Mahler 6 Chailly Scala

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daphnis
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Mahler 6 Chailly Scala

Messaggio da daphnis » 18 gen 2019 00:36

Emozionante come un baccalà surgelato.
Solito repertorio esecutivo: lettura capziosa tutta di testa, zero anima. Solito suono:ottoni sparatissimi e spesso laceranti, rombi e boati di percussioni, suono marmoreo-granitico. Solito fraseggio squadrato, tagliato con l’accetta.
C’è tanto studio, come al solito e lo svela lo scherzo, interessante il tempo spiccio nonché i dettagli, ma resta tutto su un piano strumentale e di testa.
Il famoso “martello costruito apposta” mediaticamente dichiarato si rivela… il consueto sbeng di mille esecuzioni.
Bernstein, Abbado, Fischer, Gatti, Rattle, Kubelik, Mengelberg, Mitropoulos, Currentzis, Haitink, Delman, Boulez, dove siete? Ci siete mancati!

marco vizzardelli



violamargherita
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Re: Mahler 6 Chailly Scala

Messaggio da violamargherita » 18 gen 2019 01:34

Ecco, chi voglia capire lo stato attuale del musicare di Riccardo Chailly ha in questo concerto l’esempio più lampante. Ennesima conferma che la relazione tra Chailly e il Teatro alla Scala va interrotta quanto prima, per inciso.
Un evidente studio certosino, che però si perde nella dimensione analitica senza pervenire a sintesi alcuna. Una differenza evidente tra passi in cui egli si coinvolge emotivamente (il terzo movimento qui sciaguratamente eseguito per secondo) e passi dove non riesce a darsi (il resto). Alcune scelte ritmiche interessanti, distrutte però dall’evocazione di un suono sempre fracassone e saturante. In più certi cliché atavici chaillyani stanno divenendo addirittura grotteschi, primo fra tutti: i pizzicati che sempre devono essere accentati e plumbei.
Il rapporto con gli orchestrali non lascia trasparire alcuna complicità. L’orchestra è parecchio scoordinata. Anzitutto poca sincronia tra archi acuti e archi gravi. Gli ottoni vengono scatenati a volumi insopportabili, col che non si contano gli scrocchi dei corni, stasera francamente in quantità inaccettabile, i tromboni ansimanti; si salva parzialmente la tuba e si salva la prima tromba. Percussioni imprecise e ridondanti, classico trucchetto a cui si ricorre quando si cerca l’effetto a buon mercato. Legni acuti stonati, gli altri impersonali. Una prestazione che lascia perplessi, a maggior ragione all’inizio di una tournée europea.
Infine, esemplare anche la reazione del pubblico: applausi anche calorosi, ma come sempre per Chailly nessun entusiasmo, eppure stiamo parlando della Sesta di Mahler!!! L’unico che riceve urla convinte di bravo è il primo timpanista quando il maestro lo fa alzare in piedi. Provate a indovinare: è un membro stabile dell’orchestra o è un illustre pensionato di una prestigiosa orchestra olandese nel frattempo decaduta?

marco_
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Re: Mahler 6 Chailly Scala

Messaggio da marco_ » 18 gen 2019 22:56

Alti e bassi alla ripresa di stasera, vorrei tornare domani che all’orchestra della Scala serve rodaggio in questo repertorio.

Mi hanno lasciato un po’ indifferente il primo movimento fino alla sortita dei campanacci, e buona parte del terzo. Chailly si approccia a Mahler con assoluta austerità, ma lì mi pare sostituita da genericità e prospettiva angusta. Inoltre coi violini vetrosi e le sbavature dei tromboni è difficile trovare espressioni e mobilità suonando spesso forte.

Decisamente meglio nei movimenti pari (ha posizionato l’andante in seconda posizione), perché ha saputo variare le dinamiche. Quando vira al piano la musica acquista sapore, mette a fuoco i dettagli, suggerisce un sentimento nobile e trattenuto. In queste pagine è forse un Mahler evoluto rispetto alle sue precedenti letture, meno granitico e più sussurrante. Bravo anche in più di un rallentando perché è coraggioso senza cercare spettacolo, e nelle pennellate delle sezioni gravi.

marco_
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Re: Mahler 6 Chailly Scala

Messaggio da marco_ » 19 gen 2019 23:43

Stasera è andata meglio, sempre con emozioni trattenute ma è uscita intensità intellettuale che resta a distanza. Inoltre l’orchestra ha preso un po’ di smalto e morbidezza, e le scansioni risultavano più sciolte. Rispetto a ieri ho fatto caso a impasti timbrici alla Berg, in alcuni punti la mente andava per analogia al Wozzeck dell’orchestrina e poi del finale.

Restano limiti oggettivi. Il primo movimento era ancora sprecato, ad esempio il ribollire del magma psicologico associato alla musica appariva sterilizzato. I forte suonavano sfocati e sfibrati. Le emozioni troppo sottaciute, anche considerando un (più che lecito!) approccio severissimo a Mahler.

