Ion Marin e St Peterburger a Lugano

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violamargherita
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Re: Ion Marin e St Peterburger a Lugano

Messaggio da violamargherita » 18 set 2019 14:27

ZetaZeta ha scritto:
18 set 2019 12:42
Le esecuzioni di Abbado sono coerenti e, a loro modo, un punto di riferimento, tuttavia un Mahler "asciutto" è come un barocco semplificato: una contraddizione in termini.
Attenzione un attimo, però. Il Mahler di Abbado è cambiatissimo nel tempo. Per esempio la Settima registrata in studio con Chicago è un vertice da cui il direttore milanese decadde, perché mai più la eseguì così bene; nel tempo la caricò di significati francamente eccessivi e - convengo con ZetaZeta - francamente tra loro contraddittorii.



violamargherita
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Re: Ion Marin e St Peterburger a Lugano

Messaggio da violamargherita » 18 set 2019 14:30

Nota bene a proposito di giganti mahleriani odierni.
Oggi ci si può registrare gratuitamente qui: https://www.takt1.com/video/stream/sol- ... le-dresden.
Alle venti dallo splendido Konzerthaus di Dortmund in diretta Daniele Gatti dirige la Staatskapelle Dresden nella Quinta.
Una occasione da sfruttare al volo.

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Amfortas_Genova
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Re: Ion Marin e St Peterburger a Lugano

Messaggio da Amfortas_Genova » 18 set 2019 15:03

Ero presente al concerto milanese, ma preferisco non esprimere un giudizio, avendo un posto troppo vicino al palco, l’acustica non era ideale.
Marin ha certamente caricato molti angoli della partitura di inquietanti presagi, un trionfo dell’Unheimlich. Mediocre in ogni caso la performance non è stata.

Nella prima parte della serata il Comune di Milano ha conferito un riconoscimento al compositore MacMillan, che presentava per la prima volta in Italia un Larghetto for Orchestra, riduzione di un suo precedente Miserere.
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violamargherita
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Re: Ion Marin e St Peterburger a Lugano

Messaggio da violamargherita » 19 set 2019 08:29

violamargherita ha scritto:
18 set 2019 14:30
Nota bene a proposito di giganti mahleriani odierni.
Oggi ci si può registrare gratuitamente qui: https://www.takt1.com/video/stream/sol- ... le-dresden.
Alle venti dallo splendido Konzerthaus di Dortmund in diretta Daniele Gatti dirige la Staatskapelle Dresden nella Quinta.
Una occasione da sfruttare al volo.
Per quanto giudicabile da un ascolto via internet, una magnifica interpretazione su una linea che interseca Klemperer e Solti. Grande intesa con i bravissimi musicisti sassoni.

ZetaZeta
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Re: Ion Marin e St Peterburger a Lugano

Messaggio da ZetaZeta » 20 set 2019 21:51

violamargherita ha scritto:
19 set 2019 08:29
violamargherita ha scritto:
18 set 2019 14:30
Nota bene a proposito di giganti mahleriani odierni.
Oggi ci si può registrare gratuitamente qui: https://www.takt1.com/video/stream/sol- ... le-dresden.
Alle venti dallo splendido Konzerthaus di Dortmund in diretta Daniele Gatti dirige la Staatskapelle Dresden nella Quinta.
Una occasione da sfruttare al volo.
Per quanto giudicabile da un ascolto via internet, una magnifica interpretazione su una linea che interseca Klemperer e Solti. Grande intesa con i bravissimi musicisti sassoni.
Mutatis mutandis. Parecchiis mutandis.

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Ruan Ji
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Re: Ion Marin e St Peterburger a Lugano

Messaggio da Ruan Ji » 23 set 2019 14:59

Ion Marin sara' a Shanghai il prossimo mese, sono decisamente confuso dai vostri interventi su che cosa dovrei aspettarmi..
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daphnis
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Re: Ion Marin e St Peterburger a Lugano

Messaggio da daphnis » 23 set 2019 16:37

Con quale orchestra e quale programma?

