Musica per cui vale la pena vivere

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mascherpa
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Re: Musica per cui vale la pena vivere

Messaggio da mascherpa » 20 mar 2018 14:14

Neldìdellavittoria ha scritto:
20 mar 2018 14:06
Chiudo la discussione qui perché non voglio ricadere in situazioni spiacevoli.
Ad ogni modo, non era mia intenzione attribuirti alcuna cretineria: credevo che si potesse discutere mantenendo toni più pacati.
Non la chiudo io, invece. Attribuisci vergognose intenzioni di "disinfezione culturale", del tutto campate in aria, e poi ti secchi se ti si riponde come meriti!!!

P.S. Sulla citazione puoi ovviamente fare come preferisci.


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Neldìdellavittoria
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Re: Musica per cui vale la pena vivere

Messaggio da Neldìdellavittoria » 20 mar 2018 14:21

Allora cerco di spiegarmi.
La mia idea partiva dall'assunto (mio) che la musica non si può che dire che esista a tutti gli effetti se non viene tradotta in suoni. Seguendo questo assunto, se si dice che un certo brano non merita di essere ascoltato, si presuppone che il suddetto brano potrebbe benissimo anche non esistere.
Forse ho fatto dei salti logici troppo arditi, sono aperta al confronto ora che i toni si sono un poco moderati.

Ho modificato la citazione.
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mascherpa
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Re: Musica per cui vale la pena vivere

Messaggio da mascherpa » 20 mar 2018 14:35

Premesso che ad assumere un tono messianico non sono di certo stato io, il succo del discorso è che negare il diritto all'espressione artistica, procedimento repressivo calato nella contemporaneità, nulla ha a che fare con il valutare una specifica opera di secoli prima e constatare la sua incapacità d'interessarci. Se non si tiene sempre presente questa fondamntale differenza, allora sí che si fa proprio il gioco dei "disinfettatori".

Ora devo andare via e se non rispondo non è per disprezzo.
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Re: Musica per cui vale la pena vivere

Messaggio da Neldìdellavittoria » 20 mar 2018 15:11

Hai ragione, avevo male interpretato il tuo messaggio: purtroppo spesso sono entrata in contatto con persone che respingono del tutto ciò che proviene dal passato ed arrivano ad attuare una repressione (in forma di derisione e di isolamento, ma non voglio fare il libro Cuore) nei confronti di chi fruisce con piacere anche di ciò che è stato pensato o fatto più di 10 anni fa. La mia è stata una reazione brusca a causa della mia suscettibilità in merito.
Mi dispiace di aver fatto deviare il thread in una direzione spiacevole, e spero di poter rimediare.
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Puck
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Re: Musica per cui vale la pena vivere

Messaggio da Puck » 20 mar 2018 20:41

Tosca ha scritto:
20 mar 2018 10:43
E, comunque, vale la pena vivere anche per The dark side of the moon (tutto) e per tanta roba dei Queen
D'accordissimo, e ci metto anche Wish you were here, Atom hearth mother e qualcosa degli Zeppelin.
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Re: Musica per cui vale la pena vivere

Messaggio da massenetiana » 21 mar 2018 03:01

Un altro genere per il quale per me vale la pena vivere è il repertorio della mia terra, quello classico, non Gigi D'Alessio e le centinaia di neomelodici che ci sono (e spuntano continuamente) a Napoli e provincia.
Ascolto la vera canzone napoletana in vari momenti liberi, quando sono in viaggio, prima di addormentarmi e anche quando mi dedico alla cucina.
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(Antonio De Curtis, 'A livella)

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Re: Musica per cui vale la pena vivere

Messaggio da mascherpa » 21 mar 2018 09:30

Neldìdellavittoria ha scritto:
20 mar 2018 15:11
Mi dispiace di aver fatto deviare il thread in una direzione spiacevole...
Ci vuole ben altro, puoi credermi...

Personalmente sono molto piú infastidito dal rifiuto aprioristico del nuovo (portato generalmente d'ideologia) che dell'antico (portato spesso di non conoscenza — chiedo venia per l'uso contro natura d'un termine politically correct), e il fondo del mio discorso era che, proprio perché il 99,5% delle circa sessantamila opere scritte in quattro secoli e rotti non vale evidentemente nulla e solo tra il rimanente 0,5% si trovano cose per comune consenso interessanti, sarebbe del tutto illogico sostenere, come pur fa qualcuno, che "oggi non si scrivono piú i capolavori d'una volta" e che, quindi, non vale la pena e la spesa d'eseguire le cose nuove, e anzi sia meglio "disinfettare" il mondo dal loro pernicioso "contagio"... Vedermi attribuito un pensiero del genere non m'era proprio garbato (a causa del dominante riferimento all'ipotesi d'eccesso attuale di produzione non m'era sembrato di poter supporre che l'intervento fosse, a quel che leggo ora, "in difesa del passato").

Per me, il rapporto numerico tra "fuffa" e cose di valore è piú o meno costante nel tempo, cosí come resta frequente che il successo del "nuovo" sia penosamente effimero: oggi tutti sanno (o forse ieri sapevano) benissimo chi è Giovanni Allevi e pochi sanno chi sia stato Fausto Romitelli... Vero è che, ad esempio, il Rigoletto e altri titoli spopolarono subito e non sono mai tramontati, ma, sempre ad esempio, per un paio decenni il Don Giovanni di Mozart restò molto meno apprezzato del Convitato di pietra del Gazzaniga, opera in sé dignitosa ma della quale credo sia lecito affermare che nessuno oggi la considera «una musica per cui vale la pena di vivere» (a mio parere, ascoltarlo in teatro una volta nella vita può bastare, e forse avanzare; che poi una sua cantilena sia bellissima, al punto d'essere trapiantata di peso nel Barbiere di Rossini, è tutt'altra faccenda...).
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Re: Musica per cui vale la pena vivere

Messaggio da Ruan Ji » 28 mar 2018 09:53

mascherpa ha scritto:
19 mar 2018 10:51
dopo l'inattingibile "Beba"
BÉla BArtók, I presume.. :mrgreen:
Is music such a serious business? I always thought it was meant to make people happy.

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Re: Musica per cui vale la pena vivere

Messaggio da mascherpa » 29 mar 2018 10:07

Ruan Ji ha scritto:
28 mar 2018 09:53
mascherpa ha scritto:
19 mar 2018 10:51
dopo l'inattingibile "Beba"
BÉla BArtók, I presume.. :mrgreen:
Erroneous, if sincere...
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