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I falsi "Quadri" musorgskijani by Ravel (Maurice facci il trucco)

Inviato: 12 lug 2019 15:12
da marcob35
C'è una pagina musicale che tutti, ma proprio tutti (da che esiste), vengono a conoscere prestissimo e in genere amano. Si tratta dei "Quadri di una esposizione" musorgskijani nella versione strumentale (1922, A24 del catalogo "Marnat"), di Maurice Ravel, commissionata dal direttore russo Serge Alexandrovič Koussevitzky e da lui presentata a Parigi il 19 ottobre 1922.

Vivente Musorgskij i "Quadri" nati come serie di istantanee pianistiche di eccezionale bellezza ed intimità, nel pieno solco dell'anima di quell'artista, ancorché fuori dai canoni della letteratura per pianoforte coevi, vennero pubblicati [*] solo nel 1886, ossia cinque anni dopo la morte di Musorgskij nella revisione di Rimskij-Korsakov (con "errori"-Korsakov non era a sua volta un "vero" pianista-e soprattutto fraintendimenti).
Questa edizione (il brano era nato nel giugno 1874, tre settimane) fu la sola circolante e di riferimento sino al 1930 (1931) quando Pavel Alexandrovič Lamm (per "Muzgiz") curò la presentazione conforme all'originale [**] (poi inclusa, nel 1939, nell'ottavo volume delle Opere complete di Musorgskij). Nel 1975 lo stesso editore pubblicò il fac-simile del manoscritto. Una incisione sulla lettura del manoscritto di Musorskij è stata realizzata dal pianista Andrej Hoteev nel 2014 e si può trovare su YT qui:
https://www.youtube.com/watch?v=N2GV5RK ... SHmRFbcUNF

Come d'uso Rimskij-Korsakov (così per i propri trattamenti di "Chov[à]nščina" (unica grafìa scientifica valida, cfr. Taruskin,1993, 2014 pp. 7-11) e del "Boris", rimise i manoscritti originari alla Biblioteca Pubblica di San Pietroburgo. Dopo circa trent'anni [cfr. Rattalino, 1981] il grande pianista inglese Harold Bauer impose la sua versione ulteriormente corretta dell'edizione sempre pianistica: in realtà (precisa Rattalino) Rimskij-Korsakov "aveva quasi lasciata intatta la struttura" rispetto Bauer (per tacere, a suo tempo, di Vladimir Horowitz, 1947).

Il desiderio di amplificare strumentalmente (ossia trascrivere) il brano, benché del tutto inappropriato alla verità ideale della memoria amicale cui si riferiva l'Autore nei confronti di Hartmann, portò quasi immediatamente già nello stesso '800 alla formulazione bizzarra dei "Quadri" per orchestra.
Il primo in assoluto non fu Rimsky-Korsakov come ci si sarebbe potuto attendere, bensì un suo allievo georgiano russo nato nel 1860 precocemente morto, Mikhail Tushmalov (Tushmalishvili), che redasse verosimilmente già nel 1886, con un occhio-se non una mano-del maestro-la assoluta prima trascrizione (che ometteva tre quadri e tutte le promenade salvo l'ultima usata come iniziale). Può essere sentita qui:
https://www.youtube.com/watch?v=NQxcMlhmXa8. [***]

Di ben maggiore impatto la seconda strumentazione dovuta ad un autentico cultore e fan della musica russa, Sir Henry Wood, nel 1915 (con omissione di 4 promenade) rintracciabile qui: https://youtu.be/FeErAbMS6t8.
Questa versione, del tutto particolare, giudicata dal musicologo britannico Gordon Jacob superiore a quella raveliana successiva, venne dallo stesse direttore inglese ritirata allorché si affermò quella del musicista francese.

Lo sloveno Leo Funtek (1885-1965) mentre lavorava in Finlandia, inconsapevole della commissione fatta a Ravel, scrisse, pubblicandola nel luglio 1922, una sua trascrizione per orchestra in linea con lo spartito per piano (s'intende quello ante Lamm), ossia sei mesi prima di Ravel.
Il musicologo raveliano Marcel Marnat ha concluso che il compositore francese abbia tenuto conto di questa versione del collega sloveno, ma tacendone l'uso.
L'edizione Funtek si ascolta qui: https://www.youtube.com/watch?v=fxJl7Haxnqs
Non sono pochi i direttori moderni a preferire-se orchestra deve essere-la versione di Funtek.

