Tra le sollecitudini (Della musica sacra)

per discutere di tutto quel che riguarda la musica sacra e vocale non operistica

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ZetaZeta
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Re: Tra le sollecitudini (Della musica sacra)

Messaggio da ZetaZeta » 29 gen 2018 22:07

Berlioz ha scritto:
22 gen 2018 09:43
Ma queste amenità di dove vengono?

Sempre Mozart, Haydn, Schubert, Bach, Beethoven scrissero pe la chiesa e al celebrazione liturgica. Forse l'unica eccezione è la Messa in si minore di Bach, forse pensata come summa del proprio pensiero musicale e opera teorica sui generis. Haydn scrisse molte delle messe per i compleanni della moglie del suo datore di lavoro, Beethven scrisse la Messa in Do su commissione del principe Esterhazi, anche la Missa solemnis fu scritta con in mente una ben precisa destinazione liturgica, anche se poi Beethoven non in grado di rispettare la scadenza. Per non parlare di tutte le messe di Mozart degli anni giovanili e delle Messe di Schubert
Senza polemica, giusto per chiarire, premettendo che scrivere musica sacra, anche messe, non significa necessariamente scrivere musica adatta alle norme liturgiche, ma spesso utilizzarne il testo per meditazioni personali:
1) il fatto che Haydn abbia scritto "molte delle messe per i compleanni della moglie del suo datore di lavoro" indica che erano composizioni d'occasione laica piuttosto che strettamente liturgiche o dovute ad una sensibilità religiosa; d'altra parte se si ascoltano la "Tempore belli" o la "In Angustiis/Nelson Mass", peraltro bellissime, hanno molto di teatrale e poco di religioso/liturgico (forse il brano più religioso di Haydn è la meditazione sulle sette ultime parole di Cristo);
2) Beethoven scrisse solo due messe, indice che il genere non era per lui fondamentale; per la Missa Solemnis studiò sì la polifonia, ma non la liturgia, che a lui non interessava in quanto da bravo romantico gli premeva essenzialmente comporre una meditazione sul Mistero divino, trascendendo la singola confessione religiosa, meditazione che poteva essere benissimo eseguita anche come oratorio;
3) infine mi domando quanto le messe di Mozart (a parte, e qui posso darti ragione, Salisburgo e diocesi vicine per le messe giovanili), Haydn, Beethoven ed anche lo stesso Schubert possano essere entrate nel repertorio liturgico delle cattedrali o delle maggiori chiese cattoliche dell'Ottocento: a me non risulta (ma posso sbagliare ovviamente) che la loro esecuzione integrale fosse regolare, sebbene si possa ipotizzare che singoli brani continuassero ad essere utilizzati.



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mascherpa
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Re: Tra le sollecitudini (Della musica sacra)

Messaggio da mascherpa » 31 gen 2018 10:57

Premesso che per uno non minore di Guglielmo Furtwängler Bach, dico il Giovanni Sebastiano, fu "il primo romantico", e che fino a sessanta-ottant'anni fa il "romanticismo" di Beethoven era un dogma di fede musicale (con il quale sono felicemente cresciuto persino un po' oltre l'età della ragione); reso anche il dovuto omaggio alla comodità, dico per i maîtres à penser, di certe etichette sebbene esse tendano ad apparire, in fondo alla tazzina, "la notte dove tutte le vacche sono nere", come fu per Giorgio Guglielmo Federico Hegel il pensiero dello Schelling: il Federico Guglielmo, ma non Giorgio, che quelli del Dorotheenfriedhof di seppellire in mezzo al Fichte e a GGF non presero nemmeno in considerazione, ben diversamente da quanto fanno imperterriti da un secolo e mezzo i nostri "migliori" manualetti di filosofia del Liceo; premesso e ricordato tutto questo, mi pare giovevole alla salute pubblica, anzi all'educazione nazionale, aggiungere che oggi nessuno, o quasi, dà piú cosí per scontato che a Beethoven la giacchetta di "romantico" cada come se l'avesse tagliata il vecchio Caraceni. Il buon Lionello, insomma, è morto anche lui da una sessantina d'anni: peccato, perché indubbiamente sapeva dipingere.

Non ho purtroppo sottomano qui l'esilarante recensione di Croce a un saggio, mi pare di Eugenio d'Ors, in cui si chiedeva perché si volesse cosí contrapporre, l'un contro l'altro armato, il "barocco" e il "classico". A don Benedetto, che aveva ormai passato anch'egli i settanta, la velleità ricordava quell'anziana e ripettabilissima signora che riduceva tutto l'ente e l'essente della vita al dilemma tra tè e caffè: anche a mio parere supremo, specie quando ho male di stomaco. Mi pare sia comparsa nell'annata 1938-39 de «La Critica»: se una di queste sere, a casa, mi sento malinconico, la cerco e la rileggo.

