Muti è un (grande) direttore mozartiano? (O dirige Mozart?)

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Dr.Malatesta
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Re: Muti è un (grande) direttore mozartiano? (O dirige Mozart?)

Messaggio da Dr.Malatesta » 21 ago 2019 17:03

mascherpa ha scritto:
20 ago 2019 15:37
Dr.Malatesta ha scritto:
20 ago 2019 12:59
Credo che la definizione “grande” (fumosa e insondabile) dipenda quasi esclusivamente dai gusti personali...
Se volevi dire "la definizione di grande", quella proposta sopra non mi pare né fumosa né insondabile, ma chiaramente e distintamente predicabile o non predicabile, anche se di capienza molto ampia. Tutt'altro discorso, è chiaro, se codesto «definizione "grande"» andasse interpretato come affermazione generica che "qualcuno è grande".

Non dimenticherei neppure, come declama saggiamente Peer Gynt mentre fugge a cavallo d'un maiale, che "i grandi si riconoscono dalle loro cavalcature": cioè, nel caso nostro, dalla qualità dei gazzettieri incensanti e degli uffici stampa in vena di lirismo. E anche, terra terra, di chi li ammira (e questo può riuscire a volte confortante, a volte molto imbarazzante...).
Vero: è giusto guardare a gazzettieri e incensatori, ma anche ai rispettivi fans talvolta più simili a corte dei miracoli più o meno itineranti. Tuttavia non credo che ai grandi direttori (“grande” interpretalo come preferisci, con tutta la pedanteria saccenza che vuoi) possa essere attribuito come una colpa il grottesco culto della personalità che spesso emerge dall’autoreferenzialità dei vari fan club...


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Dr.Malatesta
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Re: Muti è un (grande) direttore mozartiano? (O dirige Mozart?)

Messaggio da Dr.Malatesta » 21 ago 2019 17:05

UltrasFolgoreVerano ha scritto:
20 ago 2019 17:13
Il Macbeth di Abbado è uno dei lavori più sopravvalutati che mi sia capitato di sentire, nonostante un cast all-stars. Per me quel Macbeth scaligero fu grande per la prova superlativa del cast, più che per la direzione di Abbado.

Ritengo invece memorabile il Macbeth diretto da Sinopoli, questo si davvero innovativo nella concezione del melodramma, tanto che si aveva l’impressione di sentire l’opera per la prima volta, nonostante la Zampieri.
Beh insomma: quel Macbeth (che conosco solo in disco purtroppo) è una pietra miliare proprio per la direzione di Abbado.

Non sono affatto d’accordo su quello di Sinopoli che è spesso chiassoso e bombastico
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mascherpa
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Re: Muti è un (grande) direttore mozartiano? (O dirige Mozart?)

Messaggio da mascherpa » 22 ago 2019 00:32

Dr.Malatesta ha scritto:
21 ago 2019 17:03
...non credo che ai grandi direttori (“grande” interpretalo come preferisci, con tutta la pedanteria saccenza che vuoi) possa essere attribuito come una colpa il grottesco culto della personalità che spesso emerge dall’autoreferenzialità dei vari fan club...
Non lo credo nemmeno io; e trovo non metta conto di parlarne. Infatti ci riferivamo tutti e due al "giornalismo" con facciata di serietà.
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Re: Muti è un (grande) direttore mozartiano? (O dirige Mozart?)

Messaggio da violamargherita » 22 ago 2019 01:26

Dr.Malatesta ha scritto:
21 ago 2019 17:05
UltrasFolgoreVerano ha scritto:
20 ago 2019 17:13
Il Macbeth di Abbado è uno dei lavori più sopravvalutati che mi sia capitato di sentire, nonostante un cast all-stars. Per me quel Macbeth scaligero fu grande per la prova superlativa del cast, più che per la direzione di Abbado.

Ritengo invece memorabile il Macbeth diretto da Sinopoli, questo si davvero innovativo nella concezione del melodramma, tanto che si aveva l’impressione di sentire l’opera per la prima volta, nonostante la Zampieri.
Beh insomma: quel Macbeth (che conosco solo in disco purtroppo) è una pietra miliare proprio per la direzione di Abbado.

Non sono affatto d’accordo su quello di Sinopoli che è spesso chiassoso e bombastico
Senza che ad alcuno interessi, dico la mia sui Macbeth registrati in studio.
Conosco quattro edizioni dirette malissimo: Muti 1976, Sinopoli 1983, Chailly 1986, Biondi 2017.
Quattro edizioni significative: Leinsdorf 1959, Schippers 1964, Abbado 1976, Gardelli 1984.
E poi ce ne è una che per me è nonplusultra: Gardelli 1970.
Basta, avevo voglia di scriverlo.

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Ruan Ji
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Re: Muti è un (grande) direttore mozartiano? (O dirige Mozart?)