La storia delle trascrizioni orchestrali è poi proseguita innumerevolmente ma qui la concludiamo, rammentando che solo dal 1931 si potè disporre della edizione Lamm, quindi Ravel per forza di cose utilizzò di base l'edizione per piano di Rimsky-Korsakov (correggo qui quanto scritto in HP del sito: http://www.operaclick.com/recensioni/te ... a-sinfonic, "in quanto (così sembra) [???] Maurice Ravel nel fare la sua formidabile orchestrazione non ebbe a disposizione lo spartito originale di Mussorgskij".

Riferendomi proprio alla circostanza fiorentina di cui alla recensione appena linkata, debbo confessare la mia estrema delusione nell'aver ascoltato una moscissima interpretazione dei (falsi) "Quadri" diretti da James Conlon (15 maggio 2019), come mai mi era capitato di udire dal vivo o in disco.
Già si sa che di fatto esistano due "Quadri", quello pianistico musorgskiano e quello patinato, caramelloso, pletorico di Ravel, che trucca ed abusa, certo rispondendo prontamente alla commissione di un direttore come Koussevitzky, maestro romantico di Bernstein e suo mèntore, famoso (ricordava Lenny) per dare indicazioni all'orchestra pittoriche e pittoresche ("suonate come se l'alba spuntasse e la luce del sole cala sulla valle...").

Brutta lettura quella di Conlon di una pagina bella di fuori e cattiva dentro, anche se il gusto per il falso e barocco, si perpetua e consolida nel tempo, uniformando e castrando le nostre sensibilità.

[*] http://conquest.imslp.info/files/imglnk ... 668630.pdf
[**] http://conquest.imslp.info/files/imglnk ... n_scan.pdf
[***] Rimsky-Korsakov diresse la prima a San Pietroburgo il 30 novembre 1891.

[2 ec per typo]

Re: I falsi "Quadri" musorgskijani by Ravel (Maurice facci il trucco)

Inviato: 12 lug 2019 23:09
da Dr.Malatesta
Mai lette tante fesserie

Re: I falsi "Quadri" musorgskijani by Ravel (Maurice facci il trucco)

Inviato: 16 lug 2019 11:16
da mascherpa
Dr.Malatesta ha scritto:
12 lug 2019 23:09
Mai lette tante fesserie
Non si riesce, infatti, a capire che cosa c'entri, ad esempio, lo snaturamento raveliano (sul quale, però, sono lietissimo di concordare con il prof. Garganese) con l'indisponibilità del testo pianistico originale al momento della sua perpetrazione. Quel che mi lascia sempre stupefatto ascoltando la celebre versione orchestrale le poche volte che non riesco a evitarla, è la tremenda, e in sé poco prevedibile, sensazione di povertà timbrica rispetto a una buona esecuzione pianistica. Mi viene in mente un appunto di Elio Vittorini sul rifacimento di Gone with the Wind: "riuscirà mai il colore a rendere le infinite sfumature del bianco e nero?" (ho citato a memoria).

Colpisce d'altra parte, in mezzo a tanto sfoggio garganesiano di nomi, la simpatica ignoranza che si dimostra dell'orchestrazione, a mio gusto molto meno snaturatrice di quella raveliana, dovuta a Vladimir Aškenazij: potrebbe insomma, il Nostro, imparare a copiare da fonti perlomeno piú aggiornate, anche se forse non raggiungibili a colpi di mouse.

