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Re: Libro sul comò?

Inviato: 24 lug 2019 10:53
da marcob35
Isotta elogia Mattioli per il suo ultimo libro "Il gattolico praticante"

Non mi sembra che qualcuno abbia indicato tale libro nella sezione del Forum (il motore di ricerca non ha prodotto risultati) e 272 pagine da controllare sono troppe, quindi tante scuse se bisso.
In realtà ciò che mi preme maggiormente segnalare è non solo l'opera di Alberto Mattioli [*] (aggirabile-se volete anche come e-book là dove si pote), quanto l'appena uscita illustrissima recensione che ne fa Paolo Isotta su "Il Fatto - Quotidiano" di oggi.
Da musicofilo-musicologo-musicomane e vizioso (cito Isotta) ad un pari: mai conosciuto di persona, s'affretta a precisare il Maestro napoletano, onde evitare malintesi di consorteria, ma di cui stila una complimentosa recensione, che-immagino-farà piacere al noto giornalista modenese. A me farebbe piacere.

Ne loda le capacità di scrittura, la piacevolezza, lo stile letterario e la destrezza nel scivolare brillantemente sul tema che intesse fatti personali, ad altri generali, chiamando in causa sì gatti & C. ma anche i loro servitori umani, oggi e nella Storia. Con un occhio anche alla musica gattesca.

Mattioli prova per i gatti una devozione assoluta, ma tenera, motivata, intelligente. Nel breve giro del libro dona un ritratto profondo della psicologia felina, un unicum nella natura. Il gatto è intelligentissimo, più del cane – debbo ammetterlo –: forse solo l’elefante e il delfino lo eguagliano. Ma non ha alcuna vanità di palesare la sua intelligenza. Anche perché il rapporto con il suo ospite è rovesciato rispetto a quello che abbiamo con tutti gli animali domestici. Pretende di essere servito, addirittura adorato. Mattioli apporta argomenti per dimostrare la fondatezza di questa pretesa. Io non posseggo la sua competenza in fatto di felini, ma posso rivendicare una benemerenza che mi verrà riconosciuta: nel mio libro del 2017 "Il canto degli animali. I nostri fratelli e i nostri sentimenti in musica e in poesia" ai gatti dedico decine di pagine, cito alcuni dei quadri ricordati da Mattioli nel suo (Lotto, Lanfranco), e intitolo un capitolo Natura divina del gatto. Suoi simboli. Insomma, con Mattioli siamo quasi fratelli spirituali.

A differenza del mio, il suo libro si rivolge agli esclusivi cultori del gatto, che sono falange sin dall’antico Egitto. Infatti ha avuto da aprile già tre edizioni. Ma si rivolge a qualsiasi lettore colto per i piccoli celati doni che racchiude, fatti anche di sagaci riflessioni generali.

Egli conosce nelle risposte pieghe le sue divinità. Dimostra come esse siano individui, ciascuna dotata di un carattere e intelligenza assolutamente propri e diversi. E spiega come si debba impostare l’infinitamente delicato rapporto col gatto domestico. Che cosa si debba fare; che cosa, soprattutto, nonsi debba fare: data la sensibilità sottile e la memoria lunghissima di queste divinità bestie... [**]

Non ho letto il libro di Mattioli su Verdi, ma ho scaricato come e-book questo sui gatti e l'ho scorso. Come diceva Umberto Eco, l'importante non è magari leggere tutti i libri, ma farsi irretire da essi e prenderli (magari leggendoli anche e poi). Questo indicherà la nostra curiosità e potenziale d'interesse.
Poi come gattolico praticante mi intrigava.


[*] https://www.garzanti.it/libri/alberto-m ... 811605249/
[**] passim

Re: Libro sul comò?

Inviato: 25 lug 2019 05:22
da ZetaZeta
marcob35 ha scritto:
24 lug 2019 10:53
Isotta elogia Mattioli per il suo ultimo libro "Il gattolico praticante"

Non mi sembra che qualcuno abbia indicato tale libro nella sezione del Forum (il motore di ricerca non ha prodotto risultati) e 272 pagine da controllare sono troppe, quindi tante scuse se bisso.
In realtà ciò che mi preme maggiormente segnalare è non solo l'opera di Alberto Mattioli [*] (aggirabile-se volete anche come e-book là dove si pote), quanto l'appena uscita illustrissima recensione che ne fa Paolo Isotta su "Il Fatto - Quotidiano" di oggi.
Da musicofilo-musicologo-musicomane e vizioso (cito Isotta) ad un pari: mai conosciuto di persona, s'affretta a precisare il Maestro napoletano, onde evitare malintesi di consorteria, ma di cui stila una complimentosa recensione, che-immagino-farà piacere al noto giornalista modenese. A me farebbe piacere.