Messaggio da Ruan Ji » 22 ago 2019 17:09

Per quel che vale, lo "schiudi, inferno" del Muti/New Philarmonia è uno dei miei brani d'elezione per gli scatti come non ci fosse un domani quando mi alleno correndo: dopo la lunga fase crescente delle prime battute e il senso di attesa de "O gran Dio", "l'ira tua" arriva come un tuffo al cuore e l'accompagnamento orchestrale sprigiona una violenta elettricità che sfolgora giù fino "al Galempio" (copyright Rattalino) e alla stretta finale. Non ho ancora trovato alcuna altra incisione del concertato che mi dia la stessa adrenalina! :music:
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Re: Muti è un (grande) direttore mozartiano? (O dirige Mozart?)

Messaggio da mascherpa » 22 ago 2019 18:34

Ruan Ji ha scritto:
22 ago 2019 17:09
Non ho ancora trovato alcuna altra incisione del concertato che mi dia la stessa adrenalina!
Ne prendo atto; d'altra parte ricordo come fulminante l'attacco in teatro una sera dell'aprile 1979 (credo fosse il 24, ma non ho voglia di controllare). Ci guardammo negli occhi con una mia amica e le sussurrai: "Verdi se li guadagnava bene, i suoi soldi...".

Come mi disse un quarto di secolo dopo uno sconosciuto Austriaco in una locanda del Voralberg, "mit Maestro Abbado geht die Musik immer vor; Maestro xxx stezt immer sich vor der Musik".

Indimostrabile, ovviamente. Soprattutto che sia preferibile che quel passo, anziché negarlo, debba alludere a un tetro domani.
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Re: Muti è un (grande) direttore mozartiano? (O dirige Mozart?)

Messaggio da albertoemme » 23 ago 2019 04:51

Il confronto fra le due edizioni Abbado/Muti in studio concepito da Celletti nel suo “Teatro d’opera in disco” mi pare ben realizzato ed esaustivo della questione. Tuttavia chi ha avuto la fortuna (come me) di ascoltare tante volte dal vivo i due “contendenti” preferira’ le loro performance live. Circa il concertato conclusivo del primo atto dirò la mia. Sono entrambi straordinari: in estrema sintesi in uno abbiamo il grande che dirige a memoria, nell’altro il grande che dirige con la partitura davanti. Nessun altro direttore riesce a competere con i due italiani in concorso.-

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Re: Muti è un (grande) direttore mozartiano? (O dirige Mozart?)

Messaggio da RUIZ » 23 ago 2019 08:39

Mi sono "formato" con il Muti scaligero e devo dire che non ho mai più assistito a opere verdiane di livello dalla dipartita del maestro. Torno oggi da Salisburgo dove ho visto un grande Requiem ( complici gli straordinari wiener...ottoni soprattutto). Dico altresì che ho avuto la fortuna di ascoltare live Abbado e mi sono subito innamorato rimanendo perplesso solo a un Così fan tutte ( trovo il suo Mozart poco stimolante). Direi quindi che il confronto è affascinante ma rimane improponibile e se ci leviamo le casacche da tifosi è dura propendere per l'uno o per l'altro avendo entrambi grandi plus e qualche minus.

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Re: Muti è un (grande) direttore mozartiano? (O dirige Mozart?)

Messaggio da mascherpa » 23 ago 2019 10:39

albertoemme ha scritto:
23 ago 2019 04:51
...in estrema sintesi in uno abbiamo il grande che dirige a memoria, nell’altro il grande che dirige con la partitura davanti.
Ebbi (e non fui l'unico) la stessissima impressione quando Abbado e Boulez diressero, in teatro e alla Sala Verdi nel giro di pochissimi giorni del maggio 1979, i Tre pezzi op. 6 di Berg, nonostante Boulez (che non ho mai visto dirigere a memoria) fosse di certo anch'egli trascinante proprio per l'estrema chiarezza e per una capacità ineguagliabile di campire le voci. E per questo mi rimane del tutto unico e indimenticabile il poco Mozart che ho sentito da lui: letteralmente un altro autore rispetto a tutti, basta sentire il disco della Gran partita, che perde poco rispetto all'ascolto dal vivo; ed era stata sbalorditiva, nel gennaio del Tre a Salisburgo, l'ouverture della Clemenza.
Ma sotto la bacchetta allora "di casa" il cataclisma di quei pezzi di Berg fu altra cosa. E la differenza rimase la stessa in occasione di successivi ascolti d'entrambi nello stesso Opus.

La "graduatoria" restò sempre diversa, invece, per i Sei pezzi op. 6 di Webern, anche se non ebbi mai l'occasione d'un confronto così ravvicinato tra i due (forse non ve ne fu mai la possibilità oggettiva).
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Giulio Santini
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Re: Muti è un (grande) direttore mozartiano? (O dirige Mozart?)

Messaggio da Giulio Santini » 23 ago 2019 10:44

Di Boulez esiste un disco che io amo molto della Musica sull'acqua di Handel, inciso con la Filarmonica dell'Aja nel 1966 (superiore alla registrazione con la NYP del 1975): anche lì, un altro autore, davvero (nel doppio senso che quell'Handel ne esce trasfugurato; e che gli autori sono in effetti compositore e direttore insieme).

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