(La San Pietroburgo suonerebbe alla grande, da sola e per merito proprio, anche diretta da... Vizzardelli che a Vienna alla Casa della Musica, si è fatto più volte cacciare con risate dai Wiener Philarmoniker-in-filmato)


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Re: Ion Marin e St Peterburger a Lugano

Messaggio da mascherpa » 24 set 2019 08:36

Da Ion Marin, caro Andrea, non m'aspetterei nulla d'interessante: è stabilmente sulla mia lista nera già dopo un Britten (MSND) ascoltato alla Semperoper diciassette anni fa.

Per contro, considero le due "musiche notturne" della Settima di Mahler come le eseguì la LFO diretta da Abbado in tournée a Roma uno dei vertici interpretativi e tecnici tra tutto quello che ho mai ascoltato.

Incomprensibile, per me, perché il barocco e Mahler dovrebbero essere "umidi": forse che sono tali il Sant'Ivo o il San Carlino? Forse che lo sono il Sant'Andrea al Quirinale o il Colonnato? lo scalone torinese del Juvarra o i "consolidamenti" di certe chiese gotiche realizzati in Boemia e Moravia da Blasius Aichel Santini? Forme pure, direi invece, possibili da seguirsi nel loro significato solo in assenza d'orpelli indebiti. Da come poi l'Autore sonava sé stesso al pianoforte (ci sono alcuni rulli di pianola), tutto vedeva nella propria musica tranne che la magniloquenza e il colorismo di certe registrazioni, per me inascoltabili.

Uscendo ai bei tempi dalla Terza di Lucerna mi trovai ogni sera a domandarmi, dimenticandomi per un attimo dell'intrinseco nonsense, se non sia per caso la piú bella sinfonia mai scritta. E, con un altro direttore di vaglia, mi ripetei la stessa domanda anche due anni e mezzo fa a Innsbruck.

Insostenibile, infine, trovo l'ipotesi che esista in musica, "arte del tempo" per eccellenza, un "vero qualcuno", e soprattutto che le esecuzioni piú vicine all'autore siano quelle che restano piú significative: basti paragonare, ad esempio, le due registrazioni della Nona di Mahler lasciate da Bruno Walter per rendersi conto che nella musica, a causa della sua notazione intrinsecamente "imperfetta", solo la distanza storica porta gl'interpreti alla comprensione di quel che gli autori avevano intuito. A mio gusto va nello stesso senso, nonostante la profonda differenza tra i due autori, anche il confronto tra le "sue" None di Bruckner — direi ineguagliati i primi due movimenti di quella nuovayorchese (curiosamente mi sembra avvenire l'esatto contrario con Mozart: quello che Walter ne registrò alla fine in America non mi pare reggere il confronto con le sue ultime, sublimi registrazioni viennesi). E, come è già stato accennato, le esecuzioni che Abbado diede di quella Nona, a partire dal concerto inaugurale del Lingotto, mi paiono piú emozionanti anche della seconda registrazione di Walter.

Analogamente, se preferisco la registrazione toscaniniana della Bohème a quelle, che so io, di Karajan, non è di certo perché Toscanini era stato sul podio nel 1896 (quando nessuno, detta tra noi, sa come fece...), ma perché la sua lettura, anche se di mezzo secolo dopo, m'appare piú scavata, meno convenzionale e "piaciona" della "tradizione". Puccini stesso, nonostante i rapporti ormai piú agri che dolci con il celebre direttore, "scoperse" solo trent'anni dopo averla scritta che cosa fosse la Manon Leascut.
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von Humanität
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zur Bestialität

(F. Grillparzer, aprile 1849)

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Re: Ion Marin e St Peterburger a Lugano

Messaggio da Ruan Ji » 24 set 2019 10:09

daphnis ha scritto:
23 set 2019 16:37
Con quale orchestra e quale programma?

(La San Pietroburgo suonerebbe alla grande, da sola e per merito proprio, anche diretta da... Vizzardelli che a Vienna alla Casa della Musica, si è fatto più volte cacciare con risate dai Wiener Philarmoniker-in-filmato)


marco vizzardelli
Con la Shanghai Symphony, Liszt primo concerto per piano e suite Uccello di Fuoco. Beh enormi danni in ogni caso non dovrebbe riuscire a farne con questo programma.
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