Ne loda le capacità di scrittura, la piacevolezza, lo stile letterario e la destrezza nel scivolare brillantemente sul tema che intesse fatti personali, ad altri generali, chiamando in causa sì gatti & C. ma anche i loro servitori umani, oggi e nella Storia. Con un occhio anche alla musica gattesca.

Mattioli prova per i gatti una devozione assoluta, ma tenera, motivata, intelligente. Nel breve giro del libro dona un ritratto profondo della psicologia felina, un unicum nella natura. Il gatto è intelligentissimo, più del cane – debbo ammetterlo –: forse solo l’elefante e il delfino lo eguagliano. Ma non ha alcuna vanità di palesare la sua intelligenza. Anche perché il rapporto con il suo ospite è rovesciato rispetto a quello che abbiamo con tutti gli animali domestici. Pretende di essere servito, addirittura adorato. Mattioli apporta argomenti per dimostrare la fondatezza di questa pretesa. Io non posseggo la sua competenza in fatto di felini, ma posso rivendicare una benemerenza che mi verrà riconosciuta: nel mio libro del 2017 "Il canto degli animali. I nostri fratelli e i nostri sentimenti in musica e in poesia" ai gatti dedico decine di pagine, cito alcuni dei quadri ricordati da Mattioli nel suo (Lotto, Lanfranco), e intitolo un capitolo Natura divina del gatto. Suoi simboli. Insomma, con Mattioli siamo quasi fratelli spirituali.

A differenza del mio, il suo libro si rivolge agli esclusivi cultori del gatto, che sono falange sin dall’antico Egitto. Infatti ha avuto da aprile già tre edizioni. Ma si rivolge a qualsiasi lettore colto per i piccoli celati doni che racchiude, fatti anche di sagaci riflessioni generali.

Egli conosce nelle risposte pieghe le sue divinità. Dimostra come esse siano individui, ciascuna dotata di un carattere e intelligenza assolutamente propri e diversi. E spiega come si debba impostare l’infinitamente delicato rapporto col gatto domestico. Che cosa si debba fare; che cosa, soprattutto, nonsi debba fare: data la sensibilità sottile e la memoria lunghissima di queste divinità bestie... [**]

Non ho letto il libro di Mattioli su Verdi, ma ho scaricato come e-book questo sui gatti e l'ho scorso. Come diceva Umberto Eco, l'importante non è magari leggere tutti i libri, ma farsi irretire da essi e prenderli (magari leggendoli anche e poi). Questo indicherà la nostra curiosità e potenziale d'interesse.
Poi come gattolico praticante mi intrigava.


[*] https://www.garzanti.it/libri/alberto-m ... 811605249/
[**] passim
I gatti sono molto buoni. In umido, come mi insegnano i concittadini cinesi.

Re: Libro sul comò?

Inviato: 25 lug 2019 09:23
da Daniela Goldoni
Isotta ha scritto un bellissimo libro sulle Metamorfosi di Ovidio e la musica. Si intitola La dotta lira. Io non solo l'ho letto, ma lo uso continuamente. E' utilissimo, oltre che essenziale e molto chiaro alla lettura. A differenza delle sue critiche sul CDS. Mai dire mai.

Re: Libro sul comò?

Inviato: 25 lug 2019 11:06
da mascherpa
ZetaZeta ha scritto:
25 lug 2019 05:22
I gatti sono molto buoni. In umido, come mi insegnano i concittadini cinesi.
Reso il dovuto omaggio all'arte culinaria cinese, che risolve sempre con grande attenzione il problema della presenza indesiderata d'ossa e cartilagini nel piatto del commensale (sostituendole, s'è il caso, con qualche mezza mosca), ti dirò, caro Filippo, che non amo eccessivamente gli umidi (ben diverso, s'intende, è il discorso per le umide).

Sur un diverso versante culturale, ti raccomando il canguro grigliato, pietanza anche di grande digeribilità, specie se mantenuta un po' al sangue. Sull'uscio di casa, lo si può gustare bene anche in un locale al Sony Center di Berlino: molto preferibile, a mio gusto, rispetto al bisonte per cui va pazzo uno dei miei "padroni". Mi manca, purtroppo, l'esperienza d'un buon coccodrillo: l'unica volta che mi recai nella Nuova Olanda sembra che non fosse la sua stagione migliore, e quello che mi fu servito (fritto) non si distingueva granché da un pollo qualsiasi; ho sentito dire meraviglie, invece, di quello marinato. L'apporto duraturo di quel viaggio ormai remoto resta l'apprendimento della corretta pronunzia del cognome di Mr Sutherland, la cui g deve sonare gutturale: bóuningh, quindi, in grafia italiana. Me ne diede contezza e garanzia un tizio che sedeva al mio tavolo durante un pranzo (peraltro pallosissimo) alla Curzon House di Sidney, la cui mamma (del tizio, non di Curzon) era stata insegnante del suddetto musico alle scuole elementari.

