Piacenza, Aroldo

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cavalieredanese
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Piacenza, Aroldo

Messaggio da cavalieredanese » 22 gen 2022 14:23

A Piacenza è tornato ieri sera Aroldo. L’ultima volta era stato nel 2003. Mi ricordo Adriana Damato come Mina, Gustavo Porta come Aroldo e Vassallo come Egberto. Avrebbe dovuto esserci la "star" Armiliato, ma, per fortuna, diede forfait. L’esito non fu niente male.
Diciamo subito che è un’opera da terza fascia nella produzione verdiana. Qui il Nostro non eccelle. Tuttavia Verdi fa in modo di scrivere arie piacevoli e spesso anche difficili da cantare.
Questa volta lo spettacolo non vede Piacenza come capofila, ma arriva Aroldo qua dopo essere stato rappresentato prima a Rimini e poi a Ravenna. La spiegazione registica la trovate nelle recensioni di quelle rappresentazioni, anche su questo sito.
Comunque, in breve, la vicenda viene riportata ai tempi del fascismo ed è legata alla distruzione del teatro causata dai bombardamenti alleati. Per iniziativa del custode del teatro, il fondale fu salvato portandolo a San Marino, e qui, infatti, l’opera finisce con l’esibizione di una copia di questo, con dipinto sopra Giulio Cesare. Questi cambiamenti, tutto sommato ci potevano anche stare. Unica cosa che stonava erano i filmati dell’oro alla Patria intanto che il coro intonava una preghiera.
Venendo alla parte musicale, cominciamo a tessere le lodi dell’Orchestra Cherubini, cui le cure mutiane sembrano funzionare piuttosto bene; qui il direttore è Manlio Benzi. Il suono è bello e pulito, i tempi buoni e non ci sono problemi nelle accelerazioni; sembra una Scala in miniatura.
Altro punto a favore è stato il coro del Municipale. Piazzato nei palchi di proscenio, ha prodotto bellissimi effetti tridimensionali, alcuni passaggi sono stati da pelle d’oca. I solisti molto buoni. Luciano Ganci, Aroldo, ha una bella voce chiara, un bel volume e gestisce benissimo la parte. Roberta Mantegna, qui già Gulnara nel Corsaro, si conferma ottima interpretando una parte che richiede toni pacati, ma facendo benissimo anche le agilità e gli acuti richiesti.
Ottimo Stoyanov, a Piacenza Ford appena prima del lockdown, mi è sembrato in evoluzione rispetto alla volta precedente con tono più scuro come Egberto che come Ford.
Positivi anche Rados (Godvino), e soprattutto Gramigni (Briano) del quale penso sentiremo parlare in futuro.
Al termine applausi sentiti. La cosa negativa era il teatro pieno circa a metà, tra l’altro in un baluardo verdiano. Erano assenti anche parecchi abbonati, indice che la decisione del governo di aprire i teatri al 100 % in realtà ha creato più timori di contagio, che incoraggiamenti a tornare.


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fracapi
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Re: Piacenza, Aroldo

Messaggio da fracapi » 22 gen 2022 16:36


un' aria ed un tenore che mi piacciono moltissimo

fraaaa
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Re: Piacenza, Aroldo

Messaggio da fraaaa » 23 gen 2022 10:48

Forse a Piacenza. In Scala c'è più gente negli ultimi spettacoli che in epoca prepandemica

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mascherpa
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Re: Piacenza, Aroldo

Messaggio da mascherpa » 24 gen 2022 12:53

cavalieredanese ha scritto:
22 gen 2022 14:23
L’ultima volta era stato nel 2003 ... L’esito non fu niente male.
Concordo: ci andai e ritornai. L'unica "perla nera" fu una favolosa stecca delle trombe la seconda recita, poco dopo l'inizio della sinfonia: allora mi ci divertivo e nella mia registrazione mi riuscí di sostituire qualche attimo con quello della prima sera senza che si noti la sutura (e ovviamente senza distruggere l'originale). Qualcuno ne scrisse anche qui nel Forum: https://www.operaclick.com/forum/viewtopic.php?t=1511

Per me fu l'ambíto completamento del personale catalogo verdiano (anche se non ho mai visto in teatro il primo Macbeth, la prima Forza e le Trouvère: in compenso, Don Carli in tutte le varianti possibili e l'interessante primo Boccanegra).

M'incuriosiscono le parole "l'ultima volta". Preso alla lettera vorrebbe dire che che n'erano state di precedenti, il che, credo, farebbe di Piacenza la principale piazza aroldiana di tutto l'universo ed altri siti.

Anche venerdí sera a Cremona, per la Fanciulla del West, c'erano in teatro molti posti vuoti (ma, cosí a occhio, meno che per il concerto di congedo della Meier alla Scala due settimane fa: superfluo notare che, non solo in Italia, cantare Des Knaben Wunderhorn non fa cassetta).

