L'opera lirica del momento: "Pagliacci" (Firenze, settembre 2019)

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gabrieleburchi
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Re: L'opera lirica del momento: "Pagliacci" (Firenze, settembre 2019)

Messaggio da gabrieleburchi » 27 ago 2019 07:55

Beh, per un essere raziocinante non c'è un solo motivo valido per acquistare un biglietto per tale dittico con tali allestimenti e tale direttore.
Sull'allestimento ti saprò dire, sul direttore ascoltato proprio in Pagliacci un paio d'anni fa a Verona dissento e, anzi, è per me motivo principale d'interesse vista la sua naturale predisposizione alle opere della "giovane scuola".


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marcob35
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Re: L'opera lirica del momento: "Pagliacci" (Firenze, settembre 2019)

Messaggio da marcob35 » 14 set 2019 13:20

La produzione a Firenze

Che Leibowitz avesse colto nel segno è fuor di dubbio, anche se-si sa-il famoso musicista e musicologo francese, era da prendere sempre con le pinze.
“Pagliacci” è certamente superiore a “Cavalleria” ma uno che l’ascolta (ossia la riascolta) se ne accorge dal secondo atto e soprattutto nella “Commedia” e finale. Allora sì, che quegli “anticipi” novecenteschi che l’allievo di Schoenberg indica saltano fuori.

Il bell’allestimento co-prodotto con Genova [*], accattivante nei suoi cromatismi (nelle scene di massa, talvolta con echi zeffirelliani), con tanto di fuochi d’artificio, chiaroscuri, sfocature, offre una messa in scena non banale e piacevolissima, dal momento che l’intero apparato dello spettacolo presentato assieme alla moscia cosa di Riccardo Panfili e soci, si avvale di un cast omogeneo e funzionante.
I cantanti cantano, l’orchestra suona, il direttore dirige.

Più precisamente. I cantanti tutti sono adeguati (Tonio, Canio, Nedda), la formazione è in ordine con buoni assieme e soli, il direttore resta sul sommario e un po’ affrettato ma a Galli ci siamo abituati (e del resto ha diretto con correttezza l’atto unico che precedeva, ben diverso in tutto), niente folgorazioni e con qualche eccesso nelle dinamiche.

La gente del piccolo paese ove la situazione si colloca, appare subito al momento del Prologo, con un Tonio-Taddeo tale e quale a Leoncavallo coi suoi noti baffoni, che presenta azione, opera e assunti poetici, anche se come ha dimostrato e commentato Bernardoni, esso (il “Prologo”) fu di fatto inserito sul finire della creazione, a richiesta di Maurel e che il compositore di grandi tesi “veriste” poco si intendeva e si compiaceva, restando sul molto generico. Gli era venuta così senza troppi pensieri e allora proprio in questo semmai sta la bontà di “Pagliacci” (anzi “Pagliaccio” al singolare come inizialmente stabilito), la sua “verità”.

E l’azione poi corre rapida secondo la sceneggiatura musicale del Maestro con ottima aderenza alle ristrette misure del Leoncavallo un po’ operettista, un po’ canzoniere e laureato in lettere.
Uno spettacolo gradevole e senza pretese, che non è poco in fondo.

[*] https://www.maggiofiorentino.com/events ... e-quattro/



Pubblicato il 14 settembre 2019 alle ore 01:56 originariamente poi perso temporaneamente (cfr. Direttore in bacheca)
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ZetaZeta
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Re: L'opera lirica del momento: "Pagliacci" (Firenze, settembre 2019)

Messaggio da ZetaZeta » 15 set 2019 01:10

marcob35 ha scritto:
14 set 2019 13:20
Uno spettacolo gradevole e senza pretese, che non è poco in fondo.
Uno spettacolo senza pretese per 60 euro a me invece pare un po' pochino.