Re: Libro sul comò?

Inviato: 25 lug 2019 22:05
da Misia
Ancora non leggo l'ultimo Montalbano. Mi fa piacere sapere che è lì che aspetta. Ecco.

Re: Libro sul comò?

Inviato: 26 lug 2019 05:31
da ZetaZeta
Misia ha scritto:
25 lug 2019 22:05
Ancora non leggo l'ultimo Montalbano. Mi fa piacere sapere che è lì che aspetta. Ecco.
Ci sono stati scrittori sopravvalutati ed altri sottovalutati. Camilleri è stato entrambe le cose.

Re: Libro sul comò?

Inviato: 28 lug 2019 12:27
da Francescadarimini
Due letture alla fin fine deludenti.
1) "Sold out "di Umberto Orsini, che , al di là di una elegante gestione del settore propriamente biografico,e delle interessanti considerazioni sulla tecnica attoriale , dopo un corposo inizio di notazioni sulla sua ultima produzione teatrale, termina con un vero e proprio bombardamento di spot sul medesimo argomento: quindi,damnatio memoriae da parte mia.
2) UN romanzo di Carlo Cassola , che non conoscevo ,comprato anni fa su un barroccino e ritrovato qualche giorno fa in soffitta :" Troppo tardi" (1971).
Inizialmente " mi garbava parecchio" : vividi ritratti dei vari personaggi; inoltre i rapporti familiari - siamo inizialmente pochi anni prima della seconda guerra mondiale-, mi ricordavano quelli vigenti tra i miei nonni e mio padre ,e, molto parzialmente, tra i miei genitori e me.
Poi, procedendo nella lettura, il ritratto, in precedenza interessante, della apatica protagonista,Anna, con le sue lagnose tirate , lungaggini e ripetizioni , mi ha stancato.
Tolgo il disturbo e
Buona Domenica

Re: Libro sul comò?

Inviato: 29 lug 2019 12:29
da Tosca
Sono alle prese con il poderoso e, per me, molto bello Case, amori, universi di Fosco Maraini, il babbo della Dacia.
Lo avevo leggiucchiato una ventina di anni fa.
Riscoperto ora, mi avvince tanto tanto!

Re: Libro sul comò?

Inviato: 29 lug 2019 19:21
da Tosca
ZetaZeta ha scritto:
25 lug 2019 05:22
I gatti sono molto buoni. In umido, come mi insegnano i concittadini cinesi.
I miei avevano un amico/collega di lavoro che era persona assai perbene e stimatissima. Aveva moglie e tre figlie che vivevano in sua adorazione: la tipica bella famiglia.
Lui era anche un bell'uomo (si parla della fine degli anni Sessanta), baffetti impomatati, imponente, sempre elegante con giacca e cravattino e dal fine eloquio.
Insomma, l'irreprensibile, di nascosto a tutti, si fidanzò con una ragazza di un paese vicino dove, si dice, sia in uso mangiare il gatto (Pietrasanta, tanto per non fare nomi).
Tutte le sere questo signore "andava a veglia" dalla fidanzata e presto si cominciò a parlare di matrimonio; a questo punto il babbo della fanciulla andò dai carabinieri e chiese notizie sul futuro genero. Così seppe della doppia vita.
Non ne fece parola con nessuno e volle cucinare lui una bella cacciatorina con le ulivine per quando ci sarebbe stata la cena di fidanzamento.
Si narra che fu un pasto eccellente e alla fine, quando il pretendente disse "E ora parliamo di cose serie", il futuro ma ormai ex suocero chiese "Prima voglio sapere se ti è piaciuto quello che hai mangiato". Lui, immagino nel suo modo forbitissimo di esprimersi, si sperticò in elogi e il suocerastro allora portò in tavola un piatto coperto che scoprì davanti alla famiglia tutta dicendo "Ecco, questo hai mangiato!".
L'ex pretendente non inorridì, non fece una piega, si alzò e disse "Ho capito. Arrivederci" e non si fece mai più vivo.

Re: Libro sul comò?

Inviato: 30 lug 2019 07:50
da ZetaZeta
Finezze d'altri tempi