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I cessi della Scala (Altri tempi)

Inviato: 14 giu 2019 13:37
da marcob35
In un odierno post del "topic" a lunga percorrenza "Esperienze surreali al Maggio Musicale", il commento derivato da FB di un antico appassionato del luogo fiorentino diceva (cito):

E i gabinetti? Nemmeno negli autogrill ce ne sono di simili. Si vedono i piedi di chi sta nel gabinetto adiacente e se ne sentono gli scrosci. Solo per parlare dei dettagli. Me lo lasci dire da architetto.

L'argomento dei servizi igienici del nuovo teatro nella città del Giglio, appassionò-invero-a suo tempo i primi frequentatori e anche qui se ne parlò ampiamente. Della situazione nel resto del mondo chi ha frequentato o frequenta potrà dire. Come dimenticare certe soluzioni anglosassoni del muretto piastrellato per i maschietti?
Non diverso poi il vecchio Comunale fiorentino, come la foto allegata ricorda con affetto.

Alla inaugurazione della Scala, in pieno agosto 1778, nei palchi, le signore con l'abbigliamento dell'epoca, come avranno soddisfatto i propri bisogni corporali? Qualcun altro, più ferrato nella disciplina, magari preciserà (pitali da trasporto, servitù, retropalchi, cortine...).
Rinnovata nel 2002-04 (restauro conservativo dopotutto) colà i gabinetti, debitamente posti (1+1) ai lati della sala, nelle file di palchi, gallerie e ove altro ancora (un tempo custoditi in accesso da virtuose maschere femmine con grembiule bianco pizzettato per le donne, da virili mascherelli per il sesso cosiddetto forte), sono ancora fonte di doppie file ai rari intervalli che oggi accorpano intere parti degli spettacoli.

Dopotutto, come ricorda Quirino Principe, il pubblico della Scala (e non solo) è fatto di vecchioni e vecchione, che per l'espletamento funzionale meriterebbero un minimo di riguardo.
Senza contare che alla recita di "Die tote Stadt" del 7 giugno, mi è stato interdetto l'uso di un certo bagno e invitato a percorrere l'intero tragitto per altrove recarmi.
A Firenze del resto il capo sala, fece una parte alle maschere del nuovissimo teatro, perché uno dei tanti nuovi locali era rimasto-per distrazione-chiuso, obbligando il pubblico a dirottamenti per i lunghi corridoi stile pronto soccorso.

Rimpiango dunque le supposte abitudini del Settecento di agire in loco nel fondo del palco, mi faccio piacere i piedi dei fiorentini dietro le vetrate opache e con rimpianto vado (con la memoria o no, potendo) agli orinatoi tutti-in-fila del vecchi teatri italiani e inglesi.
Cattura.JPG cessi comunale vecchio.JPG