:22
La Wang ha suonato un doppio concerto all’interno della programmazione del Bologna Festival. Il primo comprendeva la Sinfonia 31 di Haydn, poi il Capriccio di Janacek ed infine il Quinto concerto per piano di Bach. Nel secondo concerto, dopo Haydn hanno suonato l’Ottetto di Stravinsky e appunto il Secondo Concerto di Shostakovich. Alla testa della Mahler Chamber Orchestra non c’era alcun direttore, cosa che non ha creato alcun problema nella sinfonia classica di Haydn, ma mi aspettavo generasse disomogeneità quantomeno nel più corposo organico previsto da Shostakovich e invece così non è stato. Persino nella struttura più complessa del Secondo concerto sono riusciti a mantenere un’unità di intenti e portare a casa un meritato successo. Il virtuosismo di Yuja Wang non ha bisogno di presentazioni ed ha passato a pieni voti l’esame di Shostakovich; nutrivo però qualche riserva preventiva su Bach che non ha trovato riscontro effettivo nella realtà.
Inoltre riferisco del coraggioso concerto da camera di Lisa Batiashvili con Sebastian Klinger al violoncello e Milana Chernyavska al pianoforte. L’audacia stava tutta nel programma scelto: partendo dalla Sonata per violino di Mendelssohn, ma non la più conosciuta in Fa minore, bensì la terza, in Fa maggiore, riscoperta nel ‘900 da Menuhin. Alla quale seguiva un trio di Anton Arensky, compositore russo di fine ottocento, a me del tutto ignoto; la cui musica particolarmente melodica è stata molto apprezzata dal pubblico bolognese. A concludere, un bis che non ho affatto riconosciuto (né ho trovato alcuno che lo abbia identificato) dopo che la Batiashvili si è scusata per aver dimenticato in camerino la sua parte ed è uscita per recuperarla.
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