Dubbio amletico

Discussioni varie a sfondo musical operistico... ma non solo
ZetaZeta
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Dubbio amletico

Messaggio da ZetaZeta » 21 ott 2018 22:55

Volendo far leggere un libro agli alunni per prepararli alla Forza del Destino e all'Olandese volante, sono veramente indeciso su quali testi scegliere: dato che non esistono in commercio i testi da cui sono tratti, pensavo ad altri anche non immediatamente attinenti le storie rappresentate, ma che potessero comunque trattare gli argomenti delle opere.
Pertanto sfido volentieri i forumisti che hanno voglia a dare consigli (evitare tomi di 500 pagine o pallosamente illeggibili, grazie).
Il miglior consiglio a mio insindacabile giudizio vince un ponce alla livornese.



Cossottiano
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Re: Dubbio amletico

Messaggio da Cossottiano » 22 ott 2018 09:53

Per la Forza: falli lavorare e riflettere sulle analogie con i Promessi sposi. Tutte le grandi scene di massa del romanzo, e penso soprattutto al lazzaretto, sono un'unica, accorata riflessione sulla storia: la stessa che sta dietro alle grandi scene di massa della Forza (pensa al coro delle reclute, o i poveri intorno al fondaccio di Melitone, che è di fatto un vero Don Abbondio, tanto quanto il padre guardiano deve qualcosa al Cardinale Borromeo). Insomma, lavorerei su quello (e sulle scene di massa e il senso della storia in Guerra e pace), mentre per l'intreccio 'privato' insisterei sui romanzi d'appendice ottocenteschi che sono poi diventati, al cinema, i drammoni di Matarazzo con AMedeo Nazzari e Yvonne Sanson ("vil seduttor, infame figlia!"; "una suora mi lasciasti che tradita abbandonasti all'infamia e al disonor!": grandioso!)
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ZetaZeta
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Re: Dubbio amletico

Messaggio da ZetaZeta » 23 ott 2018 20:47

Ottimo suggerimento, ci avevo pensato anche io, ma lo avevo scartato perché volevo portare una classe che lo aveva già letto.
Ci porto una seconda e amen, così gli spieghiamo l'opera tramite il romanzo.

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mascherpa
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Re: Dubbio amletico

Messaggio da mascherpa » 24 ott 2018 10:21

In effetti, lo snaturamento del finale originario della Fuerza del sino, compiuto nella revisione milanese con plauso generale (e, proprio per questo, un tantino sospetto), è di poco posteriore alla celebre visita che Verdi tributò al vecchio Manzoni.

Interessante per chi s'occupa di Verdi può essere ricordare che le ultime parole messe dal Rivas in bocca al suo don Álvaro, prima che questi si precipiti da una rupe maledicendo tutto e tutti: «¡Infierno, abre ta boca y trágame!», erano state tradotte pressoché letteralmente da Piave nel finale primo del Macbeth: «Schiudi, inferno, tua bocca ed inghiotti» (immutato dal 1847 al 1865). Indubbiamemente piú libera («S'apra la terra … m'ingoi l'inferno!») è la traduzione che nel libretto della prima Forza segue il celebre insulto rivolto al Padre Guardiano, non ancora manzonizzato alla Federigo o alla Lodovico (ma Ludovico nel 1827) / Cristoforo secondo piú piaccia: sembra quasi che librettista e musicista desiderassero evitare di ripetersi.
Riesce quindi attraente supporre che Verdi avesse conosciuto il drammone spagnuolo prima di comporre il Macbeth: forse (è ipotesi per me accattivante, ma non controllata) nel 1845 a Napoli, dove il Duque de Rivas era ambasciatore di Spagna e teneva salotto letterario. (Da notarsi che l'inferno-inghiottitoio invocato da tout le monde per l'uccisore di Duncano non trova corrispondenza nella tragedia del «barbaro non privo d'ingegno».) Potrebbe andare in questo senso anche l'allusione contenuta in una lettera della Peppina durante le trattative con Pietroburgo per la prima Forza, ove si ricorda tra i titoli papabili —cito a senso perché non ho sottomano il testo— "un dramma spagnuolo che Verdi conosce da molto tempo".

Tempo fa, sulla revisione della Forza pubblicai (A teatro con lo zar, Milano 2014) l'inciso che segue:
«Anche [il riferimento è alla traduzione italiana del Don Carlos, che ne attenua una rischiosa durezza] nel piú ampio caso della Forza del destino, il metodo principe (e forse lo scopo) della revisione sarà d’attenuarne il crudo realismo, riconoscendo alla religione dei cattolici il suo noto potere consolatorio: non incongrua con l’originaria destinazione russa dell’opera era stata la demonica negazione di esso sulla scorta del sanguigno anticlericalismo iberico del Duque de Rivas, autore di Don Álvaro o la Fuerza del sino, fonte primaria del libretto di Piave per Verdi, ma questa negazione non fu bene accolta altrove, sin dalla prima ripresa in una Madrid di vario sentire. Dopo la famosa visita-omaggio di Verdi al vecchio don Lisander, il Padre Guardiano non sarà piú liquidato da don Alvaro con un lapidario «Imbecille!», ma potrà intonare con successo la maestosa suasoria «Non imprecare, umiliati». L’attesa del nuovo finale eudemonistico viene creata abilmente sin dal tempo lento dell’ampia sinfonia, che sostituisce il preludio della versione russa.»