Dimenticavo: Fichte, che il colera di cui crepò non lo prese da chissà chi come Hegel, né dall'acqua della Njevà come PIČ, ma dalla propria moglie, non si chiamava né Giorgio, né Guglielmo, né Federico e neppure Sebastiano, ma, combinazione suprema, Giovanni Amedeo (Johann Gottlieb): roba degna dei Càrcano del Gadda...
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Re: Tra le sollecitudini (Della musica sacra)

Messaggio da ZetaZeta » 31 gen 2018 14:22

mascherpa ha scritto:
31 gen 2018 10:57
Premesso che per uno non minore di Guglielmo Furtwängler Bach, dico il Giovanni Sebastiano, fu "il primo romantico", e che fino a sessanta-ottant'anni fa il "romanticismo" di Beethoven era un dogma di fede musicale (con il quale sono felicemente cresciuto persino un po' oltre l'età della ragione); reso anche il dovuto omaggio alla comodità, dico per i maîtres à penser, di certe etichette sebbene esse tendano ad apparire, in fondo alla tazzina, "la notte dove tutte le vacche sono nere", come fu per Giorgio Guglielmo Federico Hegel il pensiero dello Schelling: il Federico Guglielmo, ma non Giorgio, che quelli del Dorotheenfriedhof di seppellire in mezzo al Fichte e a GGF non presero nemmeno in considerazione, ben diversamente da quanto fanno imperterriti da un secolo e mezzo i nostri "migliori" manualetti di filosofia del Liceo; premesso e ricordato tutto questo, mi pare giovevole alla salute pubblica, anzi all'educazione nazionale, aggiungere che oggi nessuno, o quasi, dà piú cosí per scontato che a Beethoven la giacchetta di "romantico" cada come se l'avesse tagliata il vecchio Caraceni. Il buon Lionello, insomma, è morto anche lui da una sessantina d'anni: peccato, perché indubbiamente sapeva dipingere.
Hai ragione. Beethoven era un verista minimalista... :scemo :mrgreen: :mrgreen:

PS - Anche una persona che ha grande cultura - e tu ne hai infinitamente più di me - a furia di spaccare il capello in quattro, rischia di perdere di vista il quadro generale.

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Re: Tra le sollecitudini (Della musica sacra)

Messaggio da mascherpa » 01 feb 2018 10:04

Decodifico: il "quadro generale" è che Beethoven oggi è prevalentemente considerato molto piú vicino a quello che taluni chiamano lo "stile classico", che non alla temperie romantica, al suo "esercito d'Arlecchino".
Ultima modifica di mascherpa il 01 feb 2018 10:16, modificato 1 volta in totale.
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Re: Tra le sollecitudini (Della musica sacra)

Messaggio da mascherpa » 01 feb 2018 10:12

ZetaZeta ha scritto:
31 gen 2018 14:22
...a furia di spaccare il capello in quattro, [si] rischia di perdere di vista il quadro generale.
Il "quadro generale", caro professore, non è di certo se Beethoven sia romantico al 100%, o solo al 5% come una volta il Redimibile di Stato; il "quadro generale" è solo che è molto volgare attribuire all'interlocutore cretinerie sostanziali e formali, che non ha mai detto né lasciato trasparire (Beethoven «verista minimalista»? ma chi credi che faccia ridere? nemmeno te, ti faccio l'onore di supporre...). Non dubito che codesto possa essere un metodo educativo "tradizionale", di comprovata efficacia, ma "sottoquadro generale" è che qui non siamo a scuola. E di che "cappello spaccato in quattro" mi vieni a parlare? Quello di negare che opinioni problematiche siano verità incontestate come le spacci tu?
Ancor meno fine, se possibile, è attribuire siffatte cretinerie a chi è stato tra i pochi, se non l'unico, a non sbeffeggiare sin dall'inizio le tue imbarazzanti uscite, ma, come sempre, ha cercato di comprenderle e trovarci qualcosa di buono ma espresso male: e fin quando è stato possibile, senza neppure ricorrere all'ironia.

Riconosco la vanità dei miei sforzi e t'inserisco tra i miei "ignorati", tutti d'impeccabile socievolezza.
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Re: Tra le sollecitudini (Della musica sacra)

Messaggio da ZetaZeta » 01 feb 2018 15:44

Mi pare strano che una persona che frequenta i forum in maniera regolare non conosca il significato degli emoticon che si aggiungono ad un messaggio e che mi pare dimostrino che non c'era nessuna volontà di offendere, comunque fai pure come credi meglio.
Ciascuno può giudicare liberamente.

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