Tutto questo, però, conta poco rispetto alla vera "belinata sublime" del Nostro su quella che proclama essere «l'unica grafìa scientifica valida» del titolo della seconda opera di Musorgskij: valida, invece, come un marco della DDR o un peso argentino di Peron. "Chovanščina" è, tra l'altro, raccomandato non dal Taruskin (fonte, come purtroppo quasi tutti gli autori di cultura anglosassone, da non prendersi mai sul serio in fatto di grafíe e traslitterazioni), ma dai suoi traduttori italiani: ovvio che il Nostro non cita dall'originale (Musorgsky: Eight Essays and an Epilogue, 1993), che non ha evidentemente mai visto e nel quale si usa correntemente il disinvolto "Khovanshchina". "Chovanščina" è una grafía tuttora molto diffusa come relitto storico (anche piú di "Khovanščina", di matrice vetero-sovietica ma spesso preferita e preferibile dagli anglosassoni a causa del valore che il digramma "Ch" ha prevalentemente nelle loro lingue); ma è comunque "fuori standard" da oltre mezzo secolo, cioè sin dall'aggiornamento, nel 1968, della norma ISO 9 (prima edizione 1954), che sostituí con il carattere "H" il vecchio "Ch" per il carattere cirillico Х, pur mantenendo, ad esempio il digramma "šč" per il cirillico Щ. Piú recentemente è stato convenuto l'aggiornamento ISO 9:1995 (recepito in Italia come UNI ISO 9:2005), che per il cirillico Щ prevede l'adozione del carattere "Ŝ", restando la "Š" per Ш e la "Č" per Ч. Questa norma, che non s'è diffusa nell'uso comune, realizza anzi l'auspicata corrispondenza biunivoca tra l'alfabeto cirillico e quello "latino esteso", avendo anche introdotto "Â" per Я e "Û" per Ю. Pur essendo ISO 9:1995 adottata ufficialmente anche in Russia come GOST 7.79, formano con essa uno stridente contrasto le indicazioni stradali visibili a Mosca, che non ne seguono nemmeno l'edizione 1968, ma preferiscono il sistema pratico basato sull'alfabeto Webtser (privo di segni diacritici) e, molto genericamente, sulla pronunzia dell'inglese.

Il "Chovanščina" sbandierato in maniera pateticamente ingenua dal Nostro, è quindi ben lungi dall'essere «l'unica grafìa scientifica valida» per il cirillico Хованщина: si dovrebbe anzi usare "Hovanŝina" (1995), o, come compromesso legato anche alla frequente indisponibilità del carattere ŝ, "Hovanščina" (1968). "Chovanščina" resta legato all'ottocentesco e obsoleto International Scholarly System, a sua volta basato sugli allora recenti alfabeti "latini estesi" del cèco e del croato. Nulla significa che questa grafía continui a essere chiamata "scientifica": le ragioni sono meramente storiche, perché centoventi e piú anni fa fu contrapposta alle vecchie trascrizioni nelle diverse lingue, ma essa non rappresenta altro che una fase preliminare dei tentativi di "denazionalizzare" la grafia delle lingue slave che non usano i catteri latini. Resta, infatti, ancora legata al criterio della pronunzia, non a quello di permettere di risalire alla grafía originale (problema risolto in modo perfetto da ISO 9:1995, che abolisce completamente i digrammi; ma già ISO 9:1968 li aveva limitati notevolmente).

Tutta la faccenda, in sé, non avrebbe molta importanza, poiché le "norme" ortografiche non vincolano nessuno se non nei concorsi per la greppia pubblica (e neppure dovunque); ma offrono il destro e l'opportunità di chiarire che il sussiego "scientifico" del prof. Garganese è squisitamente apparentato con lo stile dell'abbigliamento di rappresentanza del mitico Barbapedana, che él gh'avéva un gilé, cunt via él davanti e sénsa el dedrée.

Re: I falsi "Quadri" musorgskijani by Ravel (Maurice facci il trucco)

Inviato: 16 lug 2019 17:55
da Dr.Malatesta
mascherpa ha scritto:
16 lug 2019 11:16
Dr.Malatesta ha scritto:
12 lug 2019 23:09
Mai lette tante fesserie
Non si riesce, infatti, a capire che cosa c'entri, ad esempio, lo snaturamento raveliano (sul quale, però, sono lietissimo di concordare con il prof. Garganese) con l'indisponibilità del testo pianistico originale al momento della sua perpetrazione. Quel che mi lascia sempre stupefatto ascoltando la celebre versione orchestrale le poche volte che non riesco a evitarla, è la tremenda, e in sé poco prevedibile, sensazione di povertà timbrica rispetto a una buona esecuzione pianistica. Mi viene in mente un appunto di Elio Vittorini sul rifacimento di Gone with the Wind: "riuscirà mai il colore a rendere le infinite sfumature del bianco e nero?" (ho citato a memoria).
D'accordissimo - anche sull'orchestrazione di Ravel (che in sé è un lavoro di gran fattura, ma cui prodest?). Dissento fortemente con il prof. Garganese, invece, sulla pretesa superiorità delle altre trascrizioni (ce ne saranno almeno una ventina)...peraltro, mentre ascoltavo l'orchestrazione di Ashkenazy (fatta sul testo pianistico completo) riflettevo sulla "diversità" delle versioni e ho pensato alla Bibbia dei Settanta: ciascuno ha fatto la sua traduzione isolato in una qualche grotta ad Alessandria e poi alla fine, confrontate, sono tutte uguali tra loro...

