Libro sul comò?

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Giulio Santini
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Re: Libro sul comò?

Messaggio da Giulio Santini » 19 giu 2019 12:50

pbialetti ha scritto:
18 giu 2019 14:40
Dopo una trentina d'anni ho riletto "Cent'anni di solitudine", del quale avevo ricordi molto vaghi, e devo dire che è proprio un bel libro, anche perché non è simile a nessun altro romanzo.
Ricordo una conversazione di qualche anno fa con un noto filologo e accademico, esperto di trovatori, il quale sosteneva con un poco di giusta enfasi che uno dei piaceri più grossi della giovinezza fosse quello di poter leggere per la prima volta "Cent'anni di solitudine" (e la "Commedia"...). Non ho ripreso in mano il romanzo, ma a quanto par di capire sembra che una gioia dell'età matura sia quella di ritornarci sopra.



pbialetti
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Re: Libro sul comò?

Messaggio da pbialetti » 19 giu 2019 12:58

mascherpa ha scritto:
19 giu 2019 12:39

P.S. per "pbialetti": anch'io posso dire che Cent'anni di di solitudine «non è simile a nessun altro romanzo» che ho letto, ma ignoro se in sede di storia letteraria ne siano stati indicati precedenti. Per un altro caso che m'era a lungo sembrato individualissimo, cioè il Maestro e margherita, successive letture di Gogol', del Belyi di Pietroburgo e del Brjusov dell'Angelo di fuoco m'hanno portato a riscontrare indubbie e chiare derivazioni, anche se permane personalissima la sintesi degli elementi che Bulgakov trae dai suoi illustri predecessori. La mia conoscenza della letteratura in lingua spagnuola è invece di sicuro troppo limitata per scoprire possibili fonti di Garcia Márquez.
In effetti avrei dovuto dire che non è simile a nessun altro romanzo "che io abbia letto". Dato che gran parte della produzione artistica viene poi "dimenticata", non si può mai dire quale debiti abbia l'autore, se non ce li rivela lui stesso. Mi è capitato lunedì di sentire un concerto che associava una sinfonia detta "il ritratto musicale della natura" di un certo Knecht (1752-1817 - mai sentito prima) alla Sinfonia n. 6 di Beethoven e di scoprire grazie agli impaginatori del concerto che la sinfonia di Knecht aveva un "programma" sorprendentemente simile a quella di Beethoven, anche se il risultato`è di molte leghe inferiore. Chissà se il buon Ludwig la conosceva...

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Re: Libro sul comò?

Messaggio da mascherpa » 19 giu 2019 13:10

Giulio Santini ha scritto:
19 giu 2019 12:50
...uno dei piaceri più grossi della giovinezza...
Fu in effetti uno dei romanzi cult del Sessantotto, insieme con l'abile pastiche realizzato dalla redazione Einaudi con i materiali che Fenoglio aveva lasciato per il Partigiano Johnny.
Ripreso anche questo in mano, una prima volta nell'edizione critica di Maria Corti, una seconda nel recente tentativo di ristabilirne un testo meno artefatto, il confronto, già schiacciante in sé, rivela ancora una volta la sostanziale tendenza al frammento tipica dei narratori italiani del secolo scorso, che ben pochi seppero superare con successo. Per questo intendo rileggere, nel corso dell'intrapresa rivisitazione del Quarantotti Gambini, anche La calda vita, che, conosciuto in età ormai piuttosto matura, mi fece un'impressione straordinaria già come esempio, rarissimo nelle nostre lettere recenti, di dominio della "grande forma". Ma di sicuro i Cent'anni (non quelli di Rovani, mi sembra superfluo precisare...) sono tutt'altra cosa.
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Re: Libro sul comò?

Messaggio da mascherpa » 19 giu 2019 13:12

pbialetti ha scritto:
19 giu 2019 12:58
la sinfonia di Knecht ... Chissà se il buon Ludwig la conosceva...
Se la conosceva, non avrà risparmiato sarcasmi sull'infelice cognome del collega...
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Re: Libro sul comò?

Messaggio da pbialetti » 08 lug 2019 15:51

Ho letto un libro di quelli che forse oggi leggono solo gli studenti quando costretti: "I viceré" di De Roberto.
Devo dire che le 600 pagine sono state divorate con crescente interesse. Il romanzo é di quelli in cui non si salva nemmeno un personaggio, ed è caratterizzato da un pessimismo senza ritorno. Mi aspettavo un romanzone d'appendice della peggior specie e invece ho trovato uno scrittore da combattimento che mi è sembrato molto avanti rispetto alla sua epoca. Insomma gran bel libro.

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Re: Libro sul comò?

Messaggio da mascherpa » 08 lug 2019 17:30

pbialetti ha scritto:
08 lug 2019 15:51
Ho letto un libro di quelli che forse oggi leggono solo gli studenti quando costretti: "I viceré" di De Roberto.
Quando lo lessi (anch'io in età ormai "matura") ne ebbi la tua stessa favorevolissima impressione. Non credo, però, che oggi davvero si costringa qualche studente a leggerlo: non lo si faceva già "ai miei tempi". Altra faccenda, s'intende, se uno deve costruirci su una tesi di laurea: solo pochi destinati a grandezze potrebbero farne a meno...