Abbastanza bene le prime parti, benché ciascuno abbia suonato meglio altre volte. Complimenti senza riserve al timpanista Komst, principale al Concertgebouw fino al 2017: calamita orecchie e occhi per l’approccio carezzato allo strumento, e che bravura a giocare incessantemente con la regolazione fine per levare monotonia ai colpi ravvicinati.

violamargherita
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Re: Mahler 6 Chailly Scala

Messaggio da violamargherita » 27 gen 2019 00:09

violamargherita ha scritto:
18 gen 2019 01:34
Una prestazione che lascia perplessi, a maggior ragione all’inizio di una tournée europea.
Fui fin troppo facile profetessa. Mentre la plaudente e svergognata critica musicale italiana continua a sorvolare sul disastro che Chailly provoca alla Scala come teatro e soprattutto come orchestra, all’estero non sono fessi. La tournée è un flop allucinante dal punto di vista di pubblico e critica.
Per non annoiarvi con una rassegnastampa troppo lunga mi limito alla serata di Madrid: https://www.codalario.com/riccardo-chai ... _1_in.html.
Una sciagura.

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Tebaldiano
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Re: Mahler 6 Chailly Scala

Messaggio da Tebaldiano » 27 gen 2019 01:20

Dalla recensione di questa stessa rivista della serata del 17 gennaio, in home page,
http://www.operaclick.com/recensioni/te ... -di-mahler
non pare emergere tutta questa catastrofe.
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violamargherita
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Re: Mahler 6 Chailly Scala

Messaggio da violamargherita » 27 gen 2019 10:22

Tebaldiano ha scritto:
27 gen 2019 01:20
Dalla recensione di questa stessa rivista della serata del 17 gennaio, in home page,
http://www.operaclick.com/recensioni/te ... -di-mahler
non pare emergere tutta questa catastrofe.
Ed essendo stata presente proprio quella sera, sono la prima a essere stupita da detta recensione, la cui qualità si commenta da sola a partire dall'ultima frase: "Al termine il pubblico, entusiasta, ha tributato calorosi consensi". I gusti sono gusti, ma questa affermazione è semplicemente falsa. Applausi di cortesia, ovazioni per il primo timpanista e tutti a casa. Basta recuperare la registrazione per rendersene conto.
Suona la grancassa per capitan Fracassa.

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Re: Mahler 6 Chailly Scala

Messaggio da daphnis » 28 gen 2019 13:32

Il lato irritante è appunto la grancassa: ovvero la piaggeria di ehm critici che vengono portati in tournèe come bagaglio appresso osannante. Questo rende la lettura dei quotidiani italiani totalmente inattendibile. Il prestigio di una istituzione quale la Scala o Filarmonica che sia dovrebbe rendere inutili in partenza questi "mezzucci". Adottati dimenticando, peraltro, che la gente ha le orecchie ed ascolta. Il giornale madrileno ha esattamente individuato i punti dolenti che, da tempo, rileviamo ascoltando da qui. Che vengono regolarmente elusi dagli "amichevoli" scritti di matrice nostrana.

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Re: Mahler 6 Chailly Scala

Messaggio da notung » 28 gen 2019 14:16

Avete rotto i cog.lioni. Siete ospiti a casa nostra e denigrate il lavoro onesto che facciamo. Non accetto, non posso accettare che nessuno si permetta di adombrare, anche lontanamente, che i nostri redattori siano corrotti.
Entrambi, Daphnis e Violamargherita, avete detto di lasciare il forum 18 milioni di volte. Volete mantenere la parola data o continuerete a infliggerci le vostre presenze inutili e dannose?
Se vi pare che "rompere i cog.lioni" sia un'espressione maleducata va benissimo: alla maleducazione si risponde con la maleducazione.
A brigante, brigante e mezzo.
La Spada di Sigfrido

http://amfortas.wordpress.com/

<<Sono responsabile di quello che dico non di quello che capiscono gli altri.>> Massimo Troisi, forse.

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Re: Mahler 6 Chailly Scala

Messaggio da daphnis » 28 gen 2019 14:24

Scusami, Notung, ho parlato di giornali. "Quotidiani". Giornali, quotidiani, non forum: pensa che non ho ancora letto la recensione su Opera Click, al momento in cui scrivo queste righe. E non mi pare di aver espresso critiche sull'operato di OC. Non c'è una sola parola di critica a Opera Click, non ne ho motivo.
Posso capirti, ma, personalmente, ripeto: proprio non parlavo di Opera Click. Pur avendo pareri talora coincidenti con quelli di Violamargherita, terrei si mantenessero distinti: non la conosco (magari l'avrò vista in teatro ma non so chi sia, visto che per me è solo un nick su un forum). Desidererei non si mischiasse quanto scrivo io a quanto esprime lei (non so neppure se sia una "lei" o un "lui").
Leggo quell'articolo madrileno qui "postato" e rilevo che è più consonante con quel che ho ascoltato rispetto a quanto ho letto, ripeto, su quotidiani cartacei nazionali: che trovo, loro sì, discutibili. Incidentalmente, scrivo su un giornale, pur di altri argomenti, e determinate "meccaniche" non mi sono ignote. Vigono anche in altri ambienti. Cerco di tenermene libero il più possibile, certe pressioni sono immancabili nella vita di un giornale: ma andrebbero gestite.


marco vizzardelli

P.s. Ora andrò a leggermi la recensione su Opera Click. Potrò non esser d'accordo, ma questo fa parte del gioco, e non penso di doverne fare una critica ad OC, della cui onestà non nutro dubbi. Spero di essermi spiegato.
Ultima modifica di daphnis il 28 gen 2019 15:47, modificato 1 volta in totale.

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