Re: I falsi "Quadri" musorgskijani by Ravel (Maurice facci il trucco)

Inviato: 17 lug 2019 09:27
da mascherpa
Dr.Malatesta ha scritto:
16 lug 2019 17:55
...alla fine, confrontate, sono tutte uguali tra loro...
Mi darai almeno atto che, almeno per Schmuyle, c'è qualche differenza tra la trombetta di Ravel e il violino di Aškenazij... Resta d'altra parte indiscutibile che la differenza tra qualsiasi orchestrazione finora nota e l'originale pianistico sia ben maggiore di quella tra due qualsiasi di esse.

Re: I falsi "Quadri" musorgskijani by Ravel (Maurice facci il trucco)

Inviato: 19 lug 2019 15:41
da Giulio Santini
mascherpa ha scritto:
16 lug 2019 11:16
Quel che mi lascia sempre stupefatto ascoltando la celebre versione orchestrale le poche volte che non riesco a evitarla, è la tremenda, e in sé poco prevedibile, sensazione di povertà timbrica rispetto a una buona esecuzione pianistica. Mi viene in mente un appunto di Elio Vittorini sul rifacimento di Gone with the Wind: "riuscirà mai il colore a rendere le infinite sfumature del bianco e nero?" (ho citato a memoria).
Le stesse considerazioni, dal mio punto di vista, si applicano al caso della Petite messe solennelle rossiniana che, nella versione originale per sole tastiere mi è sempre apparso come un brano di sublime avanguardia (quanta ironia sorniona nel Kyrie, quanta suggestione nella dilatata rarefazione dell'Agnus Dei...), mentre perde molto nell'orchestrazione d'autore.

Re: I falsi "Quadri" musorgskijani by Ravel (Maurice facci il trucco)

Inviato: 21 lug 2019 10:33
da mascherpa
Giulio Santini ha scritto:
19 lug 2019 15:41
Le stesse considerazioni, dal mio punto di vista, si applicano al caso della Petite messe solennelle rossiniana che, nella versione originale per sole tastiere mi è sempre apparso come un brano di sublime avanguardia (quanta ironia sorniona nel Kyrie, quanta suggestione nella dilatata rarefazione dell'Agnus Dei...), mentre perde molto nell'orchestrazione d'autore.
Punto di vista che condivido pienamente, e considero una fortuna che le esecuzioni in veste orchestrale della Petite Messe Solennelle siano meno frequenti di quelle dei Quadri in salsa Ravel. Lo stesso Rossini ebbe a dichiarare che orchestrò solo perché considerava certo che l'avrebbe fatto, lui morto, qualcun altro: preferiva essere colpevole personalmente del "misfatto".

Re: I falsi "Quadri" musorgskijani by Ravel (Maurice facci il trucco)

Inviato: 15 ago 2019 08:45
da Berlioz
Manca all'appello anche la trascrizione di Stokowski.

Re: I falsi "Quadri" musorgskijani by Ravel (Maurice facci il trucco)

Inviato: 16 ago 2019 11:13
da Dr.Malatesta
Berlioz ha scritto:
15 ago 2019 08:45
Manca all'appello anche la trascrizione di Stokowski.
Per fortuna!!!!!!

Re: I falsi "Quadri" musorgskijani by Ravel (Maurice facci il trucco)

Inviato: 16 ago 2019 14:37
da daphnis
Sono molto d'accordo con Giulio Santini. I Quadri in versione orchestrale Ravel mi provocano la medesima istintiva reazione che m'innesta la Petite Messe Solemnelle in versione orchestrale (trovo sublime, ed eseguirei solo quella con le tastiere). Tendenzialmente, ove siano in programma, mi astengo dal comperare il biglietto. Purtuttavia riconosco che sono stati palestra di interpreti eccezionali (almeno due nella mi esperienza dal vivo, Carlo Maria Giulini ieri, Valery Gergiev oggi. Invece , ricordo di aver sonoramente buato, dalla seconda fila di platea del Teatro alla Scala, una tonitruante, retorica, pomposa Grande Porta di KIev by Riccardo Muti... ma era cosa d'anni fa).

marco vizzardelli