Cronache del Brattello

Discussioni varie a sfondo musical operistico... ma non solo
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mascherpa
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Cronache del Brattello

Messaggio da mascherpa » 25 set 2013 13:53

Vicende personali (...fin troppo note :mrgreen: ) ci portano a frequenti scarrozzate su e giù per il Brattello, silvestre desfiladero appenninico che unisce le medie valli del Taro e del Magra, a 950 metri di quota sui mari di Genova e Venezia: tra la feroce storia dei Fieschi, quindi, e le ombre perverse dell'atto di Giulietta.
Intensi conversari d'argomento musicale e di varia umanità ci impediscono di percepire il tempo trascorso nell'angusto spazio dell'autovettura come una "forzata convivenza". Complice l'imponente e diversificata scorta di CD da noi (autonomamente) accumulata in decenni, le conversazioni musicali la fanno, è ovvio, da padrone. Sia esse sia altri conversari (ad esempio: quale sia il tempo di cottura dei moscardini rispetto a quelli dei polpi...) sfociano, non di rado, in vere e proprie risse
:sorpre :angry: :<> :argh :furia

La diva armonia dell'ambiente ci porta poi a sommergere il dissidio delle nostre cure in non meno clamorose riappacificazioni... :wink:

Questo thread vuole raccontare delle musiche e delle esecuzioni che giorno per giorno, viaggio dopo viaggio, ci sono state e staranno più a cuore. Chiediamo a voi tutti di partecipare, raccontando di quelle folgorazioni che spesso colpiscono l'utente musicale proprio mentre è "in viaggio": il viaggio aiuta, lo si sa.


Venite pure avanti ... è aperto a tutti quanti, viva la libertà!
:cin: :love:

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Misia
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Re: Cronache del Brattello

Messaggio da Misia » 25 set 2013 14:05

O finalmente! Lo sapevo che si poteva far di meglio rispetto a "Gitarelle fuori porta"..

PS Qual è il tempo di cottura dei moscardini, che mi escono sempre duri? :roll:

PPS A me non dispiacerebbe eventuale corredo di documentazione fotografica/descrizione paesaggistica.
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mascherpa
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Re: Cronache del Brattello

Messaggio da mascherpa » 25 set 2013 14:58

Tra il km 10 e il km 11 della salita da Pontremoli al Passo del Brattello c'è una fonte d'acqua localmente famosa, attrezzata un secolo fa dalla munificenza della provincia di Massa e Carrara. Il luogo freschissimo anche in piena estate, non affollato nonostante il sabato pomeriggio, invita a sgranchirsi un po' e a ingollare un paio di sorsate di quell'ottima acqua. Poi si riprende il viaggetto.

V, come ha già scritto in altro e piú curialesco thread, s'è invaghito dell'esecuzione del pucciniano Mädchen aus dem goldenen Westen diretta da Rudolf Moralt a Radio Vienna nel dicembre del 1958. M, pucciniana doc e affascinata da certi amori impossibili (o quasi...) tra soprani e baritoni, non ha ancora avuto modo d'ascoltarla e s'è munita di due altre esecuzioni, l'una di grande prestigio per il tenore, l'altra per il soprano ugola d'acciaio e il direttore croato, che anche V apprezza moltissimo e ricorda maniacalmente disturbato dalla rumorosità dell'acqua nei tubi del lögu (nel villino che abitava a San Siro s'arrivò a doverne installare alcuni da due pollici...). Si comincia col racconto del second'atto eseguito dal celebre Del Monaco. M lo trova «il migliore» e mormora che le lascia persino qualche dubbio tra il Fuoribordo e il Rancido (cosí chiama tenore e baritono di quest'opera V, che ammira moltissimo Puccini musicista ma non ne sopporta, tranne un paio, i libretti...). Si riascolta: bravo, bravo, non c'è che dire: nemmeno troppo sentimentale e giustamente sbruffone.

V lascia aspettare, vuol sentire come Matačić dirige la scena della partita: grande tensione, indubbiamente, la Nilsson perentorissima, al punto di toglier quasi la suspense... E a questo punto via con Moralt e la poco nota Gerda Scheyrer (da non confondersi con Gerda Schreyer) in Daheim in Soledad. M sorride subito alla sonorissima "s" con cui il soprano austriaco pronunzia Soledad, poi entrambi storcono un po' il naso all'acuto, ma alla fine la garbata arte dei filati della Schyerer li convince. E, finalmente, ancora il racconto del tenore al second'atto: a Vienna cantava Waldemar Kmentt, che V considera il migliore Idomeneo conosciuto (nel 1960 a Salisburgo con il sommo Fricsay). M ne è in breve ammirata anche lei: per l'estrema sobrietà ed eleganza del fraseggio, per la sicurezza, per le spendide messi di fiato, per la varietà del timbro. Si riascolta subito una, due volte, M lo definisce insuperabile, ma per convincerla proprio che quella volta Minnie ha fatto bene a scegliere il tenore anziché il baritono bisognerà mostrargliene, piú tardi a casa, questa foto di scena (di nove anni successiva all'esecuzione viennese):

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Poi si fa appena in tempo ad ascoltare un paio di volte la partita a poker, in cui veramente Moralt finisce per togliere la pelle all'ascoltatore, e s'è belli che arrivati... La pucciniana doc, anche senz'avere ancora visto la foto di Kmentt, aveva persino ricordato, sua sponte, che quando si canta bene Mozart si può cantare bene tutto, ma sulle ragioni di questo interessante fenomeno s'era rischiata una delle risse di cui sopra...
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Re: Cronache del Brattello

Messaggio da Tosca » 25 set 2013 16:11

La Fanciulla è un'operona, e ci volevano -forse- questi spostamenti automobilistici per farmelo ricordare.
Perché il bello dell'ascolto a due, specie se in uno spazio ristretto, è il potersi permettere di sparare eventuali ca***te senza troppi timori di sbagliare: se poi venissero tirate in ballo dal collega di ascolto, magari in un momento d'ira, si può sempre dire: "Ma che t'inventi?!?!??!!". Testimoni un ce ne sono.
Insomma, la Fanciulla è un'operona che va ben al di là dall'essere un puro prodotto commerciale destinato agli USA con strizzatina di occhi al neonato cinematografo: la Fanciulla ha un prepotente respiro europeo che, caso mai, guarda a Strauss Riccardo.
A tal proposito ho azzardato di avere riconosciuto forti richiami a Elektra, subito dopo la faccenda dei tre assi e un paio (la dama tedesca dice "un paio e tre assi"). Osservazioni, queste, che sono sembrate pertinenti e su cui si è discusso, in pace.
E ripenso anche agli interpreti delle edizioni portate con noi: in quella di von Matacic c'è la potente Nilsson wagneriana e straussiana e in quella tedesca c'è la Gerda Scheyrer che, non conoscendola, m'è parsa quanto di più pucciniano potessi chiedere. La cosa mi fa sentire ancora più forte il legame tra quello di Torre del Lago e il Mitteleuropa.
Mentre mi gingillavo in questi ascolti, al momento perfetti e per luogo e per stato d'animo, e mi trastullavo all'idea di avere (forse) convertito il perfido Mask alle languide mollezze pucciniane, sono stata investita dalla cinica, gelida osservazione che "i libretti pucciniani si sopportano solo se in lingua straniera". L'osservazione è suonata alle mie orecchie come "si sopportano solo se un si capisce nulla". Ci sono rimasta male.
Ma il Brattello era ormai alle spalle, vino e bistecca attendevano e ho pensato fosse meglio non attaccar briga.
Le liti rendono difficoltosa la digestione.
:cin:
Ultima modifica di Tosca il 25 set 2013 20:24, modificato 1 volta in totale.
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Re: Cronache del Brattello

Messaggio da UltrasFolgoreVerano » 25 set 2013 17:23

Io quando viaggio posso solo leggere. Le cuffie non le posso mettere perché porto gli apparecchi acustici.

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Re: Cronache del Brattello

Messaggio da Tosca » 25 set 2013 19:08

UltrasFolgoreVerano ha scritto:Io quando viaggio posso solo leggere. Le cuffie non le posso mettere perché porto gli apparecchi acustici.
Lo so, Vittuar, e mi dispiace. Però sai di quali cantanti parliamo e nominando, per esempio, la Fanciulla tedesca del West, mi pare anche di avere capito che conosci il Rance in questione.
:mrgreen:
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La Fanciulla tedesca del west

Messaggio da Tosca » 25 set 2013 19:13

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ecco la Fanciulla in questione
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Re: Cronache del Brattello

Messaggio da UltrasFolgoreVerano » 25 set 2013 20:25

Uffiii ... a me piace troppo Schoffler! Mi meraviglio che piaccia anche a Mascherpa. A te Tuosk, ti garba il suo Rance?

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Re: Cronache del Brattello

Messaggio da mascherpa » 25 set 2013 20:42

Tosca ha scritto:L'osservazione è suonata alle mie orecchie come "si sopportano solo se un si capisce nulla". Ci sono rimasta male.
Ma perché, bellezza? È la stessissima ragione per cui preferisco sempre andare in vacanza all'estero: per capire tedesco o inglese devo comunque porre un po' d'attenzione, mentre l'italiano inevitabilmente lo intendo. Così quando sono sull'autobus a Berlino le pirlate che dice la gente non giungono a turbare la calma del viver mio; a Milano, Firenze o Napoli sì.

Un vero peccato che la funzione "ignorati" non esista anche sugli autobus...
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Re: Cronache del Brattello

Messaggio da mascherpa » 25 set 2013 20:51

Ottima occasione d'ascolti brattelleschi potrà essere anche, entro il 19 gennaio, lo scollettamento (almeno mio) per recarci alla mostra di Palazzo Strozzi.
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