P.S. Non ho mai trovato una traduzione italiana della Fuerza del sino, ma l'originale circola anche in edizioni a poco prezzo, commentate a uso delle scuole; lo stesso vale per il Trovador. Molto piú difficile, invece, venire in possesso del Simón Bocanegra ("la porpora che a brani già cade", ad esempio, è sí un evidente imprestito schilleriano, ma fatto proprio già dal Gutiérrez anche se il "porporato sbranato" è tutt'altri).

P.S. 2 Per le scene di massa della Forza, derivate anch'esse da Schiller tramite il solito Maffei, è utile Virginia Cisotti, Schiller e il melodramma di Verdi (Firenze 1975), regalatomi a suo tempo dall'amico Dario Del Corno, di cui la Cisotti era stata allieva. Senza dubbio stimolante, se condotto sulla base di dati oggettivi, il confronto tra l'origine schilleriana e una possibile lettura manzoniana di esse.
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Re: Dubbio amletico

Messaggio da Cossottiano » 24 ott 2018 20:56

Stimolante senza dubbio, e ovviamente ci deve essere la base del testo. Il libro della Cisotti, invece, l'ho trovato a tratti troppo ambizioso e poco stringente: ottima l'analisi delle fonti e l'impianto generale, ma a volte si ha l'impressione che non riesca (o non voglia) arrivare al punto... uno strumento eccellente, per carità: ma forse poco propenso a osare.
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Re: Dubbio amletico

Messaggio da mascherpa » 25 ott 2018 11:01

Cossottiano ha scritto:
24 ott 2018 20:56
Il libro della Cisotti, invece, l'ho trovato a tratti troppo ambizioso e poco stringente...
Si tratta della pubblicazione d'una tesi di laurea: di certo quella del Mila fu piú stringente.
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Re: Dubbio amletico

Messaggio da Cossottiano » 25 ott 2018 13:32

mascherpa ha scritto:
25 ott 2018 11:01
Cossottiano ha scritto:
24 ott 2018 20:56
Il libro della Cisotti, invece, l'ho trovato a tratti troppo ambizioso e poco stringente...
Si tratta della pubblicazione d'una tesi di laurea: di certo quella del Mila fu piú stringente.
Sì, certo, anche se ho letto tesi di laurea decisamente più stringenti, come, appunto, quella di Mila (gigante in tutto, fin dagli inizi); ad ogni modo, chi ha aperto questa discussione ha adesso un bel po' di materiale, spero, su cui lavorare!
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Re: Dubbio amletico

Messaggio da mascherpa » 26 ott 2018 07:43

Cossottiano ha scritto:
25 ott 2018 13:32
...chi ha aperto questa discussione ha adesso un bel po' di materiale, spero, su cui lavorare!
Resta però inesitata la richiesta relativa all'Olandese volante.
Anche se di certo non consigliabile per "giovani d'oggi", la vecchia guida sansoniana del Manacorda resta sempre utile, già per la traduzione letterariamente accettabile (non ritmica) del libretto. Poi ci si potrebbe sbizzarrire in area Heine, ma anche quest'autore non è granché presente sul mercato italiano.
Non so se esista un filmato della regia di Götz Friedrich per la Deutsche Oper di Berlin-Charlottenburg, ora fuori repertorio: per me resta la migliore che ho visto di quest'opera, non tanto per il richiamo al mito ipotestuale dell'Ebreo errante, ma per meriti intrinseci di spettacolo. Neppure quella piú terra terra di Jan Philipp Gloger ripresa ancora quest'anno a Bayreth è però da disprezzare, nelle sue semplici e naturali esplicazioni "sociologiche", seppure un po' disturbate nel finale. Ma se Friedrich ricordo molto piú della direzione d'orchestra e dei cantanti, di Gloger devo dire il contrario, perlomeno dopo la seconda volta, tre mesi fa, con il fresco e arioso Nachdirigat di Axel Kober al posto dell'ingombrante "divo" Thielemann del 2014.
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Re: Dubbio amletico

Messaggio da karalis » 26 ott 2018 08:19

Perchè non partire da almeno due film dellla saga Pirati dei Caraibi e cioè La maledizione del forziere fantasma (2006) e Ai confini del mondo (2007) che probabilmente sono familiari ai ragazzi e affrontare il caso dell'Olandese volante?

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Re: Dubbio amletico

Messaggio da notung » 26 ott 2018 08:40

Se la ritrovo, ZetaZeta, ti mando una scoppiettante prolusione di Quirino Principe all’Olandese, datata 2006.
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