Falstaff, Firenze, Gardiner, Bechtolf, Alaimo, Piazzola

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daphnis
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Falstaff, Firenze, Gardiner, Bechtolf, Alaimo, Piazzola

Messaggio da daphnis » 22 nov 2021 17:04

Sir John e Sir John Eliot vanno d'accordo. E Alexander Pereira fa centro invitando a Firenze Gardiner per l'ultimo capolavoro di Verdi: perchè innamorato di Falstaff da una vita e perché inglese. Il che significa avere, in un colpo solo, Verdi e Shakespeare "squadernati" davanti agli occhi e nelle orecchie.
Una vecchia tesi critica voleva che Falstaff necessitasse d'una condotta "veloce" tale da esaltarne il meccanismo perfetto. A suo tempo, Carlo Maria Giulini, proprio a Firenze, s'incaricò di smontare la tesi, incappando però nella nota "seriosità" del protagonista, il Renato Bruson noto stilista del canto ma non altrettanto preclaro per lo "humour".
Con Sir John Eliot Gardiner il Falstaff c'è tutto, e c'è alla grande, in sorrisi, in malinconia, in filosofia della vita. E in una perfetta drammaturgia musicale costruita dosando e allargando i tempi, oppure stringendo, secondo necessità, appunto, drammaturgica. Concedendo, con orchestra (bravi, il Maggio!!) e cast vocale, tutto il giusto al sorriso e al riso e poi allo spleen. Ne esce, dal podio e sulla scena, un Falstaff "totale", con diversi momenti memorabili. Il racconto di Quickly (meravigliosa Sara Mingardo, qui munita di occhiali che passano comicamente di mano) del primo incontro con Sir John, una narrazione che si svolge moooltooo ooossequiosaaamenteee con una lentezza umoristicamente impagabile, che poi troverà riscontro nell'incanto magico di "quando il rintocco della mezzanotte" cui Gardiner, con Verdi!, sottende un fatato tappeto sonoro. Tutta la ricchezza espressiva del lungo duetto Falstaff-Ford. Il "vecchio John", rudere fradicio che, vittima del primo scherzo, sputa un lungo getto di acqua del Tamigi (favoloso qui Nicola Alaimo) e, in un tramonto-crepuscolo di paesaggio ed anima (bene la scena sul fiume che diventa rosso e poi viola) annega nel vino la filosofia di vita, e Gardiner è qui maestro di colori ed espressione, dopo un vertiginoso preludio atto terzo in cui dimostra che velocità o lentezza sono, in se stesse, concetti relativi: importa la funzionalità musical-drammaturgica. E qui è, dal podio, magistrale. Il "notturno" conclusivo, annunciato dall'incanto assoluto di un corno barocco con sordina e poi da una particolarissima campana della mezzanotte (Gardiner conosce i suoni barocchi e, guarda un po', nella vita è stato anche un sommo interprete della Fantastique di Berlioz, e qui si sente tutto questo!), è un incantesimo di suoni e stereofonia di voci perfettamente gestita che va a concludersi nel più dettagliato e umoristico e filosofico "tutto nel mondo è burla... tutti gabbati" immaginabile, che scatena un'apoteosi di pubblico in sala e viene bissato a furor di popolo.
La direzione si appoggia sul , qui, ottimo lavoro di Sven Eric-Bechtolf, regista fra i fedelissimi di Pereira, che diede vita ad un vero obbrobrio insultante per Verdi con l'orripilante messa in scena di Ernani alla Scala, che con Falstaff invece coglie nel segno della misura scenica fra umorismo e malinconia e magia, nella dialettica di recitazione e movimenti fra i singoli, nel movimento complessivo sempre "nella musica". Tradizione? Si, ma di livello, fin nelle belle scene agresti, i fienili di Julian Crouch. L'equilibrio Verdi-Shakespeare, magistrale in Gardiner, si ritrova nel lavoro del regista.
Nicola Alaimo attinge l'esito forse massimo della carriera, affiancandosi ad Ambrogio Maestri come Falstaff del nostro tempo: entrambi idiomatici nel "fisique", più sanguigno Alaimo rispetto al più filosofico Maestri, ma capace anche di ripiegamenti in malinconia (la sunnominata scena post-bagno nel Tamigi...). Un grande Sir John, ben piantato su una voce sana. Ci fa grande piacere, dopo qualche tempo per lui non semplicissimo, ritrovare Simone Piazzola in quasi tutta la bellezza vocale dei suoi esordi, con quella "nota poetica", nel colore e nell'espressività, che ci farebbe desiderare di ascoltare anche un suo Schubert d'espressione "italiana" prestata al lied. Strumento non grande ma dolcissimo, si presta qui ad un Ford di impagabile e fine comicità stralunata, in suono ed in movimento (il suo "e' sogno" è un momento capitale della rappresentazione). Il resto del cast non è tutto dello stesso livello. Lo è, assolutamente, la grande Sara Mingardo, di cui sì è fatto cenno, maestra di stile in canto e recitazione. Lo è, abbastanza, la Meg di Caterina Piva. Lo è, un po' meno, l'Alice di Ailyn Perez, alla fine poco caratterizzata pur corretta. E, nella bontà dei personaggi di contorno, il cast sconta il grave "bemolle" della coppia Nannetta-Fenton. Gardiner volge a scopo espressivo "lunare" gli acuti fissi di Francesca Boncompagni-Nannetta. Ma fissi restano. E Matthew Swensen tende a "miagolare" Fenton, riscattandosi parzialmente nell'ultimo atto. Ma sostanziale "miagolio" resta. Al netto di queste mende, la sapienza di Gardiner trascina il capolavoro estremo di Verdi, alla prima fiorentina, ad un colossale trionfo di pubblico (piuttosto folto) di circa mezz'ora, il finale è bissato con umoristica (e legittima: è un bis!) licenza lessicale romanesca di Alaimo " 'a ri-tutti gabbati!" accolta dalla risata del direttore che (in ossequio, crediamo, alle norme covid) apre la porticina del podio in platea, e va ad applaudire il cast alla destra del pubblico, finchè viene trionfalmente richiamato sul palco dai cantanti nel tripudio generale. Tutto profondamente falstaffiano.