Proprio mentre scrivevo ho avuto notizia precisa e diretta che nel Land dell'Assia vige tuttora una limitazione in valore assoluto: duecentocinquanta spettatori. Questo vuol dire che a Kassel occupano meno d'un posto ogni quattro, sia nel teatro d'opera, sia nella sala che usano per i concerti sinfonici.
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cavalieredanese
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Re: Piacenza, Aroldo

Messaggio da cavalieredanese » 24 gen 2022 14:37

mascherpa ha scritto:
24 gen 2022 12:53

M'incuriosiscono le parole "l'ultima volta". Preso alla lettera vorrebbe dire che che n'erano state di precedenti, il che, credo, farebbe di Piacenza la principale piazza aroldiana di tutto l'universo ed altri siti.
Sembra che sia già stata eseguita qui nel 1858 "facendo un flop". così almeno recita Libertà del 22/10/2003. Lo spettacolo del 2003 andò anche a Ravenna e a Firenze. Bisognerebbe fare passare le annate del quotidiano, disponibile on line, per sapere se è stata eseguita altre volte. Aroldo 2003 fu anche registrato e trasmesso dalla RAI.
Una precisazione sul nome del tenore del 2003 . Si chiama Gustavo Porta e non Gabriele. Comunque, in generale, gli spettacoli anni 2000 erano di livello inferiore a quelli di questi ultimi anni. Ci stiamo abituando veramente bene. Ed è in arrivo la Favorita.
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mascherpa
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Re: Piacenza, Aroldo

Messaggio da mascherpa » 24 gen 2022 15:35

cavalieredanese ha scritto:
24 gen 2022 14:37
Sembra che sia già stata eseguita qui nel 1858 "facendo un flop". Così almeno recita Libertà del 22/10/2003.
Grazie dell'informazione.

Cerco di ricambiare scrivendo che nel medesimo 1858 del flop piacentino, Aroldo ebbe alla Fenice ben quindici recite tra febbraio e marzo, contro le striminzite sette che l'anno prima avevano sancito l'insuccesso del Boccanegra.

Nella stagione 1985-86, quando Gavazzeni riesumò l'opera in parallelo con la prima versione, le recite furono invece "solo" sei, come quelle di Stiffelio (che però, diversamente da Aroldo, fu ripreso due anni dopo e riallestito nel 2016). Curiosamente (ma forse nemmeno troppo), in quell'occasione le recite del rifacimento erano di pomeriggio e quelle dell'originale la sera (sempre dello stesso giorno).

Al di là del numero di produzioni (due contro le tre di Piacenza), forse la Fenice è stato il teatro in cui l'Aroldo ha avuto piú recite.
Quattr'anni prima dell'Aroldo, quindici recite vi aveva avuto anche Gerusalemme, che "in tempi moderni" vi sarà poi rappresentata altre cinque volte (nel 1963 e nel 1964, già allora per le cure di Gavazzeni, ovviamente con la Gencer); la produzione sarà portata in tournée a Monaco (con Ettore Gracis). Diversamente da Stiffelio, I Lombardi alla Prima Crociata non sono piú stati ripresi alla Fenice dopo dopo le ventuno recite tra 1843 e 1844.

(Tutte queste notizie sono comodamente accessibili nel formidabile archivio on-line della Fenice voluto dall'ex-sovrintendente Chiarot.)
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Re: Piacenza, Aroldo

Messaggio da karalis » 24 gen 2022 16:45

da mascherpa » lun gen 24, 2022 4:35 pm

Al di là del numero di produzioni (due contro le tre di Piacenza), forse la Fenice è stato il teatro in cui l'Aroldo ha avuto piú recite.
Quattr'anni prima dell'Aroldo, quindici recite vi aveva avuto anche Gerusalemme, che "in tempi moderni" vi sarà poi rappresentata altre cinque volte (nel 1963 e nel 1964, già allora per le cure di Gavazzeni, ovviamente con la Gencer); la produzione sarà portata in tournée a Monaco (con Ettore Gracis). Diversamente da Stiffelio, I Lombardi alla Prima Crociata non sono piú stati ripresi alla Fenice dopo dopo le ventuno recite tra 1843 e 1844.
Forse occorre considerare anche le 14 recite del teatro Civico di Cagliari dove Aroldo aprì la stagione d'autunno nel settembre 1867. Le cronache narrano della buona riuscita dell'opera in una stagione dove Lucia ebbe 9 repliche, Il giuramento 6 ma Il diavolo a quattro di Ricci 13 e Chi dura vince sempre di Ricci 12. Altri tempi!
Viceversa Stiffelio non è mai stata rappresentata a Cagliari.

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Re: Piacenza, Aroldo

Messaggio da paperino » 26 gen 2022 16:36

cavalieredanese ha scritto:
24 gen 2022 14:37

Sembra che sia già stata eseguita qui nel 1858 "facendo un flop". così almeno recita Libertà del 22/10/2003. Lo spettacolo del 2003 andò anche a Ravenna e a Firenze.
Mai saputo che Aroldo fosse stato rappresentato a Firenze negli anni duemila.
La conversazione languiva, come sempre d'altronde quando si parla bene di qualcuno (Laclos/Poli).

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Re: Piacenza, Aroldo

Messaggio da manrico64 » 26 gen 2022 17:51

fracapi ha scritto:
22 gen 2022 16:36

un' aria ed un tenore che mi piacciono moltissimo
credo sia un estratto della registrazione live del 1953 da Firenze con Antonietta Stella e Protti diretti da Serafin. Qui lo trovo splendido ed in generale anche a me piace molto. Peccato abbia avuto una carriera piuttosto breve.
Danilo

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Re: Piacenza, Aroldo

Messaggio da cavalieredanese » 27 gen 2022 10:48

paperino ha scritto:
26 gen 2022 16:36
cavalieredanese ha scritto:
24 gen 2022 14:37

Sembra che sia già stata eseguita qui nel 1858 "facendo un flop". così almeno recita Libertà del 22/10/2003. Lo spettacolo del 2003 andò anche a Ravenna e a Firenze.
Mai saputo che Aroldo fosse stato rappresentato a Firenze negli anni duemila.
da informazioni reperibili in rete, risulta al Teatro della Pergola, almeno così veniva annunciato a Piacenza. Però non ho altri riscontri.
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