Oggi sono rimasto a casa perché mi stanno rapando il giardino, ridottosi in tre anni di sprezzante incuria a una selva oscura, con vibrate proteste d'un vicino. Nella pausa dei "lavori" sono andato alla posta a ritirare un libro e, aperto il pacchetto, ho scoperto che me ne avevano mandato un altro, della stessa collana (Einaudi poesia) ma d'un altro autore (J. Cabral) che m'era vagamente (e solo parzialmente) noto solo di nome. In un'allegra telefonata con la libraia ci siamo accordati che me lo tengo e che mi manda anche quell'altro. Ora mi sento impegnato a leggerlo, e se mi sarà piaciuto ne racconto qualcosa.
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Re: Libro sul comò?

Messaggio da Tosca » 09 lug 2019 15:04

Ultimamente ho letto delle cose ottime (alternate, come al solito, con qualche "bel giallaccio"). Grazie a Vittorio ho scoperto Quarantotti Gambini con "La rosa rossa" seguito dal bellissimo, per me, "Le redini bianche".
Mi ha poi molto, ma molto!, colpito "Piangi pure" della Lidia Ravera, spietato libro sull'invecchiamento che ho consigliato ad alcune mie amiche, tutte "ex ragazze" come me. 😶
Molto piacevole, e direi istruttiva, la lettura di "Una passeggiata nei boschi" di Bill Bryson. Lo scrittore, inglese, racconta della sua esperienza di camminatore sull'Appalachian Trail (mega sentiero che va dalla Georgia al Maine: 3400 chilometri) trattando con ironia la parte puramente descrittiva del viaggio ma andandoci giù molto pesantemente nel denunciare gli abusi fatti nei parchi americani.
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Re: Libro sul comò?

Messaggio da UltrasFolgoreVerano » 09 lug 2019 20:05

“La passeggiata nei boschi” quello lo lessi pure io e mi garbo’.

Visto che amate i gialli, per me non dovreste lasciar sfuggire “Lo strano caso di Harry Quebert”. Divorato nonostante la mole.

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Re: Libro sul comò?

Messaggio da mascherpa » 10 lug 2019 08:54

Tosca ha scritto:
09 lug 2019 15:04
... Quarantotti Gambini ... "Le redini bianche".
Nella lettera che scrisse da Venezia a Umberto Saba il 29 maggio 1946 (quattro giorni prima del Referendum istituzionale), lo scrittore istriano ricorda che nella casa avita di Semedella, teatro di Le redini bianche, iniziate in quel periodo ma pubblicate postume nel 1967, e del ciclo incompiuto Gli anni ciechi di cui esse costituiscono il primo tratto, era stata «conservata da chissà quando ... una bottiglia del 1789, l'anno della rivoluzione francese: questa bottiglia dovevamo aprirla (forse soltanto aprirla perché non sarà più bevibile) il giorno della proclamazione della Repubblica italiana. Invece non potrò andarla a stappare».

(Sto leggendo oggi il carteggio Saba-Quarantotti Gambini, uscito pochi mesi dopo la scomparsa di questo a cura di Linuccia Saba, figlia del poeta, con il titolo Il vecchio e il giovane. Esso forzatamente non comprende, tranne una, le léttere ricevute da Saba fino al 1943, disperse dopo la devastazione della sua casa nell'autunno di quell'anno, con un danno per la storia della letteratura italiana paragonabile a quello causato dall'analoga "spedizione punitiva" contro la casa di Gianfranco Contini a Domodossola, avvenuta nello stesso torno di tempo.)
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Francescadarimini
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Re: Libro sul comò?

Messaggio da Francescadarimini » 14 lug 2019 15:53

Mi è molto " garbato"- come scrive giustamente la divina Tosca- di Ambrogio Borsani " La claque del libro. Storia della pubblicità editoriale da Gutenberg ai nostri giorni" : scritto benissimo ,molto ben documentato,e in molti punti punti , ironico al punto giusto. L'ho letto proprio di gusto : godibilissimo.Ed ho pure imparato un sacco di cose.
Mi ha un po' deluso "Ogni riferimento è puramente casuale "di Manzini. Scrivere sul mondo dell'editoria e della promozione libraria , dopo i contributi di U. Eco, è roba tosta..... Comunque ,spiritoso, anche se Schiavone si addice di più a Manzini.
Deludente , secondo me, "Banalità, luoghi comuni, semiotica, social network" di Stefano Bartezzaghi," Il fatto è che ho da lunga pezza una fiera allergia ai giochi protratti di parole (diciamo così)... lo ammetto tranquillamente. E chiedo veni ai cultori del suddetto filone.
Mi aspetta , per stasera e le prossime sere ,il ghiotto e super ponderoso catalogo della mostra su A. del Verrocchio: a proposito occhio a non farvelo cascare su un piede : zoppia sicura
Tolgo subito il disturbo e Buona Domenica
a tutti
Francesca da Rimini

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