marco vizzardelli
Ultima modifica di daphnis il 22 nov 2021 19:52, modificato 2 volte in totale.



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Re: Falstaff, Firenze, Gardiner, Bechtolf, Alaimo, Piazzola

Messaggio da Tebaldiano » 22 nov 2021 18:21

C'è la recensione in homepage.
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Re: Falstaff, Firenze, Gardiner, Bechtolf, Alaimo, Piazzola

Messaggio da Tosca » 24 nov 2021 12:17

Serata fantastica quella di ieri!
Consiglio di non perdere questo Falstaff fiorentino in cui i due Sir John (il primo di nome e il secondo di fatto) si dividono onori e gloria
Bello bello!
👏🏻👏🏻👏🏻
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Re: Falstaff, Firenze, Gardiner, Bechtolf, Alaimo, Piazzola

Messaggio da UltrasFolgoreVerano » 25 nov 2021 20:14

Forse è un problema mio, ma non riesco ad apprezzare il baritono Alaimo. Ho visto, seppur solo in tv, il suo Tell rossiniano ed il suo Michonnet. Che dire? Attorialmente l’ho trovato per nulla credibile. Nel ruolo di Michonnet, per il mio sentire, è mancata totalmente la “parola scenica”, quella che scolpisce e caratterizza il personaggio. Il monologo di Michonnet, pagina di rarissima bellezza, ne è un preclaro esempio.

Scusatemi per l’off-topic, ma più che altro … era interessante allargare il discorso, parlando anche di questo cantante.

Il lusso vero, almeno sulla carta, per le recite di questo Falstaff fiorentino, e’ senz’altro la presenza lussuosissima di Gardiner.