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marcob35
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Re: L'opera lirica del momento: "Pagliacci" (Firenze, settembre 2019)

Messaggio da marcob35 » 15 set 2019 09:24

ZetaZeta ha scritto:
15 set 2019 01:10
Uno spettacolo senza pretese per 60 euro a me invece pare un po' pochino.
Ammetto. Personalmente avendo prenotato in tempi non sospetti, appena l' "articolo" venne messo in vendita, in Galleria a 10 euro, mi sono trovato-a seguito chiusura forzata della medesima per un mese (non son riuscito a capire perché: la rendono più agibile con i corrimano?)-spostato in Platea senza sovrappezzo, che poi-dato il vuoto-mi son seduto molto meglio, collocandomi più centrale, zona critici (che ovviamente non pagano, come accadeva a me quando esercitavo).
Poco democratico per chi ha sborsato tra 60 e i 100 euro ufficiali.

Proprio di questi prezzi-mutatis mutandis-quasi "scaligeri", questionavano due signori fiorentini in attesa dell'inizio dello spettacolo, nel chiamiamolo foyer, coinvolgendo il povero Paolo Antonio Klun (Direttore Stampa e Marketing) il quale-nota a margine-con l'elegante sempre Pierangelo Conte (Coordinatore artistico), assenti i cacciati e i non ancora arrivati (Chiarot e Pereira il Viennese!), facevano gli onori di casa.

In particolare un ottuagenario era particolarmente incavolato e udibilissimo visto che teneva il tono della voce altissimo, proprio come l' "esperto" (il TGR3-Toscana continua a presentarlo sempre così) Valerio Galli (esperto non in Johannes Ockeghem, ma proprio nel repertorio "falsista"), tesseva clangori in "Pagliacci" malgrado i prescritti "fff" in partitura del Maestro.
In sostanza il suddetto spettatore-che poteva ricordare di persona le prime edizioni del "Maggio"-metteva il dito sulla piaga e attendeva al passo l'arrivo del Viennese (dico nato a Vienna).

Con il compagno di serata e accento cittadino si badi bene, ha usato tre aggettivi nei confronti dei concittadini: avari, tirchi e taccagni: altro che spendere soldi per il Teatro che il sindaco violinista sta facendo più bello e più splendente che pria. Al confronto-diceva-i genovesi e gli scozzesi spariscono per fama. Firenze sarà sempre una disgrazia per la Cultura e l'Arte, se deve contare sull'appoggio dei mercanti.

Questo il Viennese avrà innanzi come autentico problema e le esperienze negative di tutti i suoi predecessori saranno da rammentare. Re Luisi XIV metteva in regalo i suoi profumi, a chi avesse elargito $$$ alla Fondazione. Mariotti, Luisotti o Viotti che faranno?
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Re: L'opera lirica del momento: "Pagliacci" (Firenze, settembre 2019)

Messaggio da ZetaZeta » 15 set 2019 10:27

marcob35 ha scritto:
15 set 2019 09:24
Con il compagno di serata e accento cittadino si badi bene, ha usato tre aggettivi nei confronti dei concittadini: avari, tirchi e taccagni: altro che spendere soldi per il Teatro che il sindaco violinista sta facendo più bello e più splendente che pria. Al confronto-diceva-i genovesi e gli scozzesi spariscono per fama. Firenze sarà sempre una disgrazia per la Cultura e l'Arte, se deve contare sull'appoggio dei mercanti.
L'ha scoperto ora? Che i fiorentini siano tutto fumo e niente arrosto (a parte il gretto tornaconto immediato) lo si sa da un pezzo.
Lorenzo il Magnifico è morto da un pezzo. Oggi l'emblema della fiorentinità è il "bomba".

