perchè ai giovani non piace l'opera?

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ZetaZeta
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Re: perchè ai giovani non piace l'opera?

Messaggio da ZetaZeta » 24 gen 2018 16:44

Eh no, caro Mascherpa, io ho detto "molte delle regie moderne", non "le regie moderne che non sono fedeli al libretto": perché io distinguo tra i miei gusti e quelli degli studenti. A me per esempio la regia dell'Elisir appare volgare e non piace, a loro sì.
L'onestà intellettuale che ti sta molto a cuore, vorrebbe che spostare la Boheme avanti di trent'anni rispetto all'epoca originale sia da considerarsi un cambiamento molto relativo rispetto all'ambientarla ad oggi, e sostanzialmente non stravolge il libretto.
Una regia piace se riesce a colpire la loro fantasia, magari anche con quel bozzettismo che i moderni "geometri" (quelli che amano i cubi, il minimalismo, le stanzette quadrate, l'attualizzazione) odiano tanto.
Ultima modifica di ZetaZeta il 24 gen 2018 22:23, modificato 1 volta in totale.



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Re: perchè ai giovani non piace l'opera?

Messaggio da ZetaZeta » 24 gen 2018 22:11

Neldìdellavittoria ha scritto:
24 gen 2018 12:41
Questo mi fa pensare che spesso per "tradizionale" o "fedele al libretto" certo pubblico contemporaneo intende "ambientato in un periodo antecedente al 1914"
In parte sono d'accordo. Come ho detto nel post precedente, non ho parlato di epoca del libretto: tanto più che sappiamo tutti che alcune ambientazioni, come quella di Traviata, furono imposte. Tuttavia è vero che quando si preparano i ragazzi ad un'opera e la regia tradisce il libretto, come nel caso della famosa Carmen o del Rigoletto di Brockhaus, generalmente rimangono delusi.
Detto questo, sarebbe lungo discettare su cosa è una regia tradizionale OGGI: certo lo sono regie come quelle di Visconti, Strehler o Ponnelle, anche se al tempo non lo erano. Se posso fare un'esempio di quello che intendo per regia tradizionale, cito volentieri la Cenerentola di Ponnelle: certo, l'epoca viene spostata al tempo della composizione, tuttavia la sostanza del libretto è rispettata così come la musica, ed è una regia che restituisce il clima della favola o comunque che desta l'immaginazione del ragazzo (e non solo).
Allo stesso modo considero tradizionale la regia della Carmen di Firenze del 1993 della Espert, che pure fece discutere perché Carmen moriva appesa a un gancio, ma che sostanzialmente rispettava l'ambientazione.
Poi - ripeto - il mio è un punto di vista particolare, di chi insegna in una realtà anch'essa particolare. Chi vive tutti i giorni in una realtà multietnica, con problemi di convivenza tra mafia cinese, nomadi, richiedenti asilo, sottolineati quotidianamente (più o meno a sproposito) sui media, viene colpito di più dalla Carmen "bozzettistica" ambientata in Spagna, tanto per fare un esempio, che da quella che si svolge nel campo nomadi che, se non ha sotto casa, gli fanno vedere tutti i giorni in TV; e se per caso gli viene letto il libretto del Rigoletto giullare con la gobba, magari si aspetta che abbia la gobba e non che sia un bischero con la maglia a righe. Infine, allo stesso alunno, che può procurarsi facilmente la filmografia completa di Siffredi sullo smartphone, gliene frega unca delle scene di sesso più o meno velato che sempre più spesso vengono inserite nelle regie e che portano ad avere cantanti di bella presenza ma scarsa voce.

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Re: perchè ai giovani non piace l'opera?

Messaggio da Neldìdellavittoria » 25 gen 2018 00:26

ZetaZeta ha scritto:
24 gen 2018 22:11
Tuttavia è vero che quando si preparano i ragazzi ad un'opera e la regia tradisce il libretto, come nel caso della famosa Carmen o del Rigoletto di Brockhaus, generalmente rimangono delusi.
Caro ZetaZeta, ti rispondo riportando la mia esperienza, che non vuole certo andare contro l'evidenza della tua attività di insegnante ma che credo possa essere interessante in quanto penso di rientrare nella categoria "giovani" (ho 21 anni compiuti da poco).
Per quanto mi riguarda, ritengo che la deviazione dall'assoluta fedeltà al libretto sia, più che una delusione, un invito a riflettere sui vari significati che l'opera può racchiudere in sé e che una regia più convenzionale probabilmente non metterebbe in luce. È vero che il primo approccio all'opera dev'essere quello che deriva da una conoscenza la più precisa e completa possibile del libretto e del testo musicale; però a mio parere l'inaspettato, l'imprevisto che apparentemente stravolge la vicenda rappresentata e costringe ad interrogarsi, costituisce un forte elemento di contrasto molto prolifico intellettualmente ed emotivamente, una spinta a non essere conformisti e ad assumere un atteggiamento critico.
È chiaro che non tutte le regie "infedeli" comunicano un messaggio pertinente o degno di attenzione, perché la trasgressione per il gusto della trasgressione va assai poco lontano: questo però non implica che tutte le regie non pedisseque siano astruse o brutte.
Oltretutto, alcune opere mi sembrano quasi invitare i registi a prendersi più di una libertà nei confronti delle prescrizioni del libretto: penso a Tristano e Isotta, dramma pervaso dallo strenuo rifiuto delle apparenze diurne e dal desiderio di ricongiungersi in una realtà notturna, più profonda ed intensa. Che questo sia il solito delirio wagneriano "alla Schopenhauer" sarà anche vero, ma tutto il professato disinteresse per le contingenze concrete della quotidianità rende l'opera a mio parere molto astratta e perciò aperta a numerose rivisitazioni diverse, che non tengano tanto conto di una restituzione fedele e minuziosa di scene e personaggi (i protagonisti addirittura "scambiano" i propri nomi e la propria identità, alla fine del lungo duetto del secondo atto) quanto del significato ultimo del dramma.
Ad ogni modo, sto andando offtopic soltanto perché ieri notte mi sono riascoltata il Tristano di Furtwängler, Suthaus e Flagstad e al secondo atto mi ha preso una specie di isteria con sintomi da sindrome di Stendhal...
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Re: perchè ai giovani non piace l'opera?

Messaggio da ZetaZeta » 25 gen 2018 06:32

E' verissimo che ci sono opere che hanno un'ambientazione esotica, mitologica o comunque poco determinata, per cui si prestano meglio ad essere reinterpretate nell'ambientazione, come I troiani, che a me nella regia di Vick tutto sommato piacquero, oppure la tetralogia, la cui regia della Fura sarebbe piaciuta un sacco ai ragazzi, ma purtroppo non feci a tempo a portarli e a Firenze non verrà più ripresa.
Ho citato anche i pescatori di perle, la cui regia è piaciuta anche a me.

MA il problema è un altro. Cosa significa educare all'ascolto musicale dell'opera lirica? Sostanzialmente significa educare ad un tipo di spettacolo in cui la musica è protagonista, ma non da sola come nel sinfonico, bensì in unione con un testo del quale sottolinea le espressioni, l'azione ed i significati. Rovesciare le proporzioni tra musica e azione scenica oppure trasferire una musica che non appartiene al quotidiano nel quotidiano stesso sono operazioni che ai ragazzi istintivamente appaiono stonate, e ciò avviene perché loro per primi hanno una cultura televisiva in cui la musica è solo "colonna sonora", quindi quando si trovano di fronte una musica che è molto più di questo, a quel punto sentono che il suo posto non può essere il mero accompagnamento dell'idea del regista.
A me ovviamente molto di più, ma non per istinto, io sono tradizionalista per convinzione :rider :rider :wink: :wink:

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Re: perchè ai giovani non piace l'opera?

Messaggio da mascherpa » 25 gen 2018 09:40

ZetaZeta ha scritto:
24 gen 2018 16:44
...spostare la Boheme avanti di trent'anni rispetto all'epoca originale
Spostarla a fin de siècle come nel caso portato ad esempio non è spostarla avanti di trent'anni, ma di sessanta o settanta.

Detto questo, le parole con cui è condita l'oggettiva, anche se piccola, imprecisione mi fanno credere che, del tutto contro alle mie aspettative, il riconoscimento spontaneo e sincero di quella rara qualità che davvero mi sta molto a cuore sia stato preso, ahimè, per ironico o, Dio ne guardi, sarcastico. Con molto dispiacere ne prendo atto, e ne traggo la piú cauta e innocua delle conseguenze.
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Re: perchè ai giovani non piace l'opera?

Messaggio da massenetiana » 25 gen 2018 17:17

Neldìdellavittoria ha scritto:
25 gen 2018 00:26
È chiaro che non tutte le regie "infedeli" comunicano un messaggio pertinente o degno di attenzione, perché la trasgressione per il gusto della trasgressione va assai poco lontano: questo però non implica che tutte le regie non pedisseque siano astruse o brutte.
Pertinenza del messaggio, ecco... effettivamente la bravura del regista sta proprio in questo.
Essendo abituata, sin da quando avevo 18 anni, a vedere molti dvd di rappresentazioni di 30-35 anni fa (tra cui alcune splendide e memorabili regie zeffirelliane), adoro alla follia e ritengo inarrivabili le regie di una volta, però non rifiuto in toto la modernità, in quanto gradisco anche le attuali regie stilizzate ed innovative ma comunque pertinenti al libretto. Per esempio, un Werther come quello viennese del 2005, con il dondolo da giardino, i tavoli da bar e un grosso albero al centro della scena sicuramente non mi manda in estasi come quello meraviglioso messo in scena da Samaritani a Parigi nel 1984, ma comunque non mi dispiace, anzi lo guardo spesso con molto piacere poichè si tratta, in fondo, di idee che non determinano alcuna modificazione drammaturgica sostanziale.
Le regie che non gradisco, invece, sono quelle che definisco "ultramoderne", cioè quelle caratterizzate da un eccesso di attualizzazione che finisce per rivelarsi dannoso, come ad esempio l'ormai celeberrima e recente Carmen fiorentina, con ambientazione e finale cambiati.
massenetiana sfegatata

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(Antonio De Curtis, 'A livella)

"Ogni napoletano è vesuviano, ogni napoletano è precario ma determinato"
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Re: perchè ai giovani non piace l'opera?

Messaggio da ZetaZeta » 25 gen 2018 17:23

massenetiana ha scritto:
25 gen 2018 17:17
Neldìdellavittoria ha scritto:
25 gen 2018 00:26
È chiaro che non tutte le regie "infedeli" comunicano un messaggio pertinente o degno di attenzione, perché la trasgressione per il gusto della trasgressione va assai poco lontano: questo però non implica che tutte le regie non pedisseque siano astruse o brutte.
Pertinenza del messaggio, ecco... effettivamente la bravura del regista sta proprio in questo.
Essendo abituata, sin da quando avevo 18 anni, a vedere molti dvd di rappresentazioni di 30-35 anni fa (tra cui alcune splendide e memorabili regie zeffirelliane), adoro alla follia e ritengo inarrivabili le regie di una volta, però non rifiuto in toto la modernità, in quanto gradisco anche le attuali regie stilizzate ed innovative ma comunque pertinenti al libretto. Per esempio, un Werther come quello viennese del 2005, con il dondolo da giardino, i tavoli da bar e un grosso albero al centro della scena sicuramente non mi manda in estasi come quello meraviglioso messo in scena da Samaritani a Parigi nel 1984, ma comunque non mi dispiace, anzi lo guardo spesso con molto piacere poichè si tratta, in fondo, di idee che non determinano alcuna modificazione drammaturgica sostanziale.
Le regie che non gradisco, invece, sono quelle che definisco "ultramoderne", cioè quelle caratterizzate da un eccesso di attualizzazione che finisce per rivelarsi dannoso, come ad esempio l'ormai celeberrima e recente Carmen fiorentina, con ambientazione e finale cambiati.
Condivido pienamente.

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Re: perchè ai giovani non piace l'opera?

Messaggio da Neldìdellavittoria » 26 gen 2018 00:21

Rispetto le opinioni di massenetiana e ZetaZeta e non ho alcuna intenzione di convertirli a gusti più vicini ai miei, ma mi permetto di fare qualche esempio riguardo alle regie di una volta.
Il seguente è un bozzetto di Lucien Coutaud per le scene della Medea del Maggio Musicale Fiorentino del 1953 (!). Sul podio c'era Gui e, neanche a dirlo, il ruolo della protagonista era interpretato da Maria Callas. Coutaud si rifiuta di attenersi agli stereotipi della grecità o al classicismo dell'opera di Cherubini, ed immagina un ambiente quasi alla Dottor Caligari:
Immagine

Le seguenti foto riprendono invece figurini per i costumi delle recite de I puritani che ebbero luogo sempre a Firenze, nel 1933 (!!!). Scenografo e costumista era Giorgio De Chirico, ed anche dai bozzetti per le scene (che non allego qui, ma che si trovano facilmente su internet) si comprende come tutto lo spettacolo fosse permeato dall'estetica dechirichiana:
Elvira:
Immagine
Riccardo:
Immagine

Spero di non aver intasato il thread con queste tre immagini, che ritengo abbastanza eloquenti in merito alle "regie di una volta" ed alle quali potrei aggiungerne altre (giusto per rimanere a Firenze, la celeberrima Armida di Savinio del 1952). Amo La Bohème, ma se dovessi sorbirmi di nuovo il film-opera zeffirelliano farei piuttosto un pellegrinaggio alla casa del Maestro a Torre del Lago, in ginocchio sui ceci. Detto questo, ben venga la varietà di gusti!
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Re: perchè ai giovani non piace l'opera?

Messaggio da ZetaZeta » 27 gen 2018 00:07

Per quanto mi riguarda, trovo le scenografie metafisiche di De Chirico meravigliose ed ancora attuali, tanto che il mio sogno (incubo immagino per Giudici e molti altri forumisti) sarebbe che si tirassero fuori i bozzetti degli allestimenti più significativi, si facessero ricostruire le scene da scuole convenzionate (licei artistici e scientifici), li si affidassero a registi giovani e con questi si potessero realizzare delle regie di repertorio a costo bassissimo. Penso che potrebbero essere allestimenti che piacciono anche ai giovani perché stimolano la fantasia, anche se non rispettano del tutto l'ambientazione del libretto. Ma il problema non è (solo) il rispetto del libretto, come ha capito Mascherpa, anche se lui l'ha presa per un'incoerenza nel mio ragionamento, mentre a mio modo di vedere 1) la regia deve stare un passo indietro alla musica perché l'opera non è la prosa; 2) deve essere intelligente; 3) deve essere pensata anche per il 95% della popolazione che non ha mai visto un'opera; 4) non deve essere una riproposizione del telegiornale né dell'onanismo mentale del regista con colonna sonora; 5) non deve essere una seduta psicanalitica; 6) non deve essere volgare; 7) deve, insieme alla musica, educare alla bellezza ed alla comprensione dei propri sentimenti. Troppo, ma forse perché mi piace continuare ad insegnare loro come ci si pone di fronte ad un teatro dove si fa musica, non prosa, né sedute psicanalitiche o fervorini politicamente corretti, sono molto critico sulle regie moderne, o forse molto reazionario, o forse molto fulminato o facilmente le tre cose insieme :rider :rider 8)
Detto questo, anche io mi rendo conto che tra la recitazione di oggi e quella di quarant'anni fa c'è un abisso (in meglio), come per le voci (in peggio).

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Re: perchè ai giovani non piace l'opera?

Messaggio da Neldìdellavittoria » 30 apr 2018 10:53

Spero che questo sia il thread giusto per quello che vi vorrei chiedere...
Ultimamente ho cercato di far nascere un certo interesse per l'opera lirica tra i miei amici, i quali sentendomi parlare di cantanti e direttori d'orchestra hanno capito che il genere mi piace assai e - a detta loro - sarebbero pure disposti a venire a vedere un'opera con me a Pisa (purché il prezzo del biglietto sia accessibile anche per degli studenti fuori sede).
Ovviamente però non posso portarli a teatro senza dar loro almeno una vaga idea di che cos'è l'opera. Senza stare a fare subito lezioncine sulla differenza tra recitativo ed aria e sulla "solita forma", vorrei semplicemente (ma neanche tanto) introdurli prima di tutto ad un po' di bella musica, che possa incuriosire anche chi di norma ascolta musica pop e rock ed abbattere il pregiudizio per cui l'opera è manierata, assurda e noiosa.
Come primo esempio, preso un po' a caso tra l'oceano di possibilità, ho fatto sentire ad un'amica l'Ah sì ben mio di Bergonzi... e le è piaciuto.
Voi cosa fareste ascoltare a gente che non si è mai avvicinata all'opera ed è abituata ad un tipo di musica che comporta una fruizione "più immediata"?
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