Costi - Benefici (operistici) TAV

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tower
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Costi - Benefici (operistici) TAV

Messaggio da tower » 03 feb 2019 15:16

Dato che tutti in questo periodo amano esprimersi su questa infrastruttura mi permetto di dire la mia.

Io SOGNO il completamento della TAV. Immaginare di poter raggiungere Parigi da Milano in 4 ore sarebbe una vera rivoluzione. Considerando poi che l'Opera Bastille dista solo 13 minuti a piedi dalla stazione di Gare de Lyon capite cosa possa significare.

Già mi immagino fantastiche giornate simili a quelle che già oggi si possono fare andando a Zurigo. Treno alle 7. Arrivo a Parigi per le 11. 3 o 4 ore per visitare un monumento/passeggiare e pranzare e poi alle 14/15 spettacolo pomeridiano. Treno delle 19 e rientro a Milano per le 23.

Chissà se prima o poi questo sogno diventerà realtà.

Per me sarebbe l'unico modo di andare all'opera a Parigi. L'alternativa è fare un weekend moltiplicando i costi. Senza contare che mia moglie detesta l'opera e difficilmente investirei soldi per un we in giro per l'europa da solo.



violamargherita
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Re: Costi - Benefici (operistici) TAV

Messaggio da violamargherita » 03 feb 2019 23:49

Sottoscrivo ogni tua parola, giovane amico Tower. Da vecchia nonna ti invito a non disdegnare nemmeno - su quella linea ferroviaria - l’Opéra de Lyon e la sua interessantissima programmazione.

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mascherpa
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Re: Costi - Benefici (operistici) TAV

Messaggio da mascherpa » 04 feb 2019 10:57

Quando si diventa vecchi e saggi, si tende però a preferire un modo di viaggiare che dia in modo netto e preciso la percezione della lontananza e il piacere del suo superamento.

Faccio un esempio. Giovedí 21 p.v. sera prevedo di vedere un Pelléas a Klagenfurt, capoluogo della «Carinzia di mirti fioriti e di stagni», in cui oggi distilla, nonostante tutto, un odio meno feroce che in Italia. Uscirò dall'ufficio (vicino a Pavia) nel primo pomeriggio di martedí 19 e mi porterò verso Oriente con olimpica calma, raggiungendo prima Lodi a bordo d'una corriera e poi impiegando quattr'ore e mezza fino a Venezia, con due cambi di treno a Mantova e a Monselice. Cena e pernottamento in Laguna.

Il mattino seguente, disdegnando sovranamente il RailJet per Vienna delle 9:55, che mi consentirebbe d'arrivare a Klagenfurt per le 13:36, perché so bene che il servizio ristorante gestito dalle Ferrovie Federali Austriache vi è pessimo (l'ultima esperienza commendevole nel settore risale a un viaggio Praga-Budapest di qualche anno fa, con un restaurant gestito dalle Ferrovie Cèche ancora munito di fornelli funzionanti invece di stomachevoli fornetti a micro-onde), partirò per tempo verso Trieste, donde, con uno degli unici due collegamenti transfrontalieri che ancora varcano ogni giorno l'ex-cortina di ferro, proseguirò per Lubiana, arrivandovi poco dopo le undici e mezza (poco meno di cinque ore per trecento chilometri scarsi, quindi). Dalla capitale slovena ripartirò circa quattr'ore dopo, arrivando all'imbrunire a Klagenfurt, dopo un ulteriore cambio di treno a Villach. L'intiero percorso avrà richiesto circa ventotto ore per una distanza teorica inferiore ai seicento chilometri. Resta aperto il dubbio se consumare il pasto principale di mercoledí 20 a Lubiana oppure la sera a Klagenfurt dopo l'arrivo: sarà risolto vagando per la capitale slovena, dove spero esista alla stazione un deposito bagagli, nelle quattr'ore tra i due treni. Uno svogliato giro per il centro di Klagenfurt la mattina dello spettacolo, seguito da una solenne pennichella, mi permetterà di raggiungere il teatro nelle migliori condizioni di spirito circa cinquantatré ore e mezza dopo l'inizio del viaggio.