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Re: L'opera lirica del momento: "Pagliacci" (Firenze, settembre 2019)

Messaggio da Tebaldiano » 21 set 2019 02:26

In home page la recensione della prima.
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antuan
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Re: L'opera lirica del momento: "Pagliacci" (Firenze, settembre 2019)

Messaggio da antuan » 21 set 2019 09:52

visto ieri sera. inaspettatamente un bellissimo spettacolo. finalmente una serata degna del nostro teatro. ovviamente sto parlando di Pagliacci. L'altra opera contemporanea diciamo non pervenuta, anche se parzialmente gradevole.
mi è piaciuto tutto. Regia, scena, costumi, coro e orchestra in grande spolvero. Ottimo il direttore Galli e soprattutto un buon cast con un tenore entusiasmante - Angelo Villari (ma dove l'avevano tenuto nascosto fino a ieri?), ottima la Sepe e Cecconi con una gran voce che certo non sfigura in un'opera come questa.

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karalis
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Re: L'opera lirica del momento: "Pagliacci" (Firenze, settembre 2019)

Messaggio da karalis » 21 set 2019 10:18

antuan ha scritto:
21 set 2019 09:52
Ottimo il direttore Galli e soprattutto un buon cast con un tenore entusiasmante - Angelo Villari (ma dove l'avevano tenuto nascosto fino a ieri?), ottima la Sepe e Cecconi con una gran voce che certo non sfigura in un'opera come questa.
Felice per la prova positiva di Villari, già ottimo Enrico nella Campana sommersa a Cagliari, poi La ciociara e bravissimo Riccardo nel Ballo in maschera, degno della prima compagnia e non del cast alternativo (2016-17).

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Re: L'opera lirica del momento: "Pagliacci" (Firenze, settembre 2019)

Messaggio da asklepio » 22 set 2019 09:16

antuan ha scritto:
21 set 2019 09:52
visto ieri sera. inaspettatamente un bellissimo spettacolo. finalmente una serata degna del nostro teatro. ovviamente sto parlando di Pagliacci. L'altra opera contemporanea diciamo non pervenuta, anche se parzialmente gradevole.
mi è piaciuto tutto. Regia, scena, costumi, coro e orchestra in grande spolvero. Ottimo il direttore Galli e soprattutto un buon cast con un tenore entusiasmante - Angelo Villari (ma dove l'avevano tenuto nascosto fino a ieri?), ottima la Sepe e Cecconi con una gran voce che certo non sfigura in un'opera come questa.
PIù o meno quoto Antonio, e non ci siamo messi d'accordo in quanto ci siamo incontrati prima dei Pagliacci. Nel complesso bello spettacolo e direi uniformemente bello, con cast omogeneo (a parte il Silvio che mio è parso abbastanza fuori parte) direzione assai interessante (forse poco personale) e parte visiva più che accettabile escluso qualche inezia tipo il mimo che si arrampica sulla fune della campana. La comunanza della scena con quella della recente Cavalleria (stessi registi) rendono auspicabile l'esecuzione della classica "accoppiata verista" nella stessa sera, e sarebbe una serata in crescendo.
Dell'opera del simpatico Panfili non mi sento di condividere il giudizio di Fabrizio Moschini in HP, mi è parsa solo gradevole e piuttosto ben "confezionata" ma nulla di più. L'allestimento è dell'autrice del libretto Fuksas, e forse ne sarà difficile una ulteriore rappresentazione con scene e regia differenti.
Prendete un'ostrica bella signora
alla buonora, alla buonora

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Re: L'opera lirica del momento: "Pagliacci" (Firenze, settembre 2019)

Messaggio da Tebaldiano » 22 set 2019 16:19

asklepio ha scritto:
22 set 2019 09:16
Dell'opera del simpatico Panfili non mi sento di condividere il giudizio di Fabrizio Moschini in HP, mi è parsa solo gradevole e piuttosto ben "confezionata" ma nulla di più. L'allestimento è dell'autrice del libretto Fuksas, e forse ne sarà difficile una ulteriore rappresentazione con scene e regia differenti.
Sei sicuro di avere letto bene la recensione? In sintesi ho scritto che il libretto è modesto e che la musica è di scarso respiro e che prevedo che sia l’ennesima opera che nasce e muore con la prima rappresentazione. Ho scritto inoltre che lo spettacolo è gradevole. Che avrei detto di diverso da quello che pensi tu?
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