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Re: Falstaff, Firenze, Gardiner, Bechtolf, Alaimo, Piazzola

Messaggio da tebamassi65 » 27 nov 2021 12:15

UltrasFolgoreVerano ha scritto:
25 nov 2021 20:14
Forse è un problema mio, ma non riesco ad apprezzare il baritono Alaimo. Ho visto, seppur solo in tv, il suo Tell rossiniano ed il suo Michonnet. Che dire? Attorialmente l’ho trovato per nulla credibile. Nel ruolo di Michonnet, per il mio sentire, è mancata totalmente la “parola scenica”, quella che scolpisce e caratterizza il personaggio. Il monologo di Michonnet, pagina di rarissima bellezza, ne è un preclaro esempio.

Scusatemi per l’off-topic, ma più che altro … era interessante allargare il discorso, parlando anche di questo cantante.

Il lusso vero, almeno sulla carta, per le recite di questo Falstaff fiorentino, e’ senz’altro la presenza lussuosissima di Gardiner.
Fatte salve tutte queste considerazioni di cui non ho motivo di dubitare, posso invece affermare che in questo Falstaff fiorentino,Alaimo si supera nel centrare il personaggio sia vocalmente che scenicamente. Forse proprio la presenza di un super direttore come Gardiner lo avrà portato a un lavoro più convinto del solito.

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Re: Falstaff, Firenze, Gardiner, Bechtolf, Alaimo, Piazzola

Messaggio da UltrasFolgoreVerano » 27 nov 2021 22:10

Grazie tebamassi65 per il riscontro.

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Re: Falstaff, Firenze, Gardiner, Bechtolf, Alaimo, Piazzola

Messaggio da Tosca » 01 dic 2021 12:18

Ieri sera sono tornata a teatro per questo Falstaff: bellissimo, se possibile ancora meglio della recita del 23.
Questa volta ero seduta in platea centrale, piuttosto arretrata, sotto il soffitto della galleria, e devo dire che l'acustica è nettamente migliore che non nelle file più vicine al palco.
E ieri sera, non avendo l'effetto sopresa su scene e regia, ho goduto pienamente della "sublime" direzione di Gardiner; cosa sono stati l'accompagnamento su "Va, vecchio John" e il fremito degli archi all'inizio del Terzo atto!
Insomma, ripeto che chi può vada a vederlo: ci sono ancora due recite.
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Re: Falstaff, Firenze, Gardiner, Bechtolf, Alaimo, Piazzola

Messaggio da paperino » 01 dic 2021 14:18

Una produzione davvero rimarchevole con una direzione e un protagonista tra i più grandi che mi sia capitato di sentire in quest'opera. Peccato per la coppia giovane (Nannetta-Fenton) non all'altezza del resto (anzi lei l'ho trovata spesso inascoltabile; e dire che ce la rifilano pure come Marzelline).
La conversazione languiva, come sempre d'altronde quando si parla bene di qualcuno (Laclos/Poli).

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Re: Falstaff, Firenze, Gardiner, Bechtolf, Alaimo, Piazzola

Messaggio da asklepio » 01 dic 2021 15:57

Al direttore rimprovero di aver accettato (forse sono suoi retaggi barocchi) questa Nannetta inudibil-petulante e il corno naturale in scena nella pagina che anticipa l'aria di Fenton, uno strumento "antico" mooooolto difficile da suonare e infatti... se ne sono sentiti i risultati.
Prendete un'ostrica bella signora
alla buonora, alla buonora

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Re: Falstaff, Firenze, Gardiner, Bechtolf, Alaimo, Piazzola

Messaggio da Tosca » 02 dic 2021 07:48

La sera del 30 la Nannetta è stata decisamente meglio. Tra l'altro "il tappeto sonoro" che Gardiner le sciorina ai piedi prima del "soffio etesio" è una di quelle cose che ti fanno venire voglia di piangere per la meraviglia!
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