La pessima combinazione degli orari e la scarsissima accoglienza che può offrire il borgo di Jesenice, un tempo detto Assling e per un breve tempo folle ambizione dell'espansionismo sonniniano, rendono purtroppo problematico usare verso Settentrione, come sarebbe logico, la tratta isontina della vecchia Ferrovia Transalpina, quella che, fortissimamente voluta dall'Erzherzog Franz Ferdinand, fu in seguito il cordone ombelicale dell'attacco su Caporetto. In senso contrario, verso Mezzogiorno, è invece di confortante comodità: dopo una prima coincidenza a Villach e il superamento del tunnel delle Karawanken, la sosta di quasi un'ora a Jesenice consente d'avvalersi d'un locale supermercato in prossimità della stazione per la composizione di succulenti panini imbottiti, con uno studiato grado di piccantezza. Giunti nella parte slovena di Gorizia dopo un altro paio d'ore, in cui si percorrono ben 96 km a trazione termica, con materiali di fabbricazione italiana, le vetuste ALn 668 ancorché denominate localmente in tutt'altro modo, s'attraversa una piazza in cui non si nota piú alcun simbolo di confine, essendo quest'assenza una delle cose piú splendide del viaggio, e si raggiunge la stazione italiana, pomposamente detta Centrale, con l'autobus urbano n. 1, oppure, senza neppure dover attraversare a piedi la suddetta piazza, con la quello "internazionale", ma nondimeno urbano, denominato con suprema originalità INT. Si prosegue poi in treno per Cormòns, Udine, Treviso e Preganziòl, raggiungendo Venezia da Klagenfurt in circa otto ore.

Quanto alle legittime speranze, senza dubbio tecnicamente possibili e anche per me molto auspicabili seppure non piú di mio diretto interesse, di raggiungere in quattr'ore Parigi da Milano e viceversa, cioè in tempo utile per vedere una pomeridiana domenicale a teatro e tornare a casa dopo esserne partiti al mattino, mi permetto di considerarle meramente utopiche, se ricordo che dopo una serata a teatro è oggi impossibile raggiungere col treno Milano da Bologna o da Torino, nonostante le note linee ad alta velocità. Taccio dell'impossibilità di tornare a Milano da Napoli dopo una pomeridiana, nonostante le quattr'ore per Milano siano da anni una piacevole realtà. Non dimentichi, infatti, il giovane "tower" che gli orari dei treni prescindono ormai completamente, e non solo in Italia, da comodità e utilità dei viaggiatori, sempre piú considerati un nemico da umiliare, non un cittadino da servire.

P.S. Ho percorso una sola volta la nuova "galleria di base" della linea del Gottardo, l'ultima volta che andai ad Amsterdam, sfruttando il lungo viaggio come pretesto per vedere un Lucio Silla a Basilea. Dopo quella lunga permanenza sottoterra, sperimentata penosamente anzitempo, mi sono ripromesso d'avvalermi, per ogni futura necessità transelvetica, dei due treni separati da Bellinzona a Erstfeld e da Erstferl ad Arth-Goldau. L'ideale sarebbe anzi trovare tra Airolo a Göschenen delle opportune coincidenze con corriere postali. Che facciano viaggiare i container, per quei cinquantadue chilometri di tunnel, loro sí che hanno fretta; personalmente non ne sento piú la necessità...
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Giulio Santini
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Re: Costi - Benefici (operistici) TAV

Messaggio da Giulio Santini » 04 feb 2019 17:11

Se mi posso sommessamente permettete, oltre sessanta ore (a/r) di viaggio per vedere uno spettacolo che ne dura tre o quattro implicano quanto meno una certa passione per la via ferrata, e sono un notevole modo di esorcizzare l'incombenza del tempo che fugge... ma quando si è giovani, forse, le ore è come se ci sembrassero non bastare mai.

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Tosca
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Re: Costi - Benefici (operistici) TAV

Messaggio da Tosca » 04 feb 2019 18:49

Giulio, ciao. Diciamo che a questo punto della vita (almeno della mia) il viaggio è lo scopo principale e l'opera è "la scusante" per farlo.
Non so se rifarei le "ammazzate" di un giorno per andare lontano a vedere un'opera.
I viaggi lentissimi verso una meta, che nel nostro caso è "uno spettacolo", sono fonte di scoperte, di conoscenza e dei posti attraversati e della gente incontrata; mai rimpiangiamo di metterci così tanto e, anzi, molto spesso diciamo "peccato avere fretta, ma ci si ritorna". E questo non solo per via ferrata ma anche, e soprattutto, in auto: scoprire che vicino alle strade trafficatissime ci sono strade sterrate che attraversano campagne che paiono infinite è una gioia.
Purtroppo "serve tempo": solo dopo che ho smesso di lavorare ho potuto apprezzare questo senso di sconfinata libertà e questo, ahimè, è molto spesso un portato dell'età.
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Giulio Santini
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Re: Costi - Benefici (operistici) TAV

Messaggio da Giulio Santini » 04 feb 2019 21:09

Sono d'accordo che sia molto meglio (e non sono certo uno che trova voglia di "ammazzate").

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mascherpa
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Re: Costi - Benefici (operistici) TAV

Messaggio da mascherpa » 05 feb 2019 11:06

Giulio Santini ha scritto:
04 feb 2019 17:11
Se mi posso sommessamente permettete, oltre sessanta ore (a/r) di viaggio...
Stai estrapolando, Giulio, il che è sempre molto incauto. Non ho infatti dato indicazione alcuna che il ritorno comporterà cosí poco tempo. Le sessanta ore si riferiscono infatti solo all'andata. Il ritorno comporterà infatti un tempo molto maggiore, con itinerario molto piú articolato: da Klagenfurt a Innsbruck, e da lí ancora a Venezia, per approdare finalmente di nuovo all'ufficio, qui nei pressi di Pavia, circa centoventi ore dopo, non solo sessanta... Il rapporto tra ore di viaggio e ore di musica sarà però meno pesante, perché, di questa, lungo il viaggio di ritorno ne sono previste circa undici.

Considero, in altre parole, una vera fortuna non dover piú affrontare spedizioni come quella dell'aprile 1978 per il Tristano con Kleiber, che alle cinque del pomeriggio mi vide uscire di fabbrica a Marghera e mettermi al volante, arrivare a casa a Milano (Porta Vercellina) poco dopo le sette, fare un bagno, indossare panni curiali, e finalmente entrare alla Scala per le otto meno dieci. C'era di buono che allora non era difficile parcheggiare vicino al teatro e, soprattutto, che gli autovelox erano di là da venire. Invece, di spostare turni d'abbonamento non se ne parlava proprio.

Ovviamente, il mattino dopo alle otto ero di nuovo in fabbrica a Marghera, anche se avevo previsto un comodo paio d'ore da Viale Certosa a Mestre, invece dell'ora e tre quarti tempo limite il pomeriggio prima.
Ultima modifica di mascherpa il 05 feb 2019 13:16, modificato 1 volta in totale.
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Re: Costi - Benefici (operistici) TAV

Messaggio da Giulio Santini » 05 feb 2019 11:22

mascherpa ha scritto:
05 feb 2019 11:06
Stai estrapolando, Giulio, il che è sempre molto incauto.
Ho fatto 53 (andata) + 8 (Klagenfurt-Venezia) + alcune poche ore per raggiungere la provincia di Parma.
"In senso contrario, verso Mezzogiorno, è invece di confortante comodità [...] raggiungendo Venezia da Klagenfurt in circa otto ore".
Ad ogni modo buon viaggio a entrambi!

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mascherpa
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Re: Costi - Benefici (operistici) TAV

Messaggio da mascherpa » 05 feb 2019 12:51

Giulio Santini ha scritto:
05 feb 2019 11:22
"In senso contrario, verso Mezzogiorno, è invece di confortante comodità [...] raggiungendo Venezia da Klagenfurt in circa otto ore".
Mi dispiace averti tratto in inganno. Ma all'affermazione, in sé molto dettagliata e direi stilisticamente "consuntiva", che il ritorno per la Transalpina è di confortante comodità, non s'accompagnava l'informazione che me ne avvarrò anche questa volta, come dopo la recente Bohème carinziana. Per questo motivo ho ravvisato nella tua risposta gli estremi di un'audacissima estrapolazione.

P.S. Le ore per raggiungere la provincia di Parma dal mio alloggio a Venezia possono essere considerate «poche» o tante a seconda dei punti di vista. Col treno ne occorrono circa sei (cinque e mezza affidandosi a convogli veloci fino a Bologna, il che non giustifica di solito la sensibile differenza di spesa). In auto, essendo mia abitudine evitare il piú possibile le autostrade, ne impiego circa sette, di cui una per raggiungere l'auto e sei per percorrere i circa trecentosessanta chilometri dalla Punta Sabbioni, dove è mio uso parcheggiare perché non mi garba, come diceva Thomas Mann, "entrare in Venezia dalla porta di servizio", fino alla casa di Borgotaro. Come ha già ricordato la "Tosca", non mancano quasi mai, in quei trecentosessanta chilometri, alcuni tratti di strada su argini fluviali privi di rivestimento antipolvere.
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Re: Costi - Benefici (operistici) TAV

Messaggio da tower » 13 feb 2019 09:33

Perché non commissionano anche un bella analisi costi-benefici del reddito di cittadinanza? Scusate l'OT ma non ne posso veramente piu

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