Libro sul comò?

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Tosca
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Re: Libro sul comò?

Messaggio da Tosca » 28 set 2019 12:46

Germania di Tacito, traduzione di Marinetti: bellissimo!
Libro piccino, da leggere, meditare e rileggere.

L'ho letto subito dopo La festa è finita, della Lidia Ravera: lo consiglio a quelli della mia età, per ricordarsi "come eravamo" e ai giovani, per meglio capire (caso mai interessasse loro) "come eravamo". Lo consiglio, poi, a chi ama la musica perché se ne parla parecchio.


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pbialetti
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Re: Libro sul comò?

Messaggio da pbialetti » 07 ott 2019 10:45

Io, che sono un lettore molto sporadico di saggistica, mi sono molto divertito a leggere la "Breve storia dell'umanità" di Harari. La storia dell'Homo Sapiens viene analizzata in modo superrazionale e disincantato e personalmente mi sono ritrovato a considerare in modo del tutto nuovo fatti storici notissimi. Il tutto viene descritto con una scrittura molto abile e con esempi molto divertenti (la gente in metropolitana avrà pensato che sono pazzo, perché scoppiavo spesso a ridere mentre leggevo).
Forse gli ultimi capitoli, in cui l'autore si lancia in discussioni filosofiche sulla felicità e in ipotesi sul futuro dell'umanità, sono un po' più discutibili, ma nel complesso è una lettura assolutamente fantastica. Qui in Germania è in testa alle classifiche dei saggi più venduti.

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Tosca
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Re: Libro sul comò?

Messaggio da Tosca » 16 ott 2019 09:49

Due scoperte fantastiche hanno allietato i giorni passati: Paolo Rumiz e Stefania Bertola.
Del primo ho divorato Trans Europa Express, della seconda Biscotti e sospetti (titolo "lirico" nato da un ascolto sbagliato: e a quel punto ho sorriso tanto tanto!).
Della Bertola ne aveva già detto la Misia; ci sono arrivata tardi, ma meglio così: ho più titoli arretrati da leggere!
Di Rumiz sapevo solo che scriveva per Repubblica; non ne avevo mai letto una riga e mi sono innamorata.
Ora sono alle prese con L'Italia in seconda classe, sempre di Rumiz e "mi garba da morì!".
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marcob35
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Re: Libro sul comò?

Messaggio da marcob35 » 22 ott 2019 14:38

L'incomparabile Bernstein

Il volumetto "Leonard Bernstein, Lettere ai familiari, 1945-1990" [*], esemplarmente curato da Roberto Di Vanni, con una bella presentazione di Nigel Simeone, uscito il 5 marzo scorso, racchiude in una rapida e felice sintesi il percorso umano ed artistico del grandissimo musicista, attraverso la sua voce propria, particolarmente alla amata moglie Felicia (ma anche da ella a lui).
Ne esce fuori quel che era facile attendersi (un genio dell'arte musicale, un musicista completo, colto, erudito, latinista e filosofo), ma anche e soprattutto un bonazzo della madonna dalla gaia vita omnicomprensiva, amante del buon vivere e delle mollezze della natura, un inatteso signore anche un po' carogna in linea con il proprio segno zodiacale, per chi a queste cose crede.

Dalla prima lettera in apertura del libro, datata 24 giugno 1945, da Città del Messico, quindi all'età di ventisette anni [sic], attorniato ad una cena hollywoodiana in suo onore, presenti personaggi come Bette Davis, Cary Grant, Ethel Barrymore, Judy Garland, da tale lettera dunque veniamo a sapere che Lenny doveva essere protagonista di un film biografico su Čajkovskij, interpretando-ovviamente-il compositore e che avrebbe dovuto avere accanto come co-protagonista, nei panni della baronessa-mecenate von Meck, Greta Garbo! Del film non se ne fece poi nulla (uscì tuttavia sul Russo una pellicola negli USA con la regia di Benjamin Glazer nel 1948).

Bernstein parla direttamente dei suoi incontri milanesi con la Scala, la Callas, Visconti e in giro per l'Italia, così come del vagabondare ed incontrare nel mondo, dei suoi pensieri ai familiari, dei suoi scatti d'umore, della creazione di West Side Story, del legame con la terra d'Israele, dei sospetti su lui come cospiratore comunista, della nata amicizia con quel "nazistone" di Karajan, della maledizione di Felicia quando lui decise di lasciarla per un altro: "Morirai amaramente come un vecchio solo".

Incantevole-spesso-la prosa usata da Bernstein nelle proprie epistole, piene di giochi di parole, di allitterazioni, storpiature e ammiccamenti linguistici, oggi impossibili in un'epoca in cui non si scrivono più lettere ai familiari. Impressionante l'ultima lettera del repertorio a ridosso della morte del direttore dalla di lui madre che gli sopravviverà: "Come sai, caro, se tu stai bene, io sto bene. Sei circondato da una famiglia meravigliosa, i tuoi figli e i tuoi nipoti. Questo di per sé dovrebbe già essere una buona medicina per te [...]. Voglio augurarti di comporre con gioia e di avere tanto amore. La tua sola e unica/Madre xxx [sic]",

Lo consiglio a tutti. Lo consiglio alla signorina Beatrice Venezi soprattutto, che-parole sue-è rimasta folgorata sulla via di Damasco o altra sia pure in terra tosca, dall'immagine di Lenny, facendole notare cosa avveniva quel 24 giugno 1945 ad Hollywood, al ventisettenne Leonard, allievo di Kusevickij e Reiner, per tacere dei legami giovanilissimi con Mitropoulos e Copland, con la consacrazione del 14 novembre 1943 sostituendo Bruno Walter alla Carnegie Hall (ha venticinque anni).
Ma ripensando al (purtroppo) mancato ruolo di Bernstein quale Pëtr Il'ič Čajkovskij non vorrei che la signorina ingaggiasse qualche cinematografaro per impersonare (ha le physique du rôle!) Elvira Bonturi o Doria Manfredi in un nuovo film sul compositore lucchese, o un'altra delle tante... altre (a Puccini-come noto-piacevano le donne).


[*] http://www.archinto.eu/index.php/prodot ... familiari/
berns_ad.jpg.jpg
La foto allegata anche qui: https://drive.google.com/file/d/1stfi-U ... sp=sharing
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Re: Libro sul comò?

Messaggio da Misia » 02 nov 2019 18:52

Sto leggendo "Pizzica amara" di Gabriella Genisi, giallo ambientato nella Puglia nera e massonica. La protagonista è un maresciallo dei Carabinieri donna, tosta e dall'orientamento sessuale ancora in via di definizione. Mi sta piacendo. Della Genisi avevo già letto la serie con protagonista il commissario Lolita Lo Bosco, piacevole, ma quest'ultimo mi sembra scritto meglio.
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Re: Libro sul comò?

Messaggio da marcob35 » 06 nov 2019 19:02

"Il trucco di tramutare in musica il dolore"

Nell'inserire nella rubrica "Almanacco del giorno" il post su Ciaikovskij, voglio informare che è stato finalmente ristampato (settembre 2019) la famosa biografia-romanzo di Nina Berberova sul musicista, che malgrado gli anni e contrariamente a quanto si potrebbe pensare è un documento accurato quasi-coevo sul Russo.
La scrittrice ha investigato anche su altri compositori ed è stata una raffinata penna del Novecento.
Il suo ritratto di Ciaikovskij corre parallelamente alle figure che circondavano l'autore della "Patetica", in particolare il fratello Modest, confidente assoluto di vizi e virtù del musicista, un'ombra, un alter-ego tanto al positivo che al negativo.

https://www.amazon.it/ragazzo-vetro-Caj ... 8&qid=&sr=

https://it.wikipedia.org/wiki/Nina_Nikolaevna_Berberova

Con l'occasione rammento che sempre nel campo della biografia romanzata esiste il famoso libro di Klaus Mann (figlio di Thomas) "Sinfonia Patetica", ove l'Autore realizza un' efficace e verissima raffigurazione di Piotr Ilich, identificandosi con il compositore tanto nell'arte che nella vita (omosessualità inclusa).
"Il trucco di tramutare in musica il dolore" (pag. 249, edizione Garzanti 1990).

https://www.amazon.it/Sinfonia-patetica ... oks